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Trump, ICE e le guerre nel ‘mirino’ degli spray della street-artist italiana
Dopo quasi tre anni dall’ultimo viaggio oltreoceano, Laika torna negli USA per un nuovo capitolo del suo progetto più politico e urgente: “States of Injustice – Chapter 2: The Collapse of Democracy”. Un ritorno dettato dalla necessità di osservare e denunciare le forme di ingiustizia strutturale presenti in un paese che, in questo momento storico, sta sconvolgendo se stesso e il mondo intero. Laika interviene nel periodo più critico della cosiddetta “prima democrazia al mondo”: una fase in cui le contraddizioni sistemiche emergono con forza, il razzismo e la violenza diventano sempre più diffusi e lo stato di diritto appare sempre più fragile. Parallelamente, la tutela dell’ambiente e le politiche sociali risultano fortemente indebolite. “La nuova presidenza Trump e l’ascesa della cultura MAGA stanno trasformando profondamente il paese, già segnato da profonde disuguaglianze. Il modello che si sta affermando si fonda su razzismo, deportazioni, repressione del dissenso e crescente polarizzazione sociale”, dichiara Laika. “A livello interno, l’aumento del divario economico e della povertà lascia sempre più persone senza accesso a casa e assistenza sanitaria, mentre le élite economiche consolidano ulteriormente il proprio potere. Sul piano internazionale, invece, la politica statunitense contribuisce a destabilizzare gli equilibri globali attraverso minacce geopolitiche, tensioni commerciali e un sostegno incondizionato a scenari di guerra che generano conseguenze umanitarie su scala mondiale”, prosegue. Per l’artista, si tratta di un sistema che continua a legittimare la violenza come strumento politico ed economico, mettendo in discussione la stessa idea di democrazia.   IL MURALE INAUGURALE Non sono ancora noti tutti i blitz, né i luoghi dove l’artista lascerà traccia. Il primo intervento artistico del progetto è un murale realizzato a Los Angeles, in Melrose Avenue. L’opera raffigura la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (1948) che cade su un carro armato americano, distruggendolo. In alto compare il titolo: “Non c’è pace senza diritti umani”. Il lavoro denuncia un mondo sempre più militarizzato, caratterizzato da tagli alla spesa pubblica (in particolare sanità e istruzione) e da un sistema economico che, secondo l’artista, si regge ciclicamente su conflitti e crisi. Laika da sempre critica la politica estera turbo imperialista americana basata su guerre e destabilizzazioni di intere aree geografiche. Guerre che hanno lo scopo di controllare gli stati ricchi di greggio e di materie prime critiche. Guerre che costano la vita a migliaia di persone, che servono a garantire la supremazia occidentale ad ogni costo. Con la nuova fase politica americana, viene meno anche la narrazione dell’“esportazione della democrazia”, sostituita da una logica esplicitamente orientata all’interesse economico e al potere globale. La domanda provocatoria dell’artista è: “Come può, uno stato che si fregia del titolo di democrazia numero uno al mondo, diffondere fin dalla genesi morte e distruzione nel resto del globo?”.   L’INCONTRO CON SHEPARD FAIREY (OBEY) Durante la realizzazione dell’opera, Laika ha incontrato lo street artist americano Shepard Fairey (OBEY), una delle figure più influenti della street art contemporanea, anche lui impegnato in un nuovo murales a pochi passi da quello di Laika. I due artisti si sono confrontati sul cantiere del murale, con uno scambio di parole, sticker e qualche scatto. Un incontro simbolico che segna l’avvio del progetto negli Stati Uniti. Non poteva esserci inizio migliore per la street artist italiana.   Francesca Polici – G&P Communication Ltd Redazione Italia
April 28, 2026
Pressenza
“Senza memoria non c’è futuro”: Laika per la festa della liberazione
In occasione della Festa della Liberazione dal nazifascismo, la street artist Laika firma una nuova opera apparsa nella notte tra il 24 e il 25 aprile nel quartiere della Garbatella, a Roma, luogo simbolo della Resistenza capitolina. Il lavoro, realizzato in collaborazione con i collettivi Join the Resistance e Artivismo, si intitola “Senza memoria non c’è futuro” e ritrae un nonno partigiano che regala un fiore rosso alla sua nipotina. Il poster è accompagnato da un estratto di Oltre il Ponte, brano scritto da Italo Calvino nel 1959: “E vorrei che quei nostri pensieri, quelle nostre speranze di allora rivivessero in quel che tu speri, o ragazza color dell’aurora”. L’artista ha dichiarato: “Quel fiore è un passaggio di testimone. I nostri nonni hanno combattuto, e spesso sacrificato la propria vita, per la libertà e per la democrazia. Le loro storie e i loro gesti sono la memoria storica su cui si fonda la nostra Italia antifascista. Oggi è il giorno per ricordarli, ringraziarli, custodire le loro testimonianze e per continuare a lottare con sempre maggiore determinazione, a difesa della nostra libertà e di quella delle generazioni future”. L’artista ha sottolineato come il Governo Meloni abbia abituato i cittadini a numerosi tentativi di normalizzazione del fascismo, anche attraverso una retorica di pacificazione che non reggerebbe al confronto con la storia. Ha citato come ultimo esempio le dichiarazioni del Presidente del Senato Ignazio La Russa, che aveva tentato di equiparare i fascisti della Repubblica di Salò ai partigiani. Di fronte a simili tentativi di riscrivere la storia, Laika ha ribadito come sia fondamentale “conservare e soprattutto diffondere la memoria storica del Paese, affidando alle generazioni future il compito di apprenderla e, a loro volta, preservarla e diffonderla, affinché certe atrocità non abbiano mai più a ripetersi. Viva l’Italia antifascista”. Redazione Italia
April 25, 2026
Pressenza