PIANA DEL SELE: UNO SPECCHIO DEL CAPORALATO ITALIANO
Con il giornalista Salvatore Lucente abbiamo parlato della Piana del Sele,
l’ampia zona agricola che si estende tra Pontecagnano, Eboli, Capaccio e
Bellizzi, circa 450 chilometri di estensione ed oltre seimila ettari di serre,
situata nella provincia di Salerno. Qui a fine aprile è morto Paul Neeraj,
lavoratore che era stato portato in Pronto Soccorso nella notte tra venerdì 10 e
sabato 11 aprile, incosciente, le gambe in cancrena, dopo giorni e giorni in cui
non aveva ricevuto cure. L’infezione alle gambe è stata molto probabilmente
causata dal contatto non protetto e prolungato con sostanze chimiche usate in
agricoltura, zootecnia o industrie tessili. Quello di Paul non è un caso
isolato: almeno 6 i lavoratori morti di sfruttamento nella Piana del Sele dal
2024. Storie sommerse di migliaia di persone che lavorano e vivono in condizioni
di precarietà e sfruttamento. Salvatore Lucente ci racconta l’inchiesta che ha
condotto sul campo per Altreconomia, e svela i marchi delle imprese
dell’agroinustria dietro lo sfruttamento come Bonduelle e Rago o la mozzarella
di bufala di Battipaglia.
In chiusura ci ha parlato anche della solidarietà dal basso che si prova a
organizzare nel territorio, come il doposcuola popolare dell’associazioni
frontierasud, nonostante il silenzio e il sistema di complicità di
amministrazioni e sindacati.
Ne parliamo con Salvatore Lucente, giornlista freelance che si occupa di
migrazione, territori e diritti: