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La Flottilla riparte. Ribadita la richiesta di liberazione di Thiago e Seif
“Oggi, venerdì 8 maggio, la nostra flotta partirà dalla Grecia alla volta della Turchia, dove oltre 30 imbarcazioni si uniranno alle altre in attesa per riunirsi all’Assemblea Internazionale di Marmaris, dove approfondiremo la nostra strategia politica e definiremo le prossime fasi della nostra missione”. La Global Sumud Flottilla ha fatto […] L'articolo La Flottilla riparte. Ribadita la richiesta di liberazione di Thiago e Seif su Contropiano.
May 8, 2026
Contropiano
VENEZIA: IN CENTINAIA PROTESTANO CONTRO ISRAELE ALLA BIENNALE, VENERDÌ CORTEO PER CHIEDERE LA LIBERAZIONE DI THIAGO E SAIF
Centinaia di persone hanno partecipato all’azione di Art Not Genocide Alliance contro la presenza del padiglione israeliano alla Biennale. Al contempo si teneva la conferenza stampa ufficiale di presentazione al Teatro Piccolo dell’Arsenale della Biennale Arte 2026, che apre al pubblico il 9 maggio. Oltre alla manifestazione di Art Not Genocide Alliance, una seconda iniziativa del collettivo punk rock russo delle Pussy Riot insieme al collettivo Femen: hanno protestato con una ventina di attiviste davanti al padiglione della Russia. Art Not Genocide Alliance ha rilanciato la manifestazione in programma venerdì 8 maggio alle ore 16.30 in via Garibaldi a Venezia. Stella, del centro sociale Morion ci racconta la mobilitazione della mattinata a Venezia e le ragioni della protesta contro la presenza di Israele alla biennale. Ascolta o scarica Sempre oggi conferenza stampa, a Padova, in presenza di due attivisti sequestrati di Israele e rilasciati a Creta, Anna Ghedina e Luca Cuzzato. Anche qui è stato dato appuntamento a Venezia per venerdì, ponendo l’accento sull’importanza di chiedere la liberazione di Thiago e Saif. Ai nostri microfoni le testimonianze di Anna Ghedina e Luca Cuzzato dei centri sociali del nord-est e di Ya Basta! Êdî bese! Ascolta o scarica  
GLOBAL SUMUD FLOTILLA II: THIAGO E SAIF NELLE CARCERI ISRAELIANE ALMENO FINO A DOMENICA, “ACCUSE IN DIVENIRE”
I due esponenti della Global Sumud Flotilla rapiti dall’esercito israeliano in acque internazionali Saif Abukeshek e Thiago Avila, sono comparsi oggi in Tribunale: la loro detenzione illegale è stata prorogata fino a domenica. Il giudice ha accolto in toto la posizione dell’accusa, che contesta ai due di “aver aiutato il nemico in guerra, appartenere a un’organizzazione terroristica, essere in contatto con agenti stranieri. I due attivisti hanno denunciato maltrattamenti e percosse durante la detenzione; per questo sono in sciopero della fame dal loro fermo illegale, avvenuto il 29 aprile. L’aggiornamento sulla detenzione e le motivazioni “in divenire”, con Francesca Cancellaro del team legale della Global Sumud Flotilla. Ascolta o scarica Ancora Flotilla: “le forze israeliane – questa la denuncia arrivata ieri in tarda serata dalla stessa Global Sumud Flotilla – stanno provando a intercettare altre quattro navi al largo della Grecia; aerei e droni Usa sorvolano le navi. Crescono i timori di torture e rapimenti illegali “, scrivono attiviste-i, molte-i ancora a Creta, in attesa di ripartire verso la Striscia.
GLOBAL SUMUD FLOTILLA: PROLUNGATA LA DETENZIONE PER THIAGO E SAIF. “BLOCCO NAVALE ESTESO A TUTTO IL MEDITERRANEO”
Thiago Avila e Saif Abukeshek, i due attivisti della Global Sumud Flotilla fermati in maniera del tutto arbitraria e illegale da Israele dopo l’intercettazione di 22 imbarcazioni dirette a Gaza in acque internazionali a 900 km da Israele avvenuta tra il 29 e il 30 aprile , sono comparsi questa mattina davanti al giudice nel tribunale di Ashkelon. Lo ha riferito Miriam Azem, dell’ong israeliana per i diritti umani Adalah aggiungendo che “Israele ha chiesto di estendere la loro detenzione per altri due giorni”. I due attivisti sono stati oggetto di “violenze fisiche e detenzione prolungata in posizioni forzate da parte delle forze militari israeliane durante i due giorni trascorsi in mare” hanno riferito i legali. Thiago Avila è stato trascinato a faccia in giù sul pavimento e picchiato così violentemente da perdere conoscenza due volte”. Presenta attualmente “lividi visibili sul volto, inclusa l’area intorno all’occhio sinistro, e riferisce limitazioni nei movimenti e forti dolori alla mano”. Dal momento della cattura fino al trasferimento al Servizio Penitenziario israeliano, avvenuto oltre due giorni dopo, “è stato tenuto in isolamento e bendato”. Thiago, hanno spiegato gli avvocati della ong Adalah, ha riferito di essere stato interrogato dall’agenzia di intelligence Shabak (Isa) e che “gli è stato detto che sarà successivamente interrogato dal Mossad con il sospetto di ‘affiliazione a un’organizzazione terroristica’”. Saif Abukeshek, cittadino spagnolo-svedese di origine palestinese, e Thiago Ávila, attivista brasiliano, sono anche al centro di un caso diplomatico. Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha definito la detenzione di Abukeshek illegale perché avvenuta, a suo giudizio, fuori dalla giurisdizione israeliana. Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha chiesto a Benjamin Netanyahu, primo ministro israeliano, il rilascio del cittadino spagnolo e ha rivendicato la difesa del diritto internazionale. Anche il Brasile ha contestato il trasferimento del proprio cittadino. Il team legale italiano ha presentato un ricorso urgente alla Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) contro l’Italia, sostenendo che Roma avesse responsabilità di protezione perché l’imbarcazione sulla quale si trovavano i due attivisti avrebbe battuto bandiera italiana. È una mossa che sposta il caso dal Mediterraneo alla giurisdizione europea: non più soltanto cosa ha fatto Israele, ma cosa avrebbero dovuto fare gli Stati europei mentre un’operazione militare avveniva in acque internazionali o comunque in un’area prossima alla competenza greca. Israele respinge l’impostazione degli attivisti e presenta l’operazione come applicazione di un blocco navale che considera legittimo a oltre 900 km dalle acque territoriali. Il ministero degli Esteri israeliano ha sostenuto che Abukeshek sarebbe legato alla Popular Conference for Palestinians Abroad (Pcpa), cioè la Conferenza popolare dei palestinesi all’estero, organizzazione che il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha sanzionato accusandola di agire per conto di Hamas. Secondo la versione israeliana, anche Ávila avrebbe collegamenti con quell’area e sarebbe sospettato di attività illegali. Finora, tuttavia, le accuse specifiche contro i due non sono state accompagnate da un dossier pubblico capace di chiudere il confronto politico e giuridico. La Global Sumud Flotilla al momento è ferma in Grecia. Si sta facendo la conta dei danni e riorganizzando la ripartenza della missione: l’obiettivo è ancora quello di raggiugere Gaza. Altre navi si aggiungeranno alla flotta in partenza da Grecia e Turchia.  “Dopo l’atto di pirateria commesso dall’IOF nelle acque internazionali, alcuni attivisti rientrano in Italia, per testimoniare, recuperare il necesssario e poter riprendere il viaggio. Tornano per testimoniare pubblicamente quanto accaduto nel Mediterraneo e chiamare il governo italiano alle proprie responsabilità. Le violazioni commesse ad opera degli attivisti della flotilla sono il risultato diretto della copertura politica garantita a Israele dai governi europei, incluso quello italiano. Il blocco imposto su Gaza si estende ormai a tutto il Mediterraneo, nel silenzio e nella complicità delle istituzioni europee” scrive l’ufficio stampa della GSF. Il punto con Maria Elena Delia portavoce italiana della GSF Ascolta o scarica