I giovani e la politica
Nel 2025, il 24,3% dei giovani europei di età compresa tra i 16 e i 29 anni si è
impegnato online in questioni civiche o politiche. Ciò include esprimere la
propria opinione su temi civici o politici, partecipare a consultazioni online o
votare. In confronto, questo tipo di impegno si attestava solo al 20,2%
nell’intera popolazione. E’ quanto certificano i dati dell’istituto Eurostat,
aggiornati ad aprile 2026 e riferiti all’anno 2025. La partecipazione civica o
politica online tra i giovani è risultata più elevata in Slovenia (49,4%),
Lettonia (33,3%) e Paesi Bassi (31,3%). Le percentuali più basse si sono
registrate in Belgio (12,3%), Repubblica Ceca (14,3%), Svezia e Grecia (entrambe
al 16,1%). In 23 dei 27 paesi dell’UE, i giovani hanno mostrato una maggiore
propensione a utilizzare internet per la partecipazione civica o politica
rispetto alla popolazione nel suo complesso. Le differenze più marcate sono
state registrate in Slovenia (49,4% dei giovani contro il 33,5% della
popolazione totale), Lettonia (33,3% contro il 24,2%) e Italia (30,9% contro il
24,5%). Per quanto riguarda l’Italia, tale valore (30,9%) risulta
considerevolmente superiore alla media europea dei coetanei (24,93%). Un dato
questo che assume un significato ancora più profondo se accostato a quello della
popolazione complessiva della Penisola, che si ferma al 24,25%. Il divario
supera i sei punti percentuali, dimostrando come le ragazze e i ragazzi italiani
trovino nella rete lo spazio ideale per esprimere le proprie idee e
rivendicazioni. Si tratta di numeri che evidenziano una distanza generazionale
tra le più alte registrate nel continente. L’Italia si posiziona tra i Paesi con
la maggiore differenza percentuale tra l’attivismo dei ragazzi e quello degli
adulti, collocandosi subito dopo la Slovenia e la Lettonia. E’ la rete, in buona
sostanza, lo strumento per le istanze civiche delle nuove generazioni.
Per quanto riguarda, invece, l’impegno dei giovani nelle istituzioni, in
particolare nei Comuni, secondo un recente dossier ANCI, sono 18.006 i giovani
amministratori comunali in Italia, pari al 14,3 per cento del totale ma in calo
rispetto ai 19.483 del 2025. In media, in Italia, sono 2,3 per ciascun ente
locale. Si tratta di una presenza significativa, ma in progressiva contrazione.
E alquanto disomogenea: il numero assoluto più elevato si registra in Lombardia,
mentre la maggiore concentrazione è in Trentino-Alto Adige, con oltre quattro
giovani amministratori per Comune. In media, in Italia, sono 2,3 per ciascun
ente locale. Si tratta di una presenza più marcata nei piccoli Comuni, che però
diminuisce con l’aumentare della popolazione: sotto i 3.000 abitanti
rappresentano circa il 16% degli amministratori, mentre nei comuni sopra i
50mila abitanti la quota scende al 10%. Il dossier mette in luce le difficoltà
che incontrano i giovani a raggiungere i ruoli apicali, restando sostanzialmente
fermi al ruolo di Consiglieri comunali. I sindaci under 35 sono oggi appena 252,
in flessione negli ultimi anni. E mentre gli over 60 sono passati dall’8% nel
2001 a quasi il 26% nel 2026, gli under 36 sono scesi dal 23% al 14%. Gli
amministratori locali giovani sono però maggiormente qualificati: il 44%
possiede una laurea, mentre tra i non giovani resta significativa la quota con
sola licenza media (15%). Anche in questo caso si registra però una disparita di
genere, con la prevalenza della componente maschile, anche se tra gli assessori
si registra un’inversione con le donne al 51%. Non si riscontrano particolari
differenze nell’assegnazione delle deleghe tra giovani e meno giovani, ad
eccezione di Casa, Famiglia, Scuola e Politiche sociali e Attività produttive e
Sviluppo Economico, che vedono una maggiore concentrazione di giovani assessori.
Non manca nel dossier ANCI qualche curiosità: l’Amministrazione Comunale più
giovane è quella del comune di Buttrio (3.878 abitanti) in provincia di Udine,
ove 14 tra Assessori e Consiglieri hanno meno di 35 anni; tra i Comuni maggiori,
l’Amministrazione Comunale più giovane è quella di Castel Maggior (18.500
abitanti) nella città metropolitana di Bologna. In questo Comune il sindaco Luca
Vignoli, il vicesindaco Maria Vittoria Cassanelli, il Presidente del Consiglio
Comunale Matteo Frezzotti ed altri 9 tra Assessori e Consiglieri hanno tutti
meno di 35 anni; in generale, sono 68 i Comuni nei quali la metà degli
amministratori sono giovani.
I dati Eurostat analizzati in precedenza trovano conferma anche da una ricerca
Ipsos, che per conto dell’ANCI ha fatto invece una fotografia sociologica sui
giovani. L’indagine evidenzia come resti forte il senso civico dei giovani
italiani: otto giovani su dieci vogliono contribuire al bene comune. Tra le
priorità indicate dai giovani vi sono la riduzione delle tasse (38%), incentivi
al lavoro stabile (33%) e politiche per stage e tirocini retribuiti (25%). Nel
loro insieme, le due ricerche delineano una generazione presente e più preparata
anche nelle istituzioni locali, ma che si muove in un contesto segnato da
difficoltà economiche, incertezze sul lavoro e una crescente distanza tra
aspettative e realtà.
Qui per scaricare il dossier ANCI e l’indagine IPSOS:
https://www.anci.it/ricerche-anci-e-ipsos-giovani-amministratori-in-calo-ma-piu-qualificati/.
Giovanni Caprio