Cattive Acque / Dark Waters: il volto umano della crisi climatica
L’inchiesta fotografica di Giuditta Pellegrini, Ekpali Saint e Vittoria Torsello
per la
Carovana Ecologista di maggio.
Comunicato Stampa
Inaugura il 19 maggio alle ore 18, presso la Galleria Dis-Ordine dei Cavalieri
della Malta e di Tutti i Colori di Ravenna (Via Massimo D’Azeglio, 42), la
mostra fotografica Cattive Acque / Dark Waters. Al centro dell’esposizione,
l’impatto del colosso Eni sull’accesso alle risorse idriche e sulle comunità
locali. L’evento vedrà la partecipazione del duo musicale Cessate il Fuoco. Dal
20 al 23 maggio la mostra potrà essere visitata dalle ore 17 alle 19.
L’esposizione è inserita nel programma della Carovana Emilia Romagna-Diritti e
Rovesci, un’iniziativa organizzata da RECA (Rete Emergenza Climatica e
Ambientale) e AMAS-ER (Assemblea dei Movimenti Ambientali e Sociali
dell’Emilia-Romagna). Il percorso, che ha preso avvio in aprile e si concluderà
in giugno, tocca luoghi simbolo, tra cui Ravenna il 23 maggio, per denunciare
gli impatti del sistema fossile, e promuovere la giustizia climatica.
La mostra Cattive Acque / Dark Waters è un’inchiesta visiva realizzata da
Giuditta Pellegrini, Ekpali Saint e Vittoria Torsello. Il progetto, frutto di
una ricerca internazionale finanziata dal Journalismfund Europe, documenta
attraverso immagini il confronto impari tra le popolazioni locali ed ENI, il
gigante energetico a partecipazione statale, mettendo in luce le drammatiche
conseguenze ambientali e sociali delle attività estrattive in questi territori.
In Basilicata, regione che fornisce il 25% dell’acqua sorgiva del Sud Italia,
oltre 140.000 residenti hanno subito pesanti razionamenti idrici tra il 2024 e
il 2025. Al centro delle denunce di cittadini ed esperti c’è la diga del fiume
Camastra, al tempo prosciugata: l’indice viene puntato contro le trivellazioni
petrolifere e la deviazione di risorse idriche operata da Eni, che avrebbero
aggravato una crisi già resa critica dal cambiamento climatico.
A migliaia di chilometri di distanza, ad Aggah, nel Delta del Niger, la
situazione è speculare. Qui l’acqua non manca, ma è imbevibile e mortale,
contaminata da decenni di sversamenti di greggio e attività estrattive che hanno
distrutto l’ecosistema e la salute degli abitanti.
L’appuntamento di Ravenna rappresenta una tappa fondamentale della “Carovana” in
Emilia-Romagna con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla
giustizia climatica. Il passaggio della mostra a Ravenna assume un valore
simbolico particolare: la città, cuore del comparto energetico romagnolo, è oggi
al centro del dibattito per progetti come il rigassificatore e lo stoccaggio di
CO2. Il percorso della Carovana diventerà inoltre un docufilm finanziato dal
basso per narrare le vertenze di un territorio che chiede a gran voce una
transizione ecologica reale.
Coordinamento ravennate “Per il Clima– Fuori dal Fossile”
Ravenna, 10 maggio 2026
Redazione Romagna