Assolti per l’azione al Museo degli Uffizi a Firenze
Nonostante l’assoluzione, rimane la sanzione di 20.000 € per Giacomo, Tommaso e
Giordano
Ieri venerdì 8 maggio il Tribunale di Firenze ha assolto tre attivisti
di Ultima Generazione, difesi dall’avv. Dell’Aquila, per l’azione del 13
febbraio 2024 al Museo degli Uffizi, in cui immagini delle alluvioni di Campi
Bisenzio, attaccate con scotch di carta, vennero fissate alla teca della
“Nascita della Venere” di Botticelli. L’azione si è svolta all’interno della
campagna Fondo Riparazione, che chiedeva l’istituzione di un fondo da 20
miliardi per risarcire i cittadini colpiti da catastrofi climatiche come
alluvioni e siccità. Tommaso, Giacomo e Giordano sono stati denunciati per:
* artt. 110, 340 cc. 1,3 cp (interruzione di pubblico servizio)
* art. 18 TULPS (manifestazione non autorizzata)
* art. 76 c. 3 dlgs 159/2011 (violazione obbligo di dimora)
L’assoluzione, la 75esima per le azioni di Ultima Generazione, è una buona
notizia. Ma il messaggio rimane più urgente e attuale che mai. Poi,
l’assoluzione non riguarda la multa da 20.000 euro a testa ricevuta ai sensi del
cosiddetto “decreto eco-vandali”, approvato definitivamente alla Camera il 18
gennaio 2024, che prevede sanzioni da 10.000 a 60.000 euro per chi deturpa o
danneggia beni culturali.
Una legge inutile dal punto di vista giuridico: il reato di danneggiamento era
già perseguibile dal codice penale, ma non poteva essere contestato in tribunale
proprio perché il danneggiamento non c’era mai stato. Allora si è deciso di
punire l’imbrattamento e quindi anche lo scotch di carta. Un decreto costruito
su misura per noi, come ha denunciato Amnesty International, con l’unico scopo
di criminalizzare l’attivismo climatico e scoraggiare chiunque voglia alzare la
voce. Questa non è tutela del patrimonio: è repressione del dissenso.
Giacomo, 31 anni, informatico, dopo l’assoluzione dichiara: “Sono stato assolto.
Ed è un sollievo, per me e per chi mi vuole bene. Ma questa parola non chiude
nulla. Quel giorno agli Uffizi abbiamo attaccato delle fotografie su un vetro
con dello scotch di carta. Immagini di case sommerse, di strade diventate fiumi,
di famiglie di Campi Bisenzio che avevano perso tutto. Nessuna distruzione,
nessuna violenza. Solo immagini di una realtà che questo Paese si ostina a
ignorare.
l tribunale ha riconosciuto che non era un reato. Ma la multa da 20.000 euro
rimane per quello scotch di carta. Nel frattempo, anziché legiferare per la
transizione energetica, questo governo ha prodotto decreto dopo decreto per
silenziare chi protesta. Mi chiedo quante leggi si sarebbero potute scrivere in
questi anni per liberarci dalla dipendenza dal gas, per rendere le nostre case e
le nostre bollette indipendenti dalle crisi geopolitiche e dalle speculazioni
dei mercati.
Oggi le famiglie italiane si trovano a fare i conti con bollette insostenibili,
proprio perché quella transizione è stata rimandata, sabotata, derisa. E chi lo
denunciava veniva portato in tribunale. Non mi pento di nulla. Perché quella
fotografia mostrava la verità. E la verità non si può condannare anche quando
costa ventimila euro provarci.”
NEL PIENO DELLA CRISI ENERGETICA L’ITALIA È ANCORA UN PAESE FOSSILE: NEL 2024
SPESI 48 MILIARDI DI SOLDI PUBBLICI IN SAD
A sostegno di questa denuncia, i numeri. Secondo l’ultimo rapporto di
Legambiente, nel 2024 l’Italia ha speso 48,3 miliardi di euro pubblici in
sussidi ambientalmente dannosi (SAD). Soldi che, in forma di trasferimenti,
agevolazioni fiscali e sostegno a settori energivori e inquinanti, finiscono per
alimentare le stesse industrie fossili che ci tengono legati alle turbolenze
internazionali e a un modello economico insostenibile. Così mentre i manager e
gli azionisti di società come Eni si arricchiscono anche con i nostri soldi, le
persone comuni scontano nelle proprie tasche l’aumento dei costi di trasporti ed
energia.
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