Il primo maggio degli invisibili
Il Primo Maggio non è una festa per tutti. Per molti è un giorno come un altro.
Un giorno di lavoro nero, di attese, di porte chiuse. Un giorno nel quale i
diritti esistono solo nei discorsi ufficiali, mentre nella realtà quotidiana
vengono negati pezzo dopo pezzo.
È da qui che nasce la nostra mobilitazione. Dalle storie che attraversano ogni
giorno i nostri sportelli. Storie che non fanno notizia, ma che raccontano con
precisione dove si è spezzato il legame tra legalità e giustizia sociale.
Incontriamo persone richiedenti asilo regolarmente presenti in Italia, con
documenti validi, con la volontà concreta di lavorare. Non stiamo parlando di
marginalità inevitabile, ma di esclusione prodotta. Persone che potrebbero avere
un contratto, che a volte trovano anche un datore di lavoro disponibile, ma che
restano intrappolate in un sistema che rende la regolarità impraticabile. Perché
oggi, nel 2026, può bastare non avere un conto corrente per essere spinti nel
lavoro nero. Sembra assurdo, ma è ciò che accade. Senza conto corrente non si
firma un contratto, non si affitta una casa, non si costruisce autonomia. Eppure
questo diritto viene negato sistematicamente con una motivazione che non ha base
legale: la mancanza della residenza anagrafica.
Le norme esistono, sono chiare, ma vengono ignorate nella pratica quotidiana. E
quando un diritto riconosciuto non viene applicato, non siamo più di fronte a
una disfunzione: siamo di fronte a una scelta politica, anche se non dichiarata.
Una scelta che produce irregolarità. Una scelta che alimenta lo sfruttamento.
Una scelta che costruisce lavoratori invisibili.
Abbiamo visto persone respinte più volte agli sportelli, umiliate da richieste
arbitrarie, costrette a rinunciare. Abbiamo visto nascere persino un mercato
parallelo, dove aprire un conto corrente diventa un servizio da comprare,
l’ennesimo costo imposto a chi è già vulnerabile.
Il 26 gennaio abbiamo accompagnato due persone in un ufficio postale. Anche lì,
inizialmente, il rifiuto. Poi la discussione, le normative mostrate,
l’intervento della direzione. Alla fine, le pratiche avviate. Oggi, 20 aprile
2026, quei conti non esistono ancora. Esistono però le conseguenze: due persone
costrette a lavorare in nero, senza contratto, senza diritti, senza possibilità
di uscire da una precarietà che non hanno scelto.
Eppure, prima di arrivare fin qui, abbiamo provato un’altra strada. Abbiamo
chiesto un confronto. Abbiamo provato ad aprire un dialogo con gli uffici
postali del territorio. Abbiamo proposto un tavolo per affrontare insieme questa
situazione, portando dati, testimonianze, casi concreti. Non abbiamo ricevuto
risposta. Nessuna apertura. Nessuna disponibilità. Nessun ascolto. E in questo
silenzio non è stata ignorata solo la nostra voce, ma soprattutto quella dei
lavoratori invisibili. Persone che ogni giorno vivono queste contraddizioni
sulla propria pelle e che continuano a restare fuori da ogni spazio di
confronto. Questo è il punto politico. Lo sfruttamento non è solo il risultato
di comportamenti illegali individuali. È spesso il prodotto di un sistema che
blocca l’accesso ai diritti fondamentali e poi lascia che il mercato nero faccia
il resto.
E allora il Primo Maggio non può essere solo celebrazione. Deve essere denuncia.
Saremo in presidio per rompere questa ipocrisia. Per dire che non esiste lavoro
dignitoso senza accesso reale ai diritti, la legalità non può essere selettiva,
chi è regolare non può essere trattato come irregolare.
Saremo in presidio – in piazza Municipio a Napoli – per i lavoratori
invisibili. Per chi è intrappolato tra norme giuste e pratiche ingiuste. Per chi
continua a credere in un futuro dignitoso, nonostante tutto. Perché finché anche
una sola persona viene esclusa dai diritti, il Primo Maggio non è una festa. È
una lotta.
Comunicato stampa della Rete Vesuviana Solidale
Presidio dei lavoratori invisibili – vogliamo un lavoro dignitoso, soggiorno,
residenza, accesso all’abitare e alla salute!
Venerdì 1 Maggio dalle ore 9:00 in Piazza MUNICIPIO – Napoli
Il 1 Maggio assieme alla FLAI CGIL scenderanno in piazza le lavoratrici e i
lavoratori invisibili che ogni giorno sono sfruttati per pochi euro nelle
campagne, nelle fabbriche e nei cantieri dell’area vesuviana.
Sono le lavoratrici e i lavoratori arrivati in Italia con la truffa del decreto
flussi che a Napoli rappresenta un business criminale che dal 2001 è alla base
della filiera dello sfruttamento e che consegna ogni anno nella sola provincia
di Napoli migliaia di persone al ricatto del lavoro nero perché senza permesso
di soggiorno.
Sono le lavoratrici e i lavoratori che ogni giorno vivono la marginalità perché
privi di residenza e quindi impossibilitati ad accedere alle cure mediche oltre
che agli strumenti per ottenere un regolare contratto di lavoro.
Sono le lavoratrici e i lavoratori che vivono sulla propria pelle il dramma
della crisi abitativa che per chi è sotto sfruttamento lavorativo e sprovvisto
di documenti diventa ancora più feroce.
Sono lavoratrici e lavoratori invisibili che hanno deciso di prendere parola e
di rivendicare diritti e tutele in modo chiaro:
1) Un permesso di soggiorno per attesa occupazione per tutte le vittime della
truffa del decreto flussi.
2) Rilasci rapidi dei permessi di soggiorno perché non è possibile attendere
mesi per ottenere un appuntamento per rinnovare il proprio permesso di
soggiorno.
3) Accesso alla Residenza di prossimità per tutte le persone che nonostante
abbiano un permesso di soggiorno sono costrette alla marginalità ed allo
sfruttamento dall’assenza di iscrizione anagrafica.
4) Accesso al Conto base presso la Posta e presso tutte le Banche come previsto
dalla legge. Senza conto corrente non è possibile stipulare un
contratto di lavoro.
5) Misure di sostegno concreto nell’accesso all’abitare dignitoso. Basta sfratti
senza alcun piano per l’abitare sociale e senza strutture di accoglienza a bassa
emergenziali.
6) Strumenti di tutela immediati per chi denuncia lo sfruttamento o
l’intermediazione lavorativa a partire dal permesso di soggiorno art.18 ter.
Il 1 Maggio la Rete Vesuviana Solidale assieme alla FLAI CGIL NAPOLI saranno in
piazza con questa piattaforma perché il 1 Maggio sia innanzitutto un momento di
lotta e di avanzamento reale per i diritti di tutte e tutti.
Info e uff. Stampa
RETE VESUVIANA SOLIDALE
sportello.yabasta@gmail.com / www.retevesuvianasolidale.it
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