GSF Italia chiede al Governo italiano azioni chiare, rispetto del diritto internazionale e tutela della missioneL’abbordaggio illegale e il sequestro degli equipaggi delle imbarcazioni della
Global Sumud Flotilla da parte di Israele nella notte tra il 29 e il 30 aprile
atti criminali gravissimi, in violazione del diritto internazionale e della
legge italiana, lesivi della libertà e della dignità delle persone e che
espongono la vita umana a gravi rischi di violazioni e trattamenti inumani e
degradanti.
L’abbordaggio avvenuto a circa 600 miglia marittime, in acque internazionali,
configura un cambio di passo nella strategia di aggressione di Israele contro le
missioni marittime umanitarie e civili volte a consegnare beni essenziali e
salvavita alle popolazioni civili della Palestina. Tale abbordaggio costituisce
un pericolosissimo precedente, un atto di deliberata arroganza in sfregio alle
regole del diritto e della diplomazia internazionale, che non può e deve passare
inosservato.
Al momento in cui scriviamo, abbiamo contezza di 23 italiani che si trovavano a
bordo delle 21 imbarcazioni illegittimamente sequestrate, tra le quali almeno 7
battono bandiera italiana.
Sulla base del diritto internazionale e delle leggi italiane il Governo italiano
ha precisi obblighi di garantire la sicurezza di tutti i cittadini italiani che
partecipano alla missione umanitaria della Global Sumud Flotilla e degli
equipaggi, italiani e non, che si trovano a bordo delle imbarcazioni battenti
bandiera italiana.
Le imbarcazioni intercettate dalla marina israeliana navigavano in acque
internazionali e trasportavano aiuti umanitari.
La missione risponde agli obblighi internazionali di adoperarsi per prevenire
ulteriori violazioni dei diritti della popolazione civile di Gaza, privata dei
beni e dei servizi essenziali dal blocco navale illegittimo israeliano che
perdura da 17 anni, e da oltre 3 anni di violenze indiscriminate che integrano
il rischio di un genocidio, come riconosciuto anche dalla Corte Internazionale
di Giustizia.
A bordo si trovavano, infatti, cibo, prodotti sanitari e per l’igiene, nonché
materiali da costruzione ed educativi destinati alla popolazione civile di Gaza.
L’intercettazione delle barche della Global Sumud Flottilla rappresenta la
continuazione dell’assedio illegale israeliano contro il popolo palestinese a
Gaza.
L’azione della marina israeliana costituisce, inoltre, una grave violazione
della libertà di navigazione in acque internazionali, della tutela accordata
alle navi che trasportano aiuti umanitari, nonché del diritto alla vita dei
partecipanti, protetto da molteplici strumenti vincolanti a livello sia
internazionale che regionale.
Alla luce di quanto esposto, esortiamo dunque le autorità a prendere con
immediatezza ogni misura volta a porre fine ai gravi crimini in atto e a
prevenire ulteriori crimini punibili ai sensi della legge italiana.
L’azione dell’esercito israeliano configura, infatti, una serie di ipotesi di
reato, previste dalla legislazione italiana, ai danni di cittadine e cittadini
italiani o imbarcati su natanti battenti bandiera italiana, tra le quali il
tentato omicidio, il tentato naufragio, il danneggiamento seguito da pericolo di
naufragio, il sequestro di persona e la violazione delle norme previste dalle
convenzioni internazionali sulla navigazione ratificate dall’Italia.
Il trasferimento illegale in Israele e la detenzione nelle carceri israeliane
espongono, inoltre, le e gli attivisti al rischio di tortura e trattamenti
inumani e degradanti.
Chiediamo con urgenza al Governo italiano di:
* adoperarsi per l’immediata liberazione di tutti i cittadini italiani, nonché
di tutti i partecipanti alla missione umanitaria imbarcati su navi battenti
bandiera italiana garantendo la loro integrità e la tutela dei loro diritti
fondamentali;
* condannare pubblicamente e formalmente gli atti posti in essere da Israele
contro la missione della Global Sumud Flotilla e avviare l’accertamento delle
responsabilità per i crimini perpetrati;
* inviare immediatamente una nota diplomatica formale e pubblica al Governo di
Israele, per riaffermare la natura umanitaria della Global Sumud Flotilla e
chiedere formalmente a Israele di non interferire con il suo passaggio;
* adoperarsi per il rilascio delle imbarcazioni illegalmente sequestrate e del
carico umanitario presente a bordo al momento dell’abbordaggio;
* avviare immediatamente misure di protezione consolare e di assistenza legale
volte ad assicurare l’immediato rilascio e l’incolumità di qualunque
cittadino italiano eventualmente detenuto, incluso il coinvolgimento di
organismi internazionali di monitoraggio.
Legal Team Global Sumud Italia
Global Sumud Flotilla