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Faro di Roma: 2 giugno. Come cristiani e come cittadini della Repubblica nata dalla Resistenza diciamo no al militarismo e quindi alla parata ai Fori Imperiali
DI LAURA TUSSI E SALVATORE IZZO SU FARO DI ROMA DEL 1° GIUGNO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Laura Tussi e Salvatore Izzo, pubblicato su Faro di Roma il 1° giugno 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo. «In questa prospettiva si colloca anche l’impegno dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, animato dal sociologo e docente Antonio Mazzeo e sostenuto da numerosi insegnanti, ricercatori e attivisti, tra cui il professor Lucivero. L’Osservatorio denuncia la crescente presenza delle forze armate negli istituti scolastici e accademici attraverso protocolli d’intesa, attività promozionali, percorsi di orientamento e collaborazioni che, secondo i promotori, rischiano di normalizzare la cultura militare all’interno di luoghi che dovrebbero invece essere dedicati alla formazione critica e alla costruzione della cittadinanza democratica…continua a leggere su www.farodiroma.it. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Pressenza: Ancora sulla parata militare del 2 giugno
DI LAURA TUSSI SU PRESSENZA DEL 30 MAGGIO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Laura Tussi, pubblicato su Pressenza  il 30 maggio 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo, in particolare in riferimento alla parata del 2 giugno. «Siamo alla vigilia del giorno in cui l’Italia celebra la nascita della Repubblica con la tradizionale parata militare del 2 giugno, e torna inevitabilmente ad affacciarsi una domanda profonda sul significato stesso della democrazia costituzionale nata dalla Resistenza. Perché sussiste un evidente dissonanza tra l’inchinarsi alle Frecce Tricolori, ai mezzi militari e all’esibizione della forza dello Stato, e la Costituzione italiana che custodisce un principio radicale ma spesso rimosso dal dibattito pubblico: l’articolo 11, quello in cui “l’Italia ripudia la guerra”, come anche dichiara l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università…continua a leggere su www.pressenza.com. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Pressenza: Verso il 2 giugno e la parata. Militarizzazione dei territori e conflitto sociale
DI LAURA TUSSI SU PRESSENZA DEL 24 MAGGIO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Laura Tussi, pubblicato su Pressenza  il 24 maggio 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo, in particolare in riferimento alla parata del 2 giugno. «Negli ultimi anni il tema della militarizzazione dei territori ha assunto una rilevanza crescente nel dibattito politico e sociale italiano, intrecciandosi con questioni ambientali, economiche e democratiche, anche con l’istituzione dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università […]. La mobilitazione del 2 giugno si inserisce dunque all’interno di una più ampia critica al modello politico ed economico contemporaneo, considerato sempre più orientato verso la guerra e la sicurezza militare. Le iniziative previste – presìdi, manifestazioni e azioni pubbliche diffuse – mirano a rendere visibili le connessioni tra conflitti internazionali, trasformazioni territoriali e impoverimento sociale. Attraverso la costruzione di una rete nazionale di lotte territoriali, i promotori dell’appello intendono affermare una concezione alternativa della sicurezza, fondata sulla tutela dei diritti sociali, della salute collettiva, dell’ambiente e della partecipazione democratica…continua a leggere su www.pressenza.com. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Pisa, “Lə soldatinə” sfilano alla parata revisionistica sugli “eroi di guerra”
Domenica 25 maggio si è tenuto a Pisa un raduno della sezione Pisa-Lucca-Livorno dell’Associazione Nazionale Alpini, per l’inaugurazione di un monumento presso largo San Zeno dedicato alle Medaglie d’oro al Valor militare sottotenente Enzo Zerboglio e maresciallo ordinario Ferruccio Tempesti, con alzabandiera, fanfare suonate dalla banda degli Alpini e sfilata attraverso la città. Una cerimonia patrocinata dai Comuni di Pisa, Lucca e Livorno che si è svolta alla presenza di autorità civili e militari, il Generale di Brigata, Michele Vicari, le delegazioni dei Comuni di Barga, Calci, Camaiore e Setteville, la Provincia di Pisa. A rappresentare il Comune di Pisa, il vicesindaco Raffaele Latrofa. Enzo Zerboglio morì sul Monte Grappa durante la Prima guerra mondiale, mentre Tempesti morì sul fiume Don, durante la campagna di Russia, dopo aver partecipato a quella di Francia e a quella di Grecia. Ci pare evidente l’operazione di propaganda revisionista nella scelta di questi due nomi, operazione confermata dalle parole del vicesindaco: «Zerboglio e Tempesti (..) testimoniano la forza collettiva di un’Italia capace di opporsi al sopruso, anche a costo della vita». Parole che non accettiamo siano riferite alla guerra di aggressione ed espansione imperialista combattuta dall’esercito dell’Italia fascista al fianco della Germania nazista, un sopruso compiuto, non subìto! Ci pare aberrante la presenza di figure istituzionali anche non appartenenti ai partiti di destra a patrocinare e validare una simile operazione di propaganda, per non parlare di quella del presidente provinciale dell’Associazione Nazionale Partigiani Italiani, Bruno Possenti. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università vogliamo denunciare in modo particolare un “elemento del cerimoniale” che troviamo raccapricciante: ad aprire e guidare il corteo che domenica mattina ha sfilato da Ponte di Mezzo fino a Largo San Zeno è statə messə unə bambinə. Unə bambinə di pochi anni, in divisa militare. Marciava compostə accanto a una persona in divisa che reggeva lo stendardo della sezione; dietro di loro lə altrə militari della banda musicale, poi le autorità, poi lə altrə alpinə. Ci pare una scelta perfettamente in linea con la crescente militarizzazione delle scuole che denunciamo quotidianamente, con la propaganda che vuole rendere allettante agli occhi deə piccolə e deə più giovani la vita militare; una scelta comunicativa avente lo scopo di farci dimenticare che militari, armi ed eserciti portano morte e distruzione, servendosi di una persona piccola la cui vista muove alla tenerezza. Un atto di profonda mancanza di rispetto, anzi una vera forma di violenza psicologica, innanzitutto nei confronti di quellə bambinə, non ancora in grado di dare o negare il proprio consenso in modo consapevole che è statə strumentalizzatə, ma anche di tutte le persone piccole e molto giovani presenti nel pubblico o che vedranno nel tempo le immagini dell’evento, che in quellə bambinə istintivamente si identificano, esposte ad un messaggio – in carne e ossa, quindi molto potente – di normalizzazione della guerra; messe di fronte ad un modello di obbedienza cieca e annientamento dell’individualità, dell’autodeterminazione, della spontaneità, della libertà. Un bell’esempio di pedagogia nera, di violenza educativa, quella che già gli studi di Erich Fromm e poi Alice Miller e moltə altrə studiosə hanno riconosciuto essere la base culturale, l’humus che consente la nascita e alimenta i governi autoritari perché condiziona le persone fin dall’infanzia alla presenza di un’autorità indiscussa e indiscutibile, a subire passivamente violenza psicologica e fisica, ad obbedire per paura di ricevere una punizione e impedisce loro di imparare ad ascoltare i propri bisogni fondamentali, l’innata esigenza di verità e di fedeltà a sé stessə, alle proprie percezioni, sensazioni e conoscenze. Che disumanizza perché sopprime l’empatia. Tocca ricordare e ribadire che dopo la fine della seconda guerra mondiale i padri costituenti impressero nella carta fondativa della repubblica italiana il ripudio della guerra “come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo per risolvere controversie internazionali”. Sono i valori della Costituzione che abbiamo il compito e il dovere di trasmettere alle nuove generazioni, questo, riprendendo le parole del vicesindaco, il “patrimonio morale” che deve essere “trasmesso alle giovani generazioni come una vera e propria lezione civile”! Riferimenti: https://www.pisatoday.it/cronaca/inaugurazione-monumento-zerboglio-tempesti-pisa-maggio-2025.html > Pisa rende omaggio agli eroi alpini Zerboglio e Tempesti: inaugurato il > monumento a loro dedicato Alice Miller, La persecuzione del bambino. Erich Fromm, Fuga dalla libertà.