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E’ iniziata a Santa Marta, in Colombia, la Conferenza Internazionale per l’eliminazione dei combustibili fossili
La storia di Yuvelis Morales Blanco viene raccontata durante la conferenza stampa che apre il lavoro della prima giornata della Conferenza Internazionale per l’eliminazione dei combustibili fossili che si sta svolgendo a Santa Marta in Colombia. La sua storia è quella di una giovane leader ambientale che ha trasformato la difesa del proprio territorio in una battaglia di rilevanza internazionale. Nata e cresciuta a Puerto Wilches, sulle rive del fiume Magdalena, in una comunità di pescatori, ha sviluppato fin da giovane un legame profondo con il territorio in cui vive. È proprio questo legame che, a soli 18 anni, la spinge a mobilitarsi contro i progetti di fracking previsti nella sua regione. Yuvelis Morales Blanco. https://x.com/EIAEnvironment Il fracking – una tecnica estrattiva che prevede la fratturazione delle rocce per liberare gas e petrolio – viene percepito da Yuvelis Morales Blanco e dalla sua comunità come una minaccia diretta all’acqua, alla salute e alla sopravvivenza stessa del territorio. Di fronte all’annuncio dei progetti pilota, guidati anche dalla compagnia statale Ecopetrol, la giovane attivista non si limita a protestare. Insieme ad altri giovani fonda il collettivo Aguawil e contribuisce a creare una rete di informazione e mobilitazione locale. Il suo impegno si inserisce in un contesto segnato da decenni di attività petrolifera nel Magdalena Medio, che ha già prodotto gravi impatti ambientali e sociali, inclusi sfollamenti e deterioramento degli ecosistemi. In questo scenario, la mobilitazione guidata da Morales Blanco riesce a sensibilizzare migliaia di persone e a rafforzare il movimento nazionale contro il fracking. Questa esposizione, però, ha un costo elevato. Diventa bersaglio di minacce e intimidazioni, fino a essere costretta a lasciare la sua casa e vivere un periodo di esilio, prima in altre zone della Colombia e poi in Francia. Nonostante ciò, continua a denunciare i rischi del fracking e a difendere il diritto delle comunità a decidere sul proprio territorio. Il suo lavoro ha contribuito concretamente a fermare l’avanzata dei progetti di fracking nella regione, segnando un precedente importante nella lotta contro i combustibili fossili in Colombia. Questo risultato le è valso nel 2026 il Premio Goldman per l’ambiente, considerato il “Nobel per l’ambiente”, che riconosce l’impegno di attiviste e attivisti di base capaci di generare cambiamenti reali. Ma per Morales Blanco il premio non è un punto di arrivo. È piuttosto uno strumento per dare visibilità a una lotta collettiva, quella delle comunità che resistono all’estrattivismo e chiedono una riconversione ecologica più giusta. In un Paese dove il dibattito sul fracking è ancora aperto e attraversato da forti tensioni politiche ed economiche, la sua voce rappresenta quella di una generazione che rivendica un futuro diverso. La sua storia dimostra come la difesa dell’ambiente non sia solo una questione tecnica o economica, ma anche profondamente sociale e politica. Difendere un fiume significa difendere la vita, la memoria e il diritto delle comunità a esistere. E in questo senso, la sua battaglia locale si trasforma in un simbolo globale: quello di una resistenza che, partendo dai territori, mette in discussione il modello energetico dominante e apre la strada a nuove possibilità. Questa dimensione internazionale della sua battaglia si è riflessa anche nella sua partecipazione alla conferenza internazionale di Santa Marta, dove Morales è stata invitata come ospite nella prima giornata dei lavori. In un contesto che riunisce accademici, rappresentanti politici e società civile per ripensare le strategie globali sulla crisi climatica, la sua testimonianza ha portato al centro del dibattito l’esperienza concreta dei territori. La sua presenza ha rappresentato un ponte tra le decisioni globali e le lotte locali, ricordando che la transizione energetica non può essere solo una questione di politiche, ma deve partire dalle comunità che ogni giorno difendono la terra. In questo senso, la voce di Yuvelis Morales si inserisce pienamente nello spirito della conferenza: costruire un cambiamento reale, radicato nella scienza, ma anche nella giustizia sociale, capace di trasformare le contraddizioni del presente in azioni concrete per il futuro. Francesca Palmi – gruppo comunicazione di Gea, Scuola di Giustizia Ecologica e Ambientale Redazione Italia
April 25, 2026
Pressenza