Accelerare l’ eolico offshore in Adriatico
È indispensabile una vera pianificazione per portare avanti la transizione
Comunicato stampa
Non siamo mai stati teneri verso le politiche ambientali delle istituzioni
locali, abbiamo criticato spesso De Pascale quando era Sindaco di Ravenna, e
continuiamo a farlo oggi nel suo ruolo di Presidente della Regione. Ma oggi ci
sentiamo di sostenere la sua presa di posizione, di cui hanno dato conto le
testate locali, a proposito della scelta governativa di frapporre un ulteriore
ostacolo alla realizzazione del parco eolico al largo della nostra costa.
Il dibattito sul tema delle aree idonee al posizionamento di impianti di energia
da fonti rinnovabili è attualissimo e vivace, e va approfondito in maniera
attenta. Le obiezioni poste da comitati locali e alcune associazioni
evidenziano preoccupazioni di fondo, soprattutto sul consumo di suolo agricolo;
d’altra parte però non si può sminuire la necessità di accelerare il processo di
riconversione energetica.
In generale, riteniamo che la riconversione non vada affidata ai meccanismi di
mercato, in una logica iperliberista, ma si debba costruire una vera
pianificazione, che tenga in considerazione l’interesse dei territori e
l’obiettivo di sostituire più rapidamente possibile l’utilizzo oppressivo delle
fonti fossili.
L’energia proveniente dall’eolico va considerata una componente indispensabile,
ma dato che si pongono vari problemi quando si parli di impianti a terra
(soprattutto nei crinali appenninici), la proposta dei Parchi eolici marini
rappresenta una strada da percorrere con determinazione.
Gli ostacoli da parte governativa sarebbero suggeriti dalla preferenza per il
cosiddetto eolico galleggiante rispetto alle strutture fisse, con il rischio di
rallentare ulteriormente la realizzazione dell’impianto, senza comportare alcun
beneficio. Infatti, se nei mari che presentano fondali molto profondi, l’eolico
galleggiante può presentare reali vantaggi, permettendo di realizzare le
strutture molto al largo, dove la ventosità è maggiore e l’impatto paesaggistico
è annullato, nel mare Adriatico, così come – per esempio – nei mari del Nord,
dove i fondali sono bassi e la ventosità non è molto diversa a venti o a trenta
chilometri di distanza, la proposta delle strutture galleggianti non trova
giustificazione.
Va chiarito che l’impianto galleggiante necessita comunque di strutture di
ancoraggio, che colleghino la piattaforma al fondo marino, utilizzando sistemi
di cavi, catene pesanti o fibre sintetiche, ed ancore ad alta capacità. Pertanto
l’impatto ambientale nelle fasi della costruzione e della manutenzione è
pressoché il medesimo, mentre i costi sono nettamente più elevati nel caso delle
strutture galleggianti.
L’impianto di Ravenna si collocherebbe fra i più potenti, fornirebbe energia
elettrica a cinquecentomila famiglie, e costituirebbe una proposta concreta di
avvio della dismissione delle fonti fossili in Romagna.
La posizione governativa è ancora una volta dettata prevalentemente dalla
volontà (già manifestata e teorizzata in molte occasioni) di non disturbare i
colossi del fossile e i loro profitti. Noi sosteniamo che lo stop al progetto
del parco eolico di Ravenna non avrà altro effetto che quello di prolungare il
dominio fossile e aggravare ulteriormente gli alti costi delle bollette e la
povertà energetica. L’opzione per il galleggiante è una motivazione pretestuosa.
Noi crediamo che il settore dell’energia vada “trasferito” dall’ambito del
profitto a quello dei beni comuni. Per cui al Presidente De Pascale, alla
Regione e alle Istituzioni locali, chiediamo di compiere più decisamente una
scelta di campo, e di pronunciarsi senza mezzi termini su tre punti
fondamentali:
* La riconversione non deve essere nell’interesse del profitto, ma del clima,
dell’ambiente e delle popolazioni; pertanto non può essere affidata ai
meccanismi di mercato e a una logica di liberismo selvaggio.
* La produzione di energia da fonti rinnovabili deve essere sostitutiva di
quella da fonti fossili. Quindi deve essere varato un piano che preveda –
contestualmente all’aumento dell’eolico e del fotovoltaico – la progressiva
riduzione della dipendenza dal gas.
* E’ necessario un ragionamento complessivo sull’energia, che metta a pieno
titolo il risparmio, l’efficientamento, il decentramento e la revisione dei
consumi accanto a alle scelte sulle strutture produttive.
Coordinamento ravennate Per
il Clima Fuori dal Fossile
Ravenna 5 maggio 2026
Redazione Romagna