ROMA: ARRESTATO UN RAGAZZO DI 21 ANNI DELLA COMUNITA’ EBRAICA PER GLI SPARI DEL 25 APRILE
C’è un fermo per i colpi di pistola ad aria compressa sparati al termine del
corteo per il 25 aprile nei pressi di Parco Schuster a Roma, dove sono rimasti
feriti due attivisti dell’Anpi. Si tratta di un ragazzo di 21 anni appartenente
alla comunita’ ebraica romana, Eithan Bondì, residente in zona Marconi, che è
stato perquisito nella serata di martedì 28 aprile. È accusato di tentato
omicidio, porto e detenzione di armi illegale. Il provvedimento è stato disposto
direttamente dal procuratore capo di Roma, Francesco Lo Voi. Il ragazzo è stato
trasferito nel carcere di Regina Coeli. Nelle prossime ore è attesa la richiesta
di convalida del fermo e nei prossimi giorni comparirà davanti al gip. Nel corso
della perquisizione in casa gli investigatori hanno trovato anche dei coltelli
ma non la pistola ad aria compressa con cui avrebbe sparato. Eithan Bondi ha
ammesso di essersi disfatto dell’arma ma non ha spiegato i motivi del gesto.
Il giovane, a bordo di uno scooter, nella giornata del 25 aprile con indosso
giacca mimetica e casco integrale aveva sparato almeno tre colpi – piombini
compatibili con armi ad aria compressa tipo softair – contro due manifestanti
che avevano al collo il fazzoletto rosso dell’Anpi: l’uomo, 65 anni, è stato
ferito vicino al collo e alla guancia. La donna, invece, alla spalla. Entrambi
hanno riportato lievi escoriazioni ed erano stati medicati dal personale del 118
sul posto.
L’Anpi Roma, in una nota dichiara: “Il 25 aprile si è presentato alla grande e
popolare manifestazione, che celebrava l’anniversario della Liberazione dal
nazifascismo, coperto da un casco integrale e armato di pistola a piombini con
cui ha sparato contro una compagna e un compagno dell’Anpi (rei di indossare il
fazzoletto della nostra associazione partigiana) ferendoli. Il fermo operato
questa notte dalle forze dell’ordine del 21enne indicato da tutta la stampa
nazionale come “appartenente della comunità ebraica”, evidenzia come retoriche
vittimistiche e deformazioni a mezzo stampa crollino davanti ai fatti”.
L’episodio, hanno proseguito, “non è isolato e si colloca all’interno di una
lunga serie di raid nelle scuole e intimidazioni di varia natura ad opera di
sedicenti gruppi sionisti contro l’Anpi e contro professori, studenti, spazi
sociali e lavoratori. La violenza usata per colpire la coppia di compagni e con
loro l’Anpi e tutta intera la grande comunità antifascista di Roma conferma come
la memoria storica della Resistenza e la mobilitazione popolare che tutt’oggi sa
suscitare rappresenti il nemico di coloro che non solo sostengono guerre di
aggressione coloniali e genocidi come quelli che da anni sono perpetrati dal
governo Netanyahu (su cui pende un mandato di cattura internazionale per crimini
di guerra) contro il popolo palestinese, che lotta e resiste per la sua
autodeterminazione e libertà, ma che non esitano ad usare direttamente la
violenza contro chi, fedele agli ideali della lotta partigiana, sostiene la
causa di tutti i popoli oppressi (dal Venezuela e Cuba sottoposte alla morsa
economica e militare degli Usa fino al popolo kurdo) e lotta al loro fianco”.
Sempre l’Anpi questo pomeriggio, mercoledi 29 aprile, ha organizzato un presidio
di protesta e presenza nel luogo del ferimento “dei nostri compagni cui
rivolgiamo, ancora una volta, la nostra solidarietà e affetto”. Appuntamento
alle 16:30 alla Basilica di San Paolo lato Via delle Sette Chiese a Roma.
Sui fatti di Roma abbiamo chiesto un commento a Roberto Della Seta del
Laboratorio Ebraico Antirazzista Ascolta o scarica