[Heraklion, Grecia] Rivendicazione dell’attacco contro gli uffici della ANEK Lines, compagnia di navigazione operante nel settore del trasporto passeggeri via mare
> Da La Nemesi, 14.04.2026
I tragici eventi avvenuti nello stabilimento “Violanta” a Trikala e al largo di
Chio sono, nel modo più crudele, la prova dello spietato sfruttamento
capitalistico da parte dei padroni e della politica omicida e razzista dello
Stato greco alle frontiere.
Negli ultimi anni, lo Stato greco e i capitalisti greci hanno perseguito una
politica di attacco frontale alle classi proletarie del Paese, con conseguenze
criminali e letali. Alcuni di questi eventi hanno sconvolto la popolazione e
lasciato un segno profondo nella sua coscienza.
– Le cinque operaie sono state uccise nello stabilimento Violanta a seguito di
una fuga di gas durata mesi e dell’esplosione avvenuta durante il turno di
notte. Questo omicidio da parte del padrone riassume e mette in evidenza la
situazione che lo Stato e i padroni hanno creato nei luoghi di lavoro. Le misure
di prevenzione sono state ignorate per ridurre i costi e aumentare i profitti.
Le segnalazioni dei lavoratori sull’odore che aleggiava nell’area e gli
interventi sulle condizioni di lavoro effettuati dal Centro di Ispezione del
Lavoro di Trikala sono stati ignorati. Nea Dimokratia, con l’approvazione di
disegni di legge anti-lavoratori come quello recente sulle 13 ore, arma i
padroni che, letteralmente e metaforicamente, giustiziano i lavoratori nei
luoghi di lavoro. * Al momento della stesura di questo testo, il “signor
Violanta” Konstantinos Tziortziotis ha reso una deposizione di routine e
continua a circolare libero, con le mani macchiate del sangue delle cinque
lavoratrici.
– Il disastro ferroviario di Tempi, con lo scontro tra i treni e la morte di 57
persone, rappresenta ancora oggi una ferita aperta per la società greca,
mettendo a nudo lo Stato e il capitale che, sull’altare del profitto, si
disinteressano della sicurezza dei trasporti con conseguenze letali. La
questione della giustizia rimane ancora oggi al centro del dibattito pubblico.
Questo perché i responsabili politici competenti (ministri e governo Nea
Dimokratia) e la società a cui lo Stato ha svenduto le ferrovie, Hellenic Train,
rimangono impuniti dalla giustizia borghese. Questo dimostra ormai anche ai più
ingenui la sua natura di classe e la sua posizione nel sistema politico e
sociale del Paese.
– Il 5 settembre 2023, nel porto del Pireo, Antonis Kargiotis è stato ucciso
dall’equipaggio della nave della ANEK Lines mentre cercava di salire a bordo. In
particolare, come è stato successivamente dimostrato, il trentaseienne, nel
tentativo di imbarcarsi, è stato respinto con la forza dal primo ufficiale della
nave e da un sottufficiale dell’equipaggio, che agivano di concerto con il
comandante e l’ufficiale di coperta. Con il tragico risultato che Antonis
Kargiotis è caduto in mare annegando tra le acque mosse della prua della nave.
Il modo in cui è stato ucciso Antonis ha dimostrato a tutta la Grecia che, per
il capitale e i suoi profitti, tutti noi siamo sacrificabili e superflui.
Eppure, nello stesso momento in cui la compagnia ANEK Lines (appartenente
all’Attica Group) uccide a sangue freddo un uomo che sta per imbarcarsi sulla
sua nave, continua ad arricchirsi tutto l’anno grazie ai trasporti sempre più
costosi imposti d’intesa con il governo, riceve sovvenzioni ed esenzioni fiscali
da quest’ultimo, presenta condizioni di lavoro disumane nei propri locali, con
numerosi incidenti sul lavoro e omicidi, come nel caso recente del marinaio
ventenne addetto alla pulizia delle macchine, rimasto intrappolato e ucciso
dalla porta stagna della nave. È noto, inoltre, il ruolo della compagnia nel
trasporto di migranti e rifugiati in condizioni disumane all’interno delle
proprie navi. Per concludere, è importante aggiungere un’altra cosa riguardo al
tragico evento del 5 settembre del ’23, contrastando le mistificazioni del
governo e le menzogne diffuse dai media. Gli assassini di Antonis Kargiotis non
erano membri del personale ausiliario né nuovi assunti, ma alti funzionari la
cui posizione e il cui ruolo richiedevano di eseguire le politiche omicide
dell’azienda. Politiche antisociali e di classe ostili alla base sociale,
finalizzate esclusivamente all’aumento dei profitti del gruppo Attica Group.
Per tutti questi motivi, noi non dimentichiamo e abbiamo deciso di attaccare e
devastare gli uffici della ANEK Lines nel centro di Heraklion nelle prime ore di
martedì 10 febbraio.
Dedichiamo questa azione ad Antonis, ma anche a tutte quelle persone che vengono
schiacciate e uccise dalle maglie dello sfruttamento capitalistico.
SCONTRO CON LO STATO E I PADRONI
NON ABITUIAMOCI A MORIRE SULL’ALTARE DEI PROFITTI DEI PADRONI
28/02 TUTTI IN PIAZZA
Anarchici e anarchiche