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Gaza riportata indietro di 77 anni: secondo il rapporto di ONU, UE e Banca Mondiale, servono 71,4 miliardi di dollari per la ricostruzione dopo il genocidio
di Palestine Chronicle Staff,   The Palestine Chronicle, 20 aprile 2026.    Una valutazione congiunta dell’Unione Europea, delle Nazioni Unite e della Banca Mondiale ha stimato che Gaza necessiterà di 71,4 miliardi di dollari per la ripresa e la ricostruzione dopo due anni di guerra. La Valutazione Rapida dei Danni e dei Bisogni (RDNA) a Gaza, pubblicata nell’aprile 2026, fornisce una valutazione completa della distruzione causata tra ottobre 2023 e ottobre 2025, nonché l’entità delle risorse necessarie per la ripresa. Secondo il rapporto, saranno necessari 26,3 miliardi di dollari solo nei primi 18 mesi per ripristinare i servizi essenziali, ricostruire le infrastrutture critiche e stabilizzare l’economia Distruzione in tutti i settori La valutazione ha rilevato che i danni fisici alle infrastrutture hanno raggiunto circa 35,2 miliardi di dollari, mentre le perdite economiche e sociali sono ammontate a 22,7 miliardi di dollari. Il settore dell’edilizia abitativa è risultato il più colpito, con 18 miliardi di dollari, rappresentando oltre la metà dei danni fisici totali. Altri settori fortemente colpiti includono: * Commercio e industria: danni per 6,35 miliardi di dollari. * Trasporti: 3,2 miliardi di dollari. * Acqua e servizi igienico-sanitari: 1,7 miliardi di dollari. * Sistemi sanitari ed educativi: perdite significative. Il rapporto osserva che la portata della distruzione è “senza precedenti”, superando i livelli registrati nelle guerre precedenti a Gaza. Crollo delle abitazioni e sfollamenti di massa La crisi abitativa è una delle conseguenze più gravi della guerra. Secondo la valutazione, più di 371.000 abitazioni sono state danneggiate o distrutte, lasciando oltre il 60% della popolazione di Gaza senza una casa. Circa 1,9 milioni di palestinesi—quasi tutta la popolazione—sono stati sfollati, spesso più volte. Il rapporto afferma che solo le perdite abitative superano i 19 miliardi di dollari se si combinano danni fisici e impatto economico. Salute, istruzione e servizi vicini al collasso La RDNA documenta il degrado diffuso dei servizi essenziali. Meno della metà degli ospedali di Gaza è ancora parzialmente funzionante, mentre meno del 38% dei centri di assistenza sanitaria primaria sono operativi. Anche il settore dell’istruzione è stato gravemente sconvolto. Quasi tutte le scuole sono state danneggiate o distrutte, e circa 728.000 bambini sono esclusi dall’istruzione da oltre due anni. Molti edifici scolastici sono ora utilizzati come rifugi per famiglie sfollate. Anche i sistemi di gestione dell’acqua, dei servizi igienico-sanitari e dei rifiuti sono stati gravemente danneggiati, creando condizioni che espongono la popolazione a focolai di malattie. Crollo economico e perdita di posti di lavoro Il rapporto evidenzia un crollo quasi totale dell’economia di Gaza. L’attività economica si è contratta di circa l’83–84% nel 2024, con una ripresa limitata nel 2025 a causa delle condizioni temporanee di cessate il fuoco. Quasi tre quarti della forza lavoro di Gaza hanno perso il lavoro e oltre l’80% dei dipendenti non è stato in grado di lavorare a causa di distruzione, sfollamento e collasso delle infrastrutture. Il tasso di occupazione è sceso a un miserrimo 9,3%, tra i più bassi mai registrati a livello globale. Sviluppo umano rallentato di decenni Il rapporto stima che lo sviluppo umano di Gaza sia stato rallentato di circa 77 anni. L’Indice di Sviluppo Umano è previsto scendere a 0,339, il livello più basso mai registrato per il territorio. La popolazione sta vivendo crisi simultanee in ambito abitativo, sicurezza alimentare, assistenza sanitaria, istruzione e mezzi di sussistenza. Donne e bambini sono stati colpiti in modo sproporzionato. Oltre il 40% delle donne in gravidanza e in allattamento è gravemente malnutrito, mentre quasi tutti i bambini necessitano di supporto per la salute mentale. Enormi Esigenze di Ricostruzione in Settori Chiave Il rapporto delinea dettagliatamente i bisogni di ricostruzione in diversi settori, con l’edilizia abitativa, l’agricoltura, la sanità e il commercio come priorità assolute. 1. Alloggi: 16,2 miliardi di dollari. 2. Agricoltura e sistemi alimentari: 10,5 miliardi di dollari. 3. Salute: 10 miliardi di dollari. 4. Commercio e industria: 9 miliardi di dollari. Insieme, questi settori rappresentano quasi due terzi del totale delle necessità di ricostruzione. Le priorità immediate includono il ripristino dei servizi di base, la rimozione dei detriti, l’affrontare l’insicurezza alimentare e la ricostruzione delle infrastrutture critiche. La rimozione di oltre 68 milioni di tonnellate metriche di detriti da sola dovrebbe costare oltre 1,7 miliardi di dollari. Condizioni per la Ricostruzione Il rapporto sottolinea che la ricostruzione non può procedere senza condizioni chiave. Questi includono: 1. Un cessate il fuoco prolungato. 2. Accesso umanitario senza ostacoli. 3. Libero movimento di merci e materiali. 4. Governance funzionante e sistemi finanziari. 5. Protezione dei diritti abitativi, terreni e di proprietà. Sottolinea inoltre che gli sforzi di ricostruzione devono essere guidati dai palestinesi e coordinati con processi politici più ampi. Principali risultati del rapporto RDNA: 1. Le necessità totali di ricostruzione sono state stimate in 71,4 miliardi di dollari. 2. 35,2 miliardi di dollari in danni fisici e 22,7 miliardi di dollari in perdite economiche. 3. L’alloggio rappresenta il 51% dei danni totali. 4. Oltre 371.000 unità abitative danneggiate o distrutte. 5. Circa 1,9 milioni di palestinesi sono stati sfollati, molti ripetutamente. 6. Oltre il 60% della popolazione ha perso la propria casa. 7. Meno della metà degli ospedali è ancora parzialmente funzionante. 8. Quasi tutte le scuole danneggiate o distrutte; 728.000 bambini fuori scuola. 9. L’economia di Gaza si è contratta di oltre l’80% nel 2024. 10. L’occupazione è crollata, con un rapporto occupazione/popolazione del solo 9,3%. 11. Lo sviluppo umano è stato rallentato di 77 anni. 12. Oltre 68 milioni di tonnellate metriche di detriti necessitano di rimozione. 13. Il settore sanitario ha registrato le perdite economiche più elevate, pari a 6,8 miliardi di dollari. 14. L’agricoltura e i sistemi alimentari richiedono la più grande risposta di finanziamento a breve termine. 15. Donne, bambini e persone con disabilità affrontano il peso più grave. Nota dell’editore: Piccole variazioni tra le cifre nel comunicato stampa e nel rapporto completo riflettono un arrotondamento standard e metodi di presentazione differenti, non discrepanze sostanziali. Leggi il rapporto completo  qui: PDF. (UE, ONU, Banca Mondiale – Valutazione rapida dei danni e dei bisogni di Gaza, aprile 2026) https://www.palestinechronicle.com/gaza-set-back-77-years-71-4-billion-needed-to-rebuild-after-genocide-un-eu-world-bank-report-finds/ Traduzione a cura di AssopacePalestina Non sempre AssopacePalestina condivide gli articoli che pubblichiamo, ma pensiamo che opinioni anche diverse possano essere utili per capire.
April 22, 2026
Assopace Palestina