Tag - Faenza

Faenza: buco nero per il crossodromo
Il Comune di Faenza ha acquistato un ampio terreno a Tebano con 185 mila euro, contraendo debiti con la CDP (Cassa depositi e prestiti), per costruire una nuova strada di accesso al campo da cross Monte Coralli, con consumo di suolo e aumento del dissesto idrogeologico, in un territorio che già letteralmente si sbriciola sotto i piedi. Il terreno acquistato (specie nelle particelle 103-104) comprende una fascia boscata, che sarà probabilmente rasa al suolo dai lavori. Il vice sindaco Fabbri prevede un costo (aggiuntivo all’acquisto) per la strada di 450 mila euro. E già sono stati spesi milioni di fondi pubblici (PNRR) in questo campo da moto cross, gestito (ricordiamolo) da un privato. A carico del comune finora ci sono stati 600 mila per il rifacimento del tracciato, 200 mila euro per rimettere a posto una frana (dopo gli imponenti sbancamenti), altri 180 mila per l’illuminazione notturna del crossodromo, 550 mila per la torre cronometristi, a questi si aggiungono 180 mila per acquisto terreno, e 450 mila per la realizzazione della strada. In tutto più di 2 milioni di euro dal Comune che si sommano ai 4 milioni del PNRR. In compenso il comune non ha soldi e tempo per dipingere le strisce pedonali davanti al campo di atletica in via Graziola, mettendo a rischio ogni giorno centinaia di bambini (per dirne una). Ricordiamo un altro aspetto taciuto dal Comune, ma gravissimo: tutti i lavori dal 2023 ad oggi sono stati fatti senza Valutazione di impatto ambientale, pur col consenso del comune, perché i proponenti si sono “dimenticati” di fare la richiesta di assoggettamento a Via, obbligatoria per quel tipo di impianti. E’ stato solo grazie al nostro accesso agli atti e al nostro esposto, che la Regione Emilia-Romagna (estate 2025) si è accorta che mancava la richiesta di assoggettamento a VIA, ha imposto il pagamento di una multa a Dovizioso, aprendo quindi una procedura ancora oggi in corso. Faenza eco-logica è stata la sola associazione a presentare osservazioni, visibili nel sito della Regione. https://serviziambiente.regione.emilia-romagna.it/…/6712 Le nostre osservazioni sono state citate dalle successive richieste di integrazione presentate dalla Regione Emilia-Romagna, che hanno ribadito le gravi criticità dell’impianto in termini ambientali. A livello di inquinamento acustico, ma anche luminoso, in quanto l’illuminazione notturna dell’impianto (pagata con soldi comunali) potrebbe non essere a norma e potrebbe essere necessario sostituirla (con altri soldi pubblici). Citiamo dalla relazione: “l’’impianto ricade nella Zona di particolare protezione assegnata all’Osservatorio “Urania-Lamonia” sito in Faenza e pertanto l’uso di sorgenti LED è limitato a quelle di temperatura di colore non superiore a 3000K e non 4000K come scritto nell’’Allegato SPA-01 pg. 46”. Criticità rilevate anche per lo spreco idrico, per lo scolo delle acque reflue e per il trattamento degli oli esausti, tanto che si chiede “di effettuare una caratterizzazione analitica delle acque meteoriche di dilavamento convogliate nei rii circostanti l’impianto per Zinco, Rame, Nichel, Cadmio, Piombo, Idrocarburi totali”. Inoltre come anche noi avevamo sottolineato, l’inquinamento da polveri non può essere compensato dalle nuove piantumazioni, che sono ovviamente molto giovani, mentre il proponente le aveva considerate sulla carta “adulte” per far “tornare i conti”. Non si tiene conto inoltre dell’ulteriore inquinamento causato dall’aumento del traffico veicolare attirato da questo nuovo impianto. Polveri che saranno respirate dai polmoni di tutti noi, per il profitto di pochi. Ribadiamo quello che diciamo da anni: lo 04 Park è un buco nero per i fondi pubblici, ma anche per la natura, che lentamente ne viene risucchiata. Riteniamo scandaloso che il Comune continui a spendere soldi pubblici e ampliare l’area di sbancamento e di impatto ambientale, quando la Regione Emilia-Romagna non ha ancora emesso una decisione definitiva sulla VIA (il termine è stato nuovamente prorogato al 26 marzo). C’è da provare davvero vergogna davanti a questo modo superficiale e arrogante di trattare i soldi pubblici, il suolo e la natura, per i profitti di pochi privati. Comunicato di Faenza eco-logica Redazione Romagna
March 2, 2026
Pressenza
Con la Palestina nel cuore e nelle lotte
articoli di  Indice. da Anbamed del 23 e 24 gennaio – ultime notizie dalla newsletter di Radio Onda d’Urto – ultime notizie sul Board of Peace dal Centro di Ateneo per i Diritti Umani Antonio Papisca una analisi sul “Board of Peace” da Diario Prevenzione sulla maternità a Gaza da Altreconomia su Cnr di Faenza ed Israele da Pressenza assemblea
January 24, 2026
La Bottega del Barbieri
Faenza: archiviata la denuncia della Coabi rivolta a Linda Maggiori
Il 22 dicembre 2025 è arrivata la sentenza definitiva di archiviazione da parte del Gip Corrado Schiaretti della denuncia che la Coabi aveva rivolto nel 2023 a Linda Maggiori, giornalista faentina e attivista di Faenza Eco-logica, per i reati di calunnia, diffamazione aggravata, simulazione di reato e associazione a delinquere. Il caso risale alla primavera del 2023 quando la Coabi iniziò i lavori nell’orto della Ghilana, abbattendo dei ruderi. Il progetto prevedeva non solo la ricostruzione di villette al posto dei ruderi, ma anche la  lottizzazione della zona verde e incolta, totalmente allagata nel maggio 2023. Come Faenza eco-logica ci siamo opposti fin dal 2020 ad ogni progetto di cementificazione di quell’area verde insieme a Extinction Rebellion e altre associazioni. Nel 2024 il Comune ha infatti ritirato il permesso di costruire nell’area, almeno per la parte che riguarda le villette ex novo, (garantendo invece la ricostruzione dei ruderi e la ristrutturazione della villa Ghilana). Nell’aprile 2023 con le volontarie dell’associazione Centro Recupero Ricci “La Ninna” che tutela i ricci e la consulenza del dottor Massimo Vacchetta (veterinario esperto di ricci), chiedemmo di posticipare i lavori di demolizione di due ruderi per aspettare la fine del letargo dei ricci. La ditta invece proseguì con la demolizione. Al ritrovare di alcuni ricci morti sotto le macerie, e di fronte alle nostre proteste, Linda Maggiori è stata accusata pubblicamente dalla Coabi di reati molto gravi quali simulazione di reato, associazione a delinquere, calunnia e diffamazione aggravata. Il PM ha chiesto ben presto l’archiviazione ma la Coabi ha fatto opposizione. Il 22 dicembre 2025 anche il Gip ha disposto l’archiviazione del procedimento, visto che i reati sono “insussistenti” e le accuse palesemente infondate. In particolare per quanto riguarda il reato di diffamazione il Gip scrive: “Dagli atti di indagine emerge cristallinamente come il parere della indagata nei confronti della cooperativa sia estremamente critico, essendo la stessa fermamente contraria alle operazioni di demolizione e di edificazione programmate in quel sito” scrive il Gip “D’altra parte, però, un parere critico non può di per ciò solo costituire il fondamento di una incolpazione per il delitto ex art. 595 c.p.(diffamazione aggravata), essendo invece necessario, per pacifica e granitica giurisprudenza, un contemperamento tra le esigenze di tutela dell’onore della persona offesa e l’esercizio del diritto di critica e di cronaca, costituzionalmente garantiti. Nel caso di specie, il parametro di interesse pubblico è certamente presente, trattandosi di una vicenda inerente alla tutela degli animali e, potenzialmente, degli stessi cittadini faentini, per gli effetti che quella porzione di terreno, sgombra da opere edificatorie, manterrebbe in caso di alluvione. Nel caso di specie, è indubbio che gli interessi in gioco siano tali da giustificare le espressioni di critica, seppur certamente colorite e accese”. Il Gip sottolinea infine “la insussistenza dell’accusa di avere dato vita a una associazione per delinquere, fattispecie, del resto, condivisibilmente non ravvisata dal P.M”. La Coabi ha però nel frattempo intentato contro Linda Maggiori perfino una causa civile, chiedendole oltre 50 Mila euro. “Una ennesima e assurda querela temeraria nei miei confronti è caduta. Questo è quello che succede in Italia: giornalisti e attivisti scomodi vengono posti sotto pressione, intimiditi con querele temerarie, accuse infondate, per fiaccare la loro volontà e impedire che continuino a testimoniare e protestare. Ringrazio Ossigeno per l’informazione che mi ha aiutato anche in questa causa sostenendo le spese legali, e l’avvocato Andrea Di Pietro, del foro di Roma” conclude Linda Maggiori. Linda Maggiori
December 29, 2025
Pressenza
Le Red Rebels di Extinction Rebellion sfilano a Faenza nell’anniversario dell’alluvione
Questa mattina, pochi giorni dopo le commemorazioni ufficiali per il secondo anniversario della terribile alluvione che sconvolse la Romagna nel maggio 2023, un corteo di rosse figure silenziose ha sfilato per le vie del centro di Faenza. Le Red Rebels, un gruppo di teatro performativo nato nel 2019 all’interno del movimento per il clima Extinction Rebellion, sono presto diventate un simbolo internazionale della lotta nonviolenta contro la crisi climatica. Apparse verso mezzogiorno in Piazza della Libertà, con le vesti scarlatte ondeggianti al vento, hanno attraversato il centro silenziosamente con movimenti lenti e coreografici, passando per luoghi simbolici della città come Corso Aurelio Saffi, il Ponte delle Grazie e corso Europa, nel cuore di Borgo Durbecco, uno dei quartieri più danneggiati dalle ripetute esondazioni.  La zona di Faenza è stata una delle più colpite dai recenti eventi climatici estremi, con ben tre alluvioni nell’arco di soli 16 mesi che hanno messo a dura prova gli abitanti e l’economia del luogo, un esempio evidente, se mai ce ne fosse ancora bisogno, di come l’aggravarsi della crisi climatica sta impattando su territori e popolazioni dell’area mediterranea. “Le preoccupazioni della cittadinanza si scontrano tuttavia con la burocrazia e l’inattività dei governi centrali, tanto che la giunta comunale ha annunciato a settembre di voler procedere alla messa in sicurezza dei fiumi Lamone e Marzeno senza attendere le autorizzazioni ufficiali, mentre i timori della popolazione aumentano ad ogni pioggia”, spiega Extinction Rebellion.  Il rischio infatti è quello di vedere il fiume come un nemico, alzando muri e desertificando gli argini, dimenticando che sono proprio la cementificazione e il consumo di suolo ad aggravare le condizioni già critiche di un territorio fragile di fronte ai cambiamenti climatici.  In solidarietà alla popolazione romagnola, le Red Rebels hanno camminato insieme come simbolo del dolore di chi ha visto la sua casa distrutta dall’acqua, ma anche della forza vitale che può risvegliare il senso di comunità e di impegno per il futuro del nostro pianeta. Ma la performance artistica delle Red Rebels non si limita a denunciare l’emergenza ecoclimatica, parla anche di diritti civili e vittime di guerra. Infatti, mentre oggi in tutta Italia si piangono i 50.000 morti di Gaza, anche le Red Rebels hanno voluto lasciare un sudario bianco per sottolineare come l’industria degli armamenti e quella dei carburanti fossili siano due facce della stessa medaglia, che contribuiscono in egual modo alla distruzione degli ecosistemi e della vita sulla Terra. Le Red Rebels ed Extinction Rebellion ci incoraggiano a “comprendere la profonda interconnessione che ci lega agli altri esseri viventi e alla natura, che potrebbe essere la nostra unica speranza di salvezza”.    Fonti:   * ilpiccolo.org – Faenza, la mappa delle tre alluvioni * Il Post – A Faenza si è allagato di nuovo lo stesso quartiere dello scorso anno * INGV Ambiente – Impatto dei cambiamenti climatici nel Mediterraneo * Corriere della Sera – Allarme Mediterraneo, è l’area più colpita dai cambiamenti climatici dopo l’Artico * Radio Città Fujiko – “Un sudario per Gaza”, la mobilitazione per ricordare le vittime del massacro Extinction Rebellion
May 24, 2025
Pressenza