Quando Cuba abbracciò Chernobyl
Sono passati quarant’anni dall’incidente nucleare di Chernobyl, nella città
ucraina di Pripyat, il 26 aprile 1986. Cuba è stato l’unico Paese a organizzare
un programma sanitario completo, integrale e gratuito per la cura delle persone
colpite dall’incidente. Tra il 1990 e il 2016, 26.114 pazienti sono stati curati
sull’isola per gli effetti delle radiazioni; tra i pazienti ospitati circa
23.000 erano bambini.
Il primo gruppo di bambini provenienti da Chernobyl arrivò a Cuba il 29 marzo
1990 e venne ricevuto da Fidel Castro Ruz all’aeroporto internazionale José
Martí de L’Avana. Il gruppo era composto da 139 bambini affetti da diverse
malattie onco-ematologiche, conseguenze della più grande catastrofe nucleare
della storia dell’umanità e fu curato presso l’Istituto di Ematologia della
capitale e presso il Servizio di Oncologia dell’Ospedale Pediatrico Docente Juan
Manuel Márquez.
Iniziò così l’inedito Programma cubano di assistenza medica integrale ai bambini
colpiti dal disastro atomico, nonostante il fatto che Cuba stesse entrando in
piena crisi economica all’inizio degli anni ’90 del secolo scorso a causa della
caduta dell’ex campo socialista dell’Europa orientale e dell’Unione Sovietica.
Si aggiunse a questo anche l’inasprimento, opportunamente progettato, del blocco
economico, commerciale e finanziario del governo degli Stati Uniti contro il
popolo cubano.
Il programma prevedeva che almeno 10.000 bambini colpiti dalle conseguenze
dell’incidente di Chernobyl fossero ospitati a Cuba per fornire loro un
trattamento altamente specializzato, in risposta alla richiesta di aiuto
internazionale del governo dell’allora Unione Sovietica. All’inizio degli anni
’90, gli specialisti cubani hanno visitato l’Ucraina per valutare la portata del
problema e il tipo di aiuto che poteva essere fornito.
Le autorità mediche e politiche che hanno accompagnato gli esperti in visita
hanno constatato la necessità di fornire assistenza a più pazienti e quindi si è
deciso di estendere questa collaborazione. La sede del programma è stata
stabilita nell’ospedale pediatrico di Tarará, a 27 chilometri dal centro della
capitale.
L’ospedale ha un’estensione di 11 chilometri quadrati e comprende 520 case,
strutture ospedaliere e amministrative. Dispone inoltre di 850 metri di spiaggia
di sabbia bianchissima, dove si trova, secondo lo scrittore americano Ernest
Hemingway, “il miglior molo dell’Avana” per sviluppare la passione per la pesca.
In questa città si trovava dal 1976 il Campo Internazionale dei Pionieri José
Martí, da cui sono passati più di tre milioni di bambini cubani. Volontariamente
e con grande entusiasmo, la popolazione della capitale ha partecipato alla
riparazione di tutte queste case. Nel giugno 1990 iniziarono ad essere accolti
bambini provenienti da Russia, Bielorussia e Ucraina.
Il 28 novembre 1997, in un discorso durante la chiusura del VI Seminario
Internazionale di Assistenza Primaria, Fidel Castro ha detto: «Cuba da sola ha
assistito più bambini di Chernobyl di tutti gli altri Paesi del mondo. I mass
media del Nord non ne parlano. Quasi quindicimila bambini! Abbiamo anche
acquisito una certa esperienza in questo campo.”
Il personale con le maggiori conoscenze mediche e scientifiche è stato messo a
disposizione dei malati: medici, psicologi, infermieri, assistenti, insegnanti,
istruttori sportivi e altri si sono dedicati interamente alla cura di questi
pazienti, per la maggior parte bambini.
Centinaia di vite sono state salvate, migliaia di persone hanno trovato sul
suolo cubano sollievo dal loro dolore. “La rinascita di un figlio è qualcosa di
straordinario ed è successo grazie a Cuba,” ha detto a Granma Internacional una
madre ucraina, Svieta Saulasky, 20 anni dopo l’incidente. “Nessun Paese ci ha
aiutato come Cuba”, ha affermato nella stessa data, la dottoressa ucraina Elena
Topka nel campo di Tarará.
I servizi medici del programma sono stati strutturati in tre livelli di
assistenza sanitaria:
Livello primario: assistenza medica completa offerta nelle case dei pazienti da
medici e infermieri di famiglia, trattamenti organizzati in diverse aree
cliniche, a cui hanno partecipato anche psicologi, traduttori e altri
specialisti medici.
Livello secondario di assistenza assicurato nelle strutture dell’Ospedale
Pediatrico di Tarará, con le sue aree di ricovero e di trattamento.
Terzo livello: servizi sanitari somministrati presso altre strutture pediatriche
della capitale. Hanno fatto parte del programma istituti e centri specializzati
dotati di tecnologia all’avanguardia, come l’Istituto di Ematologia e
Immunologia, il centro cardiologico dell’Ospedale Pediatrico William Soler, il
Centro Internazionale di cure Neurologiche (CIREN) e il Centro di Istoterapia
Placentaria.
Il carattere intersettoriale con la partecipazione di diversi organismi e
istituzioni dello Stato cubano ha permesso di sviluppare con successo questa
attività.
Il programma ha permesso di diagnosticare pazienti con problemi al sistema
endocrino, nell’apparato digerente, nel sistema otorinolaringoiatrico e in
misura minore le conseguenze sulla pelle. Inoltre sono state diagnosticate
malattie oftalmologiche e cardiache.
Questo sforzo titanico della medicina cubana, che alcuni potenti di questo
pianeta cercano sempre di ignorare o mettere a tacere, ha permesso la guarigione
e la riabilitazione di migliaia di bambini, molti dei quali avevano perso la
speranza o si erano visti negare le possibilità di trattamento in altre parti
del mondo. La maggior parte dei minori con malattie onco-ematologiche curati a
Cuba sono ancora in perfetta salute.
Cuba ha inoltre inviato 407.419 operatori sanitari per fornire assistenza medica
a milioni di persone umili in 164 Paesi.
Pochi giorni fa è stato annunciato il ritorno di questo programma di
solidarietà: 50 ragazze e ragazzi ucraini viaggeranno a Cuba quest’anno. Il
primo gruppo riceverà cure specializzate per le malattie della pelle e il
cancro, mentre alla fine dell’anno potrebbe farlo un secondo gruppo, che
presenta disturbi come la paralisi cerebrale. (Granma)
Per terminare è doveroso ricordare che nell’ultima sessione ordinaria
dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, nella quale è stato chiesto per
l’ennesima volta di pronunciarsi sulla necessità di sollevare il blocco
economico, commerciale e finanziario degli Stati Uniti nei confronti di Cuba
l’Ucraina ha votato contro, schierandosi al lato del suo sostenitore a stelle e
strisce.
Una bella dimostrazione di gratitudine dopo tutto quello che lo Stato cubano ha
fatto per gli ucraini. Ma si sa a Zelensky e al suo circo poco importa dei
propri cittadini, altrimenti non li manderebbe a morire come carne da macello al
fronte.
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Andrea Puccio