Oligotech yanqui a sud del Rio Bravo. I corridoi del Sahel ridisegnati da Kidal al Golfo
Da un lato e dall’altro dell’Atlantico sono evidenti le intromissioni degli
interessi estrattivisti del turboliberismo. In questa settimana sono “esplosi”
gli audio dell’Hondurasgate che dimostrano come i metodi della Cia non siano
cambiati dal Plan Condor degli anni Settanta e si ripresentino con la stessa
ferocia in era trumpiana per estendere la cappa del controllo di Palantir a
tutto il continente. Perciò abbiamo chiesto ad Alfredo Somoza, giornalista di
origini argentine da decenni riferimento italiano nell’analisi di affari
latinamericani, di aiutarci a uscire dal ginepraio di interventi degli scagnozzi
fascisti che operano dalla Argentina di Milei all’Honduras di Hernandez,
presidente narcos graziato dal pagliaccio della Casa Bianca per fare il lavoro
sporco in combutta con il suo succedaneo Nasry Asfura.
Allo stesso tempo abbiamo chiesto ad Alessio Iocchi, ricercatore per
l’Università di Palermo e operatore sul campo saheliano, di rendere
comprensibile quanto è avvenuto in Mali dal 25 aprile e si va estendendo
all’intera alleanza del Sahel; ne è scaturito un quadro simile a quello
sudamericano di destabilizzazione attraverso alleanze sperimentate e alimentate
da interessi extracontinentali, strategie che tengono conto del territorio e
delle sue tensioni, delle milizie impegnate e degli eserciti in scacco, succubi
o temporaneamente alleati dei padroni del territorio.
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RECORRIDO SUR. UNA CRICCA FASCISTA OCCUPA IL SUDAMERICA PER INADEGUATEZZA DELLA
SINISTRA
I nuovi audio usciti grazie a “CanalRED” e a “Hondurasgate”, rilanciati da
“Pagina12”, offrono uno squarcio sui modi, i piani, le strategie a monte di
violenze per ribaltare sistemi democratici in Latinamerica e delle svolte
iperliberaliste fascistoidi sulla base dei quali intessere un quadro globale del
subcontinente. A partire da una disamina di quelle scandalose intercettazioni
che delineano una sorta di Plan Condor del nuovo millennio Alfredo Somoza ci
soccorre a percorrere dalla punta del Cono Sur della sua Argentina su su fino
all’Honduras il trattamento riservato dall’Internazionale fascista al Patio
Trasero degli yanquis.
Le parole degli audio, inequivocabili negli intenti di provocare un controllo
totale e reazionario dell’intero latinamerica attraverso omicidi, brogli,
strozzature economiche e violazioni di ogni libertà, si inanellano molteplici
episodi senza spiegazione diversa dal Piano eversivo, dove si sommano a eventi,
situazioni, scandali, omicidi inquietanti, a cominciare dai due agenti della Cia
(non della Dea) trovati morti in Mexico, e proprio in Honduras sono evidenti le
intrusioni statunitensi per influenzare le elezioni, per non parlare di insider
trading in salsa tangueira. E seguiranno altre importanti elezioni, che la
Cricca sta già preparando con violenze e ricette fallimentari: Perù, Brasile,
Colombia… dopo i fascistissimi Milei e Kast già alla Casa Rosada e alla Moneda:
un’unica strategia che si avvale di Palantir (Thiel si è “trasferito” in
Argentina a intessere una precisa trama in un territorio amico).
A “sinistra” molte varianti e in aperta discontinuità con le sinistre che hanno
perso lo slancio dell’onda degli anni di Chavez, Correa… Ancora oggi nuove
sanzioni si aggiungono alla martoriata Cuba, a scopo elettorale, un sistema
incapace di aggiornare le sue sicurezze energetiche e di attirare investimenti
sui progetti anche intrapresi in biotecnologie e nel settore sanitario. Alfredo
punta il dito contro la dirigenza cubana, perché non ha saputo cogliere le
variazioni di un mondo che cominciava a cambiare per trasformarsi. E ora si
trova scoperta e alla mercé degli avvoltoi trumpiani.
https://www.spreaker.com/episode/opaca-internazionale-nera-estrattivista-e-resistenza-ecologista-indigena–71941849
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