Gli esperti avvertono di un «rischio a breve termine»: le scorte di missili statunitensi si stanno esaurendo con la guerra contro l’Iran
della Redazione Palestine Chronicle,
Palestine Chronicle, 22 aprile 2026.
Le scorte di missili statunitensi si sono drasticamente ridotte dopo la guerra
con l’Iran, aumentando il «rischio a breve termine» per futuri conflitti,
riferisce la CNN, citando le valutazioni del Pentagono.
Foto d’archivio di un sistema di difesa aerea Patriot statunitense. (Foto: Glenn
Fawcett/DoD, via Wikimedia Commons)
“Rischio a breve termine” dopo un forte dispendio
L’esercito statunitense ha notevolmente esaurito le sue scorte di munizioni
chiave durante la guerra con l’Iran, creando quello che gli esperti descrivono
come un “rischio a breve termine” in caso di un altro conflitto,
ha riferito martedì la CNN, citando analisti della difesa e fonti vicine alle
valutazioni interne del Pentagono.
In sette settimane di guerra, gli Stati Uniti hanno consumato almeno il 45% dei
propri missili da attacco di precisione, almeno la metà dei propri intercettori
THAAD e quasi il 50% dei propri missili di difesa aerea Patriot, secondo
un’analisi del Center for Strategic and International Studies (CSIS), cifre che
coincidono strettamente con i dati riservati del Pentagono.
Anche altri sistemi sono stati ampiamente utilizzati, tra cui circa il 30% dei
missili Tomahawk e oltre il 20% dei missili Joint Air-to-Surface Standoff a
lungo raggio, nonché circa il 20% degli intercettori SM-3 e SM-6.
Secondo Mark Cancian, colonnello in pensione del Corpo dei Marines degli Stati
Uniti e uno degli autori del rapporto, «l’elevato consumo di munizioni ha creato
una finestra di maggiore vulnerabilità nel Pacifico occidentale».
Avrebbe aggiunto che «ci vorranno da uno a quattro anni per ricostituire queste
scorte e diversi anni in più per riportarle ai livelli necessari».
Sebbene gli Stati Uniti dispongano di munizioni sufficienti per continuare le
operazioni nel breve termine, il rapporto avverte che le scorte attuali «non
sono più sufficienti per affrontare un avversario quasi alla pari, come la
Cina», e potrebbero volerci anni per tornare ai livelli prebellici.
Le affermazioni di Trump in contrasto con le preoccupazioni del Pentagono
I risultati sono in contrasto con le dichiarazioni pubbliche del presidente
degli Stati Uniti Donald Trump, che ha minimizzato le preoccupazioni sulla
carenza di armi.
«Stiamo chiedendo molto per una serie di motivi, che vanno ben oltre ciò di cui
stiamo parlando in Iran», ha detto Trump, riferendosi a una richiesta di
finanziamenti aggiuntivi al Pentagono. «Per quanto riguarda le munizioni in
particolare, ne abbiamo molte di alto livello, ma le stiamo conservando».
«È un piccolo prezzo da pagare per assicurarci di rimanere al top», ha aggiunto.
Tuttavia, i funzionari del Pentagono avevano già avvertito prima della guerra
che un conflitto prolungato avrebbe potuto mettere a dura prova le scorte
statunitensi, in particolare quelle a sostegno di più teatri operativi, tra cui
l’Ucraina e Israele.
Preoccupazioni sono state sollevate anche al Congresso. Il senatore democratico
Mark Kelly ha avvertito che le capacità dell’Iran potrebbero trasformare la
situazione in “un problema di matematica”, chiedendo: “Come possiamo rifornirci
di munizioni per la difesa aerea? Da dove arriveranno?”
Nonostante i nuovi contratti volti ad aumentare la produzione, gli esperti
osservano che i tempi di sostituzione rimangono lenti, con sistemi chiave che
potrebbero richiedere dai tre ai cinque anni per essere riforniti, lasciando gli
Stati Uniti ad affrontare un periodo prolungato di ridotta prontezza operativa.
(Da informazioni PC, CNN, CSIS)
https://www.palestinechronicle.com/near-term-risk-warned-us-missile-stockpiles-depleted-after-iran-war-cnn
Traduzione a cura di AssopacePalestina
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