Leopoli, la cultura come diplomazia: la missione italiana che intreccia arte, diritti e ricostruzione
Una missione che parla il linguaggio della cultura prima ancora che quello della
politica. È quella che ha portato una delegazione italiana da Milano a Leopoli
dal 25 aprile 2026, in un contesto segnato dalla guerra ma anche da una forte
volontà di dialogo internazionale e ricostruzione sociale.
A guidare il progetto è stata Natalia Siassina, promotrice delle associazioni
VITAWORLD, VITAUKR, e TERRE DES HOMMES-ITALIA che hanno costruito un ponte
operativo tra Italia e Ucraina attraverso cultura, moda e iniziative sociali. Un
lavoro che ha coinvolto istituzioni, artisti e organizzazioni della società
civile.
La delegazione italiana ha riunito profili istituzionali e culturali diversi:
Natalia Siassina, Diana De Marchi, Cristina Giudici, Anna Maria Borando,
Alessandro Cini, Edoardo Pagnini, Luca Dall’Olio, l’artista Jean-Philippe, Bruno
Neri, Mariela Magallanes, Nurgül Çokgezici e Melissa Nur. A supporto delle
attività, un ruolo centrale è stato svolto da Elena Zadiraka, che ha garantito
il dialogo tra lingue e contesti diversi.
Il programma si è inserito negli “Italian Days – Lviv 2026”, iniziativa dedicata
alla promozione della cultura italiana in Ucraina. Tra gli appuntamenti
principali, il Fashion Battle – Finale, realizzato dal Fashion College Lviv con
Oksana Hodan, in collaborazione con TERRE DES HOMMES-ITALIA e le associazioni
promotrici.
Accanto alla dimensione creativa, il progetto ha dato spazio a momenti di forte
valenza simbolica. La sfilata Fashion for Freedom, ospitata al Politecnico di
Leopoli, ha messo al centro il tema della libertà attraverso il linguaggio della
moda, mentre la mostra “Athlètes of Art” ha offerto una lettura artistica
dell’identità contemporanea in tempi di crisi.
Il passaggio istituzionale più rilevante si è svolto al Palazzo della Regione di
Leopoli, durante la tavola rotonda “World With Women – Italia–Ucraina”, dedicata
al ruolo delle donne nei processi di ricostruzione e sviluppo sostenibile. Un
confronto che ha evidenziato la centralità delle politiche di genere nel futuro
del Paese.
Tra le protagoniste, Solomiya Rybotytska e Dana Mekhedova, che hanno
sottolineato i progressi compiuti dall’Ucraina nella partecipazione femminile
alla vita pubblica, nonostante il contesto bellico.
La delegazione italiana ha ribadito il proprio sostegno a progetti di inclusione
sociale e contrasto alla violenza di genere, rafforzando un dialogo già attivo
tra Milano e le realtà ucraine. Un impegno richiamato anche da Diana De Marchi,
che ha evidenziato l’importanza dell’integrazione lavorativa delle donne ucraine
in Italia come parte di un percorso comune.
Al di là degli appuntamenti ufficiali, la missione ha restituito l’immagine di
una società in trasformazione, dove la componente femminile gioca un ruolo
decisivo nella tenuta sociale e nella ricostruzione.
In questo contesto, la cultura si conferma uno strumento di diplomazia concreta:
non solo rappresentazione, ma relazione. Un linguaggio condiviso che, anche nei
momenti più difficili, continua a costruire connessioni tra Paesi e comunità.
Mia Ampie Nurgul
Unione Donne Italiane e Kurde (UDIK)