Cuba, Trump firma nuove sanzioni: “Dopo Teheran ne prenderò il controllo”
Mentre a Cuba milioni di cubani sfilavano in tutta l’isola per il 1° maggio e in
oltre 6 milioni hanno firmato, da alcune settimane a questa parte, l’appello per
la pace e la difesa della patria, Trump, e il suo regime, in un impeto di ira,
odio di classe e imperialismo, perché Cuba non si è arresa (delirio trumpiano),
ha deciso di firmare un ordine esecutivo contro Cuba con cui amplia le illegali
sanzioni e inasprisce El Bloqueo.
Il presidente americano ha rilanciato i suoi propositi di conquista e annuncia
nuove sanzioni «contro Cuba che continua a rappresentare una minaccia
straordinaria» per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Non contento, si è
lasciato andare alle solite dichiarazioni psichiatriche in cui ha delirato che
prenderà il governo di Cuba.
Questo ordine esecutivo rappresenta un ulteriore inasprimento della politica di
“massima pressione” già riavviata nei mesi precedenti per isolare economicamente
l’isola.
In sintesi i punti principali dell’ampliamento delle sanzioni (come riportano i
media e fonti del regime di Trump). Le sanzioni troveranno applicazione subito
(tempi tecnici permettendo) e prevedono di sanzionare:
* direttamente le istituzioni governative e costituzionali dell’isola;
* i partner commerciali dell’isola e affiliati;
* le istituzioni finanziarie con l’intento di limitare ulteriormente l’accesso
alle risorse finanziarie internazionali;
Inoltre sono contenute sanzioni sul petrolio diretto a Cuba (già applicato a
inizio anno) e nuove restrizioni sui visti, incluse limitazioni specifiche per i
medici cubani inviati in missioni all’estero, e sono stati revocati permessi di
protezione per migliaia di persone già residenti negli USA.
L’ordine esecutivo limita ulteriormente la capacità di Cuba di operare
attraverso il sistema bancario statunitense, bloccando quelle poche e diverse
tipologie di transazioni finanziarie che Cuba faceva (pagamenti merci in
esenzione alle esenzioni e su licenza del Ministero del Tesoro USA).
Il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodríguez Parrilla ha respinto oggi con
fermezza le recenti misure coercitive unilaterali adottate dal governo degli
Stati Uniti contro il suo Paese, ritenendo che dimostrino la volontà di
infliggere, ancora una volta, una punizione collettiva al popolo cubano.
In una dichiarazione diffusa tramite il sito web del Ministero degli Affari
Esteri (Minrex), il Ministro degli Esteri ha sottolineato che non è una
coincidenza che tali misure siano state annunciate il 1° maggio, lo stesso
giorno in cui milioni di cubani sono scesi in piazza per denunciare il blocco
statunitense e l’assedio energetico.
Rodríguez Parrilla ha sostenuto che tali misure sono extraterritoriali e
violano la Carta delle Nazioni Unite; gli Stati Uniti non hanno il diritto di
imporre azioni contro Cuba, né contro alcun paese o entità terza, ha avvertito.
Ha dichiarato Ministro degli Affari Esteri di Cuba tramite il suo account su X:
Condanniamo fermamente le recenti misure coercitive unilaterali adottate dal
governo degli Stati Uniti. Tali azioni dimostrano la sua volontà di infliggere,
ancora una volta, una punizione collettiva al popolo cubano.
Non è un caso che queste misure siano state annunciate il 1° maggio, lo
stesso giorno in cui milioni di cubani sono scesi in piazza per denunciare il
blocco statunitense e l’assedio energetico.
Mentre il governo statunitense reprime la propria popolazione nelle strade,
cerca di punire la nostra, che resiste eroicamente agli attacchi
dell’imperialismo statunitense.
Queste misure sono extraterritoriali e violano la Carta delle Nazioni Unite.
Gli Stati Uniti non hanno il diritto di imporre azioni contro Cuba, né contro
alcun paese o entità terza.
Il 2 maggio Trump ha minacciato nuovamente Cuba. Nonostante la scadenza dei 60
giorni previsti dalla legge Usa entro i quali un presidente può condurre
operazioni militari senza un voto del Congresso, Donald Trump sembra
intenzionato ad andare avanti nella guerra contro l’Iran e anzi rilancia
preannunciando una possibile nuova operazione militare anche a Cuba. “Dopo
Teheran prenderò il controllo di Cuba” ha dichiarato infatti il Presidente
statunitense durante il suo intervento come relatore principale a una cena
privata in Florida. “Mi piace finire prima un lavoro. Forse tornando dal Medio
Oriente, una delle portaerei potrebbe fermarsi a Cuba” ha detto Trump un po’
scherzando e un po’ serio nel corso dell’evento aggiungendo che gli Stati Unti
prenderebbero il controllo di Cuba quasi immediatamente.
L’esternazione di Trump specifica di voler prendere Cuba «quasi immediatamente».
Il presidente Usa Donald Trump ha detto di nuovo che sta valutando la
possibilità di inviare la portaerei USS Abraham Lincoln a 100 metri dalle coste
cubane dopo la soluzione della crisi con l’Iran.
“Forse sulla via del ritorno dall’Iran, quando avremo finito quella situazione,
se volete farne una dopo l’altra, fermeremo la portaerei Abraham Lincoln, la
portaerei più splendida che abbia mai visto. Fermeremo la Abraham Lincoln a un
paio di centinaia di yard dalla costa e li guarderemo se vorranno fare qualcosa”
– ha detto Trump all’emittente Salem News, parlando di Cuba.
Trump aveva già formulato una minaccia analoga la scorsa settimana. Parole di
una gravità inaudita che sottolineano ancora una volta una dichiarazione di
guerra al diritto internazionale da parte di Trump attraverso la Dottrina Rubio,
variante più spietata della Dottrina Monroe.
Ulteriori info:
https://www.fanpage.it/esteri/guerra-iran-trump-ignora-il-congresso-e-rilancia-dopo-teheran-prendero-il-controllo-di-cuba/
> Cuba nel mirino di Trump: dialogo, minacce e nuova Dottrina Monroe
https://www.rsi.ch/info/mondo/Cuba-torna-nel-mirino-di-Trump–3711993.html
https://www.ilsole24ore.com/art/la-minaccia-trump-cuba-portaerei-usa-100-metri-costa-AIalPDqC
> Trump minaccia di inviare una portaerei al largo di Cuba
Lorenzo Poli