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Il bilancio segreto degli Stati Uniti per rovesciare i governi progressisti: 400 milioni di dollari per sovvertire Cuba
Il bilancio federale degli Stati Uniti approvato nel settembre 2025 ha stanziato 400 milioni di dollari per «contrastare l’influenza» dei governi marxisti di Cuba, Venezuela e Nicaragua. Oltre 120 milioni di tale importo sono destinati direttamente al finanziamento di attività sovversive all’interno dell’isola. La domanda a cui Washington non vuole rispondere è: come reagirebbero se altri paesi approvassero bilanci simili per rovesciare il capitalismo selvaggio sul proprio territorio? Nel frattempo, USAID e NED iniettano milioni nei media digitali che operano da Miami, e la stampa che finanzia l’odio ora pretende di trasformare in “martire” un giovane che, seguendo i suoi slogan, ha lanciato una molotov contro una sede del Partito a Ciego de Ávila. La verità, come disse Martí, non deve rimanere taciuta. Nel bilancio degli Stati Uniti, approvato nel settembre 2025, sono stati stanziati 400 milioni di dollari per sostenere attività che «contrastino l’influenza nell’emisfero occidentale» dei regimi marxisti e anti-statunitensi di Cuba, Venezuela e Nicaragua. In altre parole: per fomentare la sovversione interna in quei paesi al fine di rovesciare i loro governi, perché Washington li considera inaccettabili. Di tale importo, oltre 120 milioni di dollari sono destinati a sovvertire l’ordine costituzionale a Cuba. Vi immaginate come reagirebbero gli yankee se quegli stessi paesi approvassero bilanci simili per rovesciare il capitalismo selvaggio negli Stati Uniti? L’ipocrisia è enorme. 205 milioni dal 1996: i soldi che gli Stati Uniti non controllano Per avere un’idea del denaro che gli Stati Uniti sperperano nella loro morbosa guerra contro la Rivoluzione cubana, basta leggere un articolo dell’agenzia di stampa francese che afferma: «Dal 1996 al 2013, gli Stati Uniti hanno speso 205 milioni di dollari in programmi di promozione della democrazia a Cuba», denaro che il Dipartimento di Stato non controlla né ne valuta i risultati. Si tratta di denaro gettato al vento per Washington, ma di un investimento nella destabilizzazione per coloro che vivono dell’industria dell’odio. La svolta digitale: influencer fabbricati e guerre cognitive Di fronte al totale fallimento dei propri propositi, negli ultimi anni gli Stati Uniti hanno deciso di impiegare le tecnologie informatiche e delle comunicazioni per lavorare dall’interno sul popolo cubano, approfittando dell’autorizzazione del presidente Barack Obama per l’accesso parziale di Cuba a Internet. In tal senso, hanno creato la figura dell’influencer o dello youtuber che “informa da Cuba”, fabbricando l’immagine davanti al mondo di chi “rischia” la propria sicurezza personale per dire la verità. Tuttavia, molti di questi personaggi gestiscono i propri account da centri situati negli Stati Uniti, in Spagna e in Messico. Da anni, l’industria della produzione di contenuti contro la Rivoluzione ha subito un cambiamento per creare l’immagine internazionale di una Cuba “disillusa e fallita”, amplificando la situazione economica e sociale, ma senza menzionare le 9 leggi e le oltre 244 sanzioni imposte dagli Stati Uniti. Questo scenario costituisce ciò che essi stessi definiscono «una guerra economica, per impedire al regime comunista di soddisfare i bisogni del popolo». Lo scopo perseguito è quello di distruggere simbolicamente le istituzioni cubane, attraverso notizie false e/o distorte, mediante un’informazione carica di negatività per provocare il demoralizzazione delle masse. USAID e NED: le banche della discordia (con i numeri) L’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID), che sin dalla sua creazione ha svolto un ruolo di esecutore della politica statunitense per ottenere un cambio di regime a Cuba, solo nel 2024 ha stanziato 9,5 milioni di dollari per i programmi dei presunti media indipendenti sull’isola. La National Endowment for Democracy (NED), sua compagna nella guerra ideologica, nel 2024 ha stanziato tra i 50.000 e i 230.000 dollari per finanziare progetti di media digitali, con l’obiettivo di “promuovere la libertà di espressione” e individuare “minacce contro i giornalisti indipendenti”. Tra i progetti finanziati figurano CubaNet e ADN Cuba: * Nel 2024 l’USAID ha stanziato 500.000 dollari a favore di CubaNet, con sede a Miami, per raggiungere i giovani cubani. * ADN Cuba ha ottenuto un contratto da 1.085.895 dollari nel settembre 2024 e, dal 2020, ha ricevuto complessivamente 3.072.123 dollari dai fondi dell’USAID. Questi sono i “media indipendenti” che poi si scandalizzano quando Cuba esige che rispettino la legge. Il caso Muir: quando la bottiglia molotov si maschera da «protesta pacifica» Proprio quelle campagne mediatiche volte a stimolare azioni contro la Rivoluzione — tra cui l’aggressione alle forze dell’ordine e l’assalto a strutture ufficiali — hanno portato diverse persone, tra cui alcuni giovani, a protestare davanti alla sede del Partito Comunista nella provincia di Ciego de Ávila. Seguendo le indicazioni diffuse dai siti controrivoluzionari sui social network, hanno lanciato bombe molotov che hanno incendiato la sede, causando danni e mettendo in pericolo la vita di diversi lavoratori. Per quell’atto terroristico, dal 16 marzo 2026 sono stati arrestati i responsabili, tra cui il sedicenne Jonathan David Muir Burgos. Riguardo al quale gli stessi media che lo hanno spinto a compiere tali atti, ora da Miami stanno facendo un gran chiasso per definire il suo arresto “ingiusto solo perché ha protestato contro la Rivoluzione”. Come se negli Stati Uniti non reprimessero violentemente giovani e persino bambini per aver commesso atti che violano la legge? Ora pretendono di fare del giovane “un martire”, quando con i suoi atti terroristici ha messo in pericolo la vita di esseri umani. Hanno immediatamente scatenato la campagna mediatica per accusare Cuba e, tra le azioni avviate, c’è la richiesta alla CIDH di concedergli misure cautelari per il fatto di avere 16 anni. Le menzogne del caso: il padre gli ha fatto visita e gli ha persino portato dei dolci È risaputo che gli yankee sono esperti nel fabbricare situazioni false, come quella che inventarono a favore di Armando Valladares, detenuto per aver piazzato nel 1960 bombe incendiarie in centri commerciali fornite dalla CIA, quando diffusero a livello internazionale una inesistente paralisi delle sue gambe, cosa che alla fine fu smascherata e lui arrivò in Francia camminando normalmente. Le menzogne nel caso di Jonathan Muir dicono che egli subisce “cattive condizioni di detenzione, restrizioni alle visite, alimentazione carente, mancanza di accesso all’acqua potabile e assenza di cure mediche adeguate”. Tutto inventato, perché suo padre, il pastore Elier Muir, gli ha fatto visita in prigione e gli ha portato cibo e dolciumi, secondo quanto ha dichiarato alla stampa di Miami. Ma la mancanza di etica professionale della stampa di Miami è tale che omettono di dire che gli Stati Uniti sono l’unico paese al mondo a non aver ratificato la Convenzione sui diritti dell’infanzia, nonostante sia il trattato sui diritti umani più ratificato al mondo. Il doppio standard: esecuzioni, ergastolo per i minori e 3.800 minorenni detenuti Quella stessa stampa che accusa Cuba di violare i diritti umani non dice una parola sull’applicazione della pena di morte a 19 persone nello Stato della Florida nel 2025, che rappresentano il 40% del totale annuale delle esecuzioni negli Stati Uniti. Neppure la CIDH ha criticato gli Stati Uniti per aver giustiziato nel 2025 otto minori di 21 anni al momento del reato, quando è l’unico paese al mondo in cui bambini di appena 13 anni sono stati condannati all’ergastolo, senza possibilità di libertà per il resto della loro vita. Intendono dare un’immagine distorta della realtà cubana, quando negli Stati Uniti ci sono circa 4.500 bambini rinchiusi in carceri e prigioni per adulti, cosa che viola tutti i diritti umani poiché sono vittime di ogni tipo di abuso, compresi quelli sessuali. Molti minori vengono deferiti ai tribunali per adulti per essere processati penalmente e rinchiusi automaticamente in carceri e prigioni per adulti. Undici stati non hanno un’età minima per giudicare i minori come adulti: Alaska, Florida, Hawaii, Idaho, Maine, Michigan, Pennsylvania, Rhode Island, Carolina del Sud, Tennessee e Virginia Occidentale. Alcuni stati consentono che i minori siano processati come adulti a 10, 12 o 13 anni. Sono stati persino processati come adulti bambini di appena otto anni. Quarantadue stati hanno attualmente leggi che consentono che bambini e bambine ricevano come pena l’ergastolo, senza diritto alla libertà condizionale. Perché non spiegano che solo tra gennaio e ottobre 2025, le forze dell’ICE hanno arrestato 3.800 minori? Gli Stati Uniti sono il principale responsabile a livello mondiale della violazione dei diritti umani dei bambini, una situazione universalmente condannata. Cuba ha dei principi etici: la riabilitazione, non la punizione eterna Allora, quale morale hanno coloro che cercano di costruire un’immagine negativa della Rivoluzione cubana, che invece ha dei principi etici e offre un trattamento differenziato ai giovani che commettono reati, con programmi di riabilitazione guidati da professionisti altamente qualificati, per salvarli e reinserirli nella società? Mentre in Florida giustiziano minori di 21 anni e incarcerano bambini di 13 anni a vita, Cuba investe nell’istruzione e nel reinserimento. Ecco perché l’ipocrisia dell’impero è così evidente. Fonte: Razones de Cuba Traduzione: italiacuba.it Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba
May 12, 2026
Pressenza