Troppi conflitti di interesse e un’esplosione di affidamenti diretti. La denuncia dell’ANAC
Nel 2025 vi è stata una vera e propria esplosione nella nostra pubblica
amministrazione degli affidamenti diretti per servizi e forniture (fra cui le
consulenze), arrivando al 95% delle acquisizioni totali, con un significativo
addensamento a ridosso della soglia, tra i 135.000 e i 140.000 euro (si passa
dai 1.549 del 2021 ai 13.879 del 2025). Meno dell’8% delle procedure PNRR hanno
previsto poi clausole per incentivare la parità di genere e l’assunzione di
giovani, 7.000 procedure su 96.000. Inoltre, la distrazione dei fondi
dell’Unione europea è stata in crescita del 35%.
Sono alcuni dei dati della Relazione al Parlamento sull’attività ANAC (Autorità
Nazionale Anticorruzione) nel 2025 presentata nei giorni scorsi. Nel 2025 il
valore complessivo degli appalti pubblici in Italia è stato di 309,7 miliardi di
euro, di cui circa 20,8 miliardi dovuti ad appalti effettuati e finanziati con
le risorse del PNRR. Il numero complessivo degli appalti è, invece, pari a
287.421, in aumento rispetto al 2024 sia per numero di procedure, con +7,6%, che
per il loro importo totale con un incremento del +13,9%.
I settori in forte crescita in termini di importo sono il settore delle
forniture e quello dei servizi, rispettivamente con +25,2% e +15,9% rispetto al
precedente anno. In flessione il settore dei lavori con un -10,6%. Le tipologie
di forniture maggiormente acquistate nel 2025 sono quelle relative ai prodotti
farmaceutici, la cui spesa aumenta rispetto al precedente anno del 65,4% e
quelle relative alle apparecchiature mediche, che fanno registrare un incremento
di spesa del 10,1% rispetto al 2024.
Riguardo a conflitto di interessi, inconferibilità e pantouflage, il Presidente
dell’ANAC Giuseppe Busìa nella sua Relazione ha sottolineato i vuoti di tutela
lasciati dall’abrogazione del reato di abuso d’ufficio ed il parallelo
ridimensionamento del traffico di influenze illecite. “Per compensare
l’arretramento del diritto penale si sarebbero dovute rafforzare almeno le
garanzie amministrative. Purtroppo, è avvenuto il contrario”, ha sottolineato
Busìa, auspicando che “il recepimento della Direttiva europea anticorruzione sia
l’occasione per ripensare almeno alcune delle scelte normative effettuate”.
Quanto all’assenza di una disciplina organica sulle lobby in Italia, Busìa ha
insistito sulla necessità di una disciplina adeguata.
Riguardo la sicurezza sul lavoro e nel lavoro, il Presidente dell’ANAC ha
dichiarato: “Negli appalti pubblici – anche più che altrove – servono tutele
stringenti: controlli rafforzati, responsabilità di filiera, cantieri digitali,
tracciabilità dei flussi di manodopera, formazione obbligatoria. I rischi
maggiori si annidano nei subappalti, soprattutto quando si moltiplicano a
cascata, erodendo trasparenza e responsabilità”.
Per quanto riguarda la digitalizzazione dei contratti, Busìa ha detto: “In
appena due anni, l’Italia ha compiuto un salto che sembrava impossibile. Le
procedure analogiche sono crollate dal 21% all’1%, le stazioni appaltanti che le
hanno usate almeno una volta l’anno dal 45% all’1%, mentre con il nostro
Fascicolo virtuale dell’operatore economico (Fvoe) sono stati verificati circa
175.000 operatori nel 2025, con oltre 4 milioni di certificazioni rilasciate”.
Riguardo alla qualificazione delle stazioni appaltanti, in due anni si è passati
da oltre 20.000 a circa 4.000. L’obiettivo, però, non è solo ridurre il numero
degli enti qualificati, ma renderli più forti, più efficienti, più capaci di
offrire servizi migliori anche ai soggetti meno strutturati. Attraverso la
professionalizzazione l’ANAC, ha specificato il suo presidente, opera anche per
rendere le procedure più efficienti e veloci, monitorando il rispetto del
termine di 160 giorni per la loro conclusione.
Infine, intervenendo sulle Direttive europee in materia di contratti pubblici,
Busìa ha affermato: “Urge incentivare gli acquisti di prodotti europei (Buy
Europe). Bisognerà operare in modo da non comprimere, ma potenziare la forza
negoziale dell’Unione, gli acquisti aggregati a livello europeo, a partire da
quelli energetici, quanto mai essenziali in questo difficile frangente
internazionale. Ciò, al fine di rafforzare il potere negoziale degli Stati,
altrimenti troppo deboli di fronte agli interessi di alcune potenze
extraeuropee”.
Per quanto riguarda l’attività sanzionatoria, nel 2025 l’ANAC ha irrogato
sanzioni per un importo totale di 194.839 euro, a seguito di 220 procedimenti
sanzionatori definiti nel settore degli appalti pubblici. Questi i principali
dati: 86 procedimenti conclusi con sanzione pecuniaria e interdittiva; 63
procedimenti conclusi con sola sanzione pecuniaria; 71 procedimenti archiviati;
1.398 giorni di interdizione complessivamente comminati. Inoltre, nel 2025
l’ANAC ha effettuato 993 annotazioni per interdittive antimafia, 2.674
annotazioni per violazioni in materia di salute e sicurezza dei lavoratori
(articolo 14, decreto legislativo n. 81/2008) e 301 procedimenti conclusi con
annotazione di “notizie utili”. La vigilanza collaborativa si conferma come lo
strumento più efficace di affiancamento preventivo alle stazioni appaltanti.
Al 31 dicembre 2025, l’ANAC ha sottoscritto un numero complessivo di 175
Protocolli con enti pubblici e privati. Nel 2025 sono stati stipulati 12 nuovi
Protocolli – con soggetti quali il Ministero degli Affari Esteri, l’INPS,
l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, la Presidenza del Consiglio dei Ministri,
la Regione Campania e l’AUSL 9 Scaligera di Verona – e sono stati rilasciati 115
pareri e osservazioni. Il tempo medio di risposta è stato inferiore a sei giorni
lavorativi dal ricevimento della richiesta, dato che testimonia l’elevata
capacità operativa di ANAC. Nel 2025 l’ANAC ha svolto anche 98 procedimenti di
vigilanza su contratti pubblici finanziati con fondi PNRR, in linea con il
mandato della Direttiva programmatica annuale e con il quadro normativo europeo.
Qui per scaricare la Relazione ANAC e la presentazione del presidente:
https://www.anticorruzione.it/-/cs.21.04.2026.relazione.anac.
Giovanni Caprio