Negli Stati Uniti e non solo
Qualche tempo fa ho comprato un libretto dal titolo “Dio è corazza dei forti“,
una piccola raccolta di testi del cristianesimo celtico, San Colomba, San
Gildas, San Brandano, altri ancora. Leggendolo mi è rimasta particolarmente
impressa questa Lorica, dal latino “corazza”, che ho poi ritrovo musicata e
cantata da Giovanni Lindo Ferretti ed Ambrogio Sparagna.
Sono sempre stato un fan di questa parte più spirituale della produzione di
Ferretti, che credo in certi sensi abbia visto molto lontano. Riascoltare oggi
“La madonna appare”, un piccolo estratto dello spettacolo teatrale dei CCCP che
si trova alla fine di Live in Punkow, mette ancora i brividi.
E in questi giorni di caos, di dolore, di vera e propria disperazione, quanto
serve prendersi un momento di raccoglimento e chiedere, per amore e con amore,
aiuto e protezione.
“Scongiuro voi tutti santi, angeli, arcangeli, patriarchi, confessori, apostoli,
martiri, vi scongiuro troni, dominazioni, cherubini e serafini”
Nella versione originale chiama i martiri, “atleti di Dio” e per qualche ragione
questa immagine mi è rimasta impressa, nella forma del salto in alto. Quel
momento quando ci si slancia, tutto il corpo teso verso l’alto e l’avanti, con
lo sguardo fisso verso l’obiettivo da raggiungere, verso quello che ci chiama e
ci spinge e ci tira verso qualcosa che ancora non conosciamo.
E ancora una volta la mente torna a Minneapolis, agli Stati Uniti e ad i
prodromi di una vera e propria guerra civile. I video delle violenze sulla
popolazione si alternano a quelli in cui la popolazione risponde, con rabbia e
decisione, ai soprusi del potere. Venerdì 23 gennaio si è tenuto il più grande
sciopero da 75 anni, “il giorno della verità e della libertà”, e più di cento
leader religiosi sono stati arrestati durante le manifestazioni. Proprio mentre
completavo questo articolo un’altra persona è stata uccisa. In questo caos, in
questa tensione altissima, si è alzata una voce che dovrebbe farci molto
riflettere e preoccupare.
Il Reverendo Robert Hirschfield, vescovo della Chiesa Episcopale nel New
Hampshire, durante un discorso ha avvertito dell’inizio di “una nuova era di
martirio”. Portando esempi vicini e lontani, ha invitato tutti i suoi sottoposti
ad assicurarsi di aver messo ordine agli affari terreni e fatto testamento. “Non
è più il momento delle dichiarazioni, ma quello di metterci, con i nostri corpi,
tra i poteri di questo mondo ed i più vulnerabili.”
Da bravo predicatore ha ammiccato al Vangelo di Luca, che spiega chiaramente
come la potenza di questo mondo è data in mano a Satana, che la dà a chi lui
vuole (Lc 4, 5-6). Non penso ci possa essere citazione più appropriata per
descrivere la situazione.
Purtroppo gli episcopali, seppur rumorosi, sono una minoranza nella grande
chiesa statunitense. Molti di più sembrano essere gli esaltati violenti che
trovano ogni pretesto per continuare a creare caos e dolore in nome di Dio. Una
folta congregazione di questi integralisti cristiani ha cercato di impedire
fisicamente il procedere di una marcia per la pace organizzata da alcuni monaci
buddhisti. Provocatori, sempre con il telefono in mano per riprendere ogni
reazione, spinti dalla propria bolla a fare ogni volta un passo in più. Come in
un episodio di South Park, incarnano alla perfezione lo stereotipo negativo di
una cristianità bigotta, idiota, incapace di ascoltare e di comprendere
alcunché. Se non proprio membri del KKK, comunque grandi fan di un certo tipo di
ordine, adepti di un culto idolatra che vede negli Stati Uniti il centro
dell’universo.
In Italia siamo abituati ad avere a che fare con la forza di una Chiesa
millenaria, uno dei soggetti politici più antichi al mondo, che ha lasciato un
segno indelebile sulla nostra cultura, nel bene e nel male. Dirsi “cristiani”
vuol dire nella stragrande maggioranza dei casi essere “cattolici”, nonostante
la presenza ormai cospicua di cristiani ortodossi e quella delle varie chiese
protestanti.
Il nostro Paese continua ad essere fortemente condizionato dalle scelte del
Vaticano e Meloni ha dichiarato che se la Santa Sede aderirà al Board of Peace
di Trump, allora anche l’Italia sarà costretta a farlo. Poco importa se la
nostra Costituzione ce lo impedisce, si farà alla svelta a modificarla. I tempi
sono cambiati, le regole sono nuove e non possiamo essere noi il vaso di coccio
in mezzo ai vasi di ferro.
Allo stesso tempo, purtroppo e per fortuna, come nostro solito non siamo in
grado di prenderci troppo sul serio.
Se il fascismo tornerà, sbandierando ancora una volta “Dio, patria e famiglia”,
sappiamo bene che alla fine non sarà che l’ennesimo giro di olio di ricino,
manganello e piombo.
Un po’ come il lupo con l’agnello, quello che serve è solo una scusa, e a volte
nemmeno quella.
Il Mussolini di Luca Marinelli è la perfetta rappresentazione di questa
ipocrisia: un Tony Soprano armato di ambizione, risorse e una buona dose di
fortuna che si spaccia come salvatore della patria.
E alla fine io credo siano pochi gli esaltati che veramente credono che non sia
così, sono poche le persone realmente cieche alle menzogne, alla cialtroneria,
al quel mix letale che fa sembrare i nostri governanti dei cattivi da operetta.
Che poi questi esaltati siano pericolosi è vero, ma non è su di loro che il
potere dei nostri oppressori si fonda. Le teste rasate, i picchiatori, sono una
presenza reale nei nostri spazi e a volte ce ne ricordiamo nella maniera
peggiore, ma sono una minoranza.
Semplicemente la maggioranza della popolazione di tutto questo non si cura più.
Lo abbiamo dato per buono e lo prendiamo come elemento della realtà. Leggiamo
sui giornali dell’ennesimo processo, dell’ennesima condanna, dell’ennesima
schifezza e alziamo le spalle. Anzi, qualcuno si dà da fare per partecipare al
banchetto.
Diventeremo fascisti per inerzia, non per convinzione. Chissà se per inerzia
inizierà anche la nuova Resistenza.
Gli Stati Uniti, invece, che non hanno nemmeno la metà della nostra storia, e
quindi nemmeno dei nostri anticorpi, stanno rischiando di arrivare ai peggiori
scenari possibili. I fantasmi di Gilead, la dittatura totalitaria descritta da
Margaret Atwood, sembrano aleggiare sul futuro prossimo del continente
nordamericano. Il lavaggio del cervello collettivo operato su decine di milioni
di persone dai megapredicatori ha già avuto il suo effetto e gli stati più
reazionari sembrano ormai derivare le proprie legislature direttamente dal
Vecchio Testamento.
Così si incrociano i destini dei cristiani che si preparano al martirio per la
giustizia e quelli dei “cristiani” che si preparano a martirizzarli. Purtroppo
per questi ultimi, lo spirito americano ha forse ancora qualcosa da dire
rispetto a cosa vuol dire seguire il Vangelo.
Quasi due secoli fa il capitano John Brown guidava i suoi uomini contro gli
schiavisti della Confederazione, perché non sopportava più di vedere uomini
messi in catene in nome di un supposto “ordine divino”. “Dio è dalla parte della
giustizia, e voi siete dalla parte delle catene” grida Ethan Hawke
interpretandolo nella serie “The Good Lord bird”.
John Brown avrebbe visto i propri figli uccisi e sarebbe stato giustiziato per
tradimento, ma le sue azioni furono una delle scintille che diede il via alla
guerra di secessione americana.
Ancora oggi, negli Stati Uniti e non solo, il suo nome viene ricordato come
quello di una persona che fu capace di fare una scelta di campo, di prendersi le
proprie responsabilità di uomo libero e di cristiano e di combattere contro un
potere violento e criminale che usava il Vangelo per giustificarsi.
E se il suo corpo giace in una tomba, il suo spirito, e quello di tutti i
martiri, di Oscar Romero, di Reneè Good, di tutte le persone di fede che per una
causa giusta hanno dato tutto quello che avevano, marciano insieme a noi. E
insieme a noi cantano:
“Mine eyes have seen the glory of the coming of the Lord;
He is trampling out the vintage where the grapes of wrath are stored;
He hath loosed the fateful lightning of his terrible swift sword;
His truth is marching on.
Gloria, gloria, alleluja!”
Tommaso Juhasz, conosciuto come TJ, 33 anni, vive a Perugia. Operaio agricolo
specializzato nella potatura degli olivi, militante di Ultima Generazione,
chitarrista da battaglia
Redazione Italia