ISRAELE: COALIZIONE DI OPPOSIZIONE A NETANYAHU E TENUTA INTERNA DEL GOVERNO
Domenica 26 aprile l’ex primo ministro di destra Naftali Bennett e l’ex premier
centrista Yair Lapid hanno annunciato l’unione dei rispettivi partiti, Bennett
2026 e Yesh Atid, in un’unica lista: Yachad (“Insieme”), guidata dallo stesso
Bennett.
L’obiettivo è intercettare l’elettorato israeliano deluso da Benjamin Netanyahu,
un fronte ampio che va dal centrosinistra liberale alla destra moderata. I
sondaggi, infatti, indicano Netanyahu in difficoltà, mentre le elezioni di
ottobre vengono sempre più lette come un vero e proprio referendum sulla sua
leadership.
Una perdita di consenso che, però, non sembra legata a una messa in discussione
delle politiche portate avanti contro la popolazione palestinese, quanto
piuttosto ai modi e ai tempi con cui sono state condotte.
Abbiamo chiesto al giornalista Michele Giorgio di commentare questa nuova
alleanza e di aiutarci a capire cosa aspettarsi dal voto: da chi è composta la
coalizione che si propone come alternativa? Quali sono le sue reali differenze
politiche rispetto al governo uscente?
E soprattutto: esistono, nello scenario politico israeliano, forze che si
oppongono esplicitamente a quanto sta accadendo in Palestina, oppure il
dibattito resta confinato entro gli stessi orizzonti?
Sono queste alcune delle domande da cui parte l’analisi di Michele Giorgio.