Niccolò Ammaniti / Sicilia Dreaming
Triscina è una frazione nel sud più sperduto della Sicilia, settecento quaranta
anime, la malavita e la mafia che controllano la vita di tutti, ritmi lenti,
segreti custoditi con il massimo riserbo, la famiglia prima di tutto. Ed è qui
che vive Nilo, un ragazzino di tredici anni, insieme alla madre Agata e alla zia
Rosi. Le due donne gestiscono un laboratorio di marmi, una copertura che
nasconde ben altro. Il ragazzino non fa una vita come quella degli altri
adolescenti, non è libero di giocare e frequentare troppe amicizie: la sera la
madre gli dà delle gocce per farlo dormire senza sentire i rumori e i lamenti
che provengono da un bagno in cui è rinchiuso un segreto di cui lui dovrà essere
custode in futuro, ma che ancora non conosce. Questo è sempre stato il destino
della sua famiglia. In paese tutti sanno dell’esistenza di questa entità
malvagia, tanto che a volte richiedono l’aiuto di Agata per far scomparire
testimoni e persone scomode. La vita sembra scorrere senza troppe scosse, senza
alcuna novità, con un ritmo che il caldo rende lento e prevedibile.
Ma a un certo punto arrivano in paese Arianna e Saskia, una madre che si
mantiene con Onlyfans e una figlia di dieci anni che è dovuta crescere più
velocemente del previsto a causa di una vita non adatta a lei. L’incontro di
Nilo con le due è dirompente: per la prima volta il ragazzo si rende conto che
esiste qualcosa al di fuori di Triscina e della famiglia, anche se la madre gli
ha sempre detto che il suo mondo sarà quello. Nilo fa amicizia con la bambina ma
prova un desiderio irrefrenabile verso Arianna, una donna diametralmente opposta
come carattere ed abitudini alla madre e alla zia. Agata gli intima più volte di
non vederle più, ma lui trova sempre il modo di incontrarle. E l’amore, la
scoperta dei sentimenti è il primo passo per passare attraverso l’adolescenza.
Come spesso accade, il protagonista di Ammaniti è un adolescente e in questo
romanzo l’autore indaga sul desiderio come forza trainante della vita. Con il
suo stile essenziale, direi a volte scarno, mostra scenari inquietanti e
apertissimi senza, per scelta, approfondirli troppo. Il non detto che funziona
come e forse più dell’espresso, spingendo il lettore a riflessioni che sfidano
le nostre convinzioni e le nostre idee. Il realismo che convive con il
surrealismo, Ammaniti rende credibili anche situazioni assolutamente assurde
facendo entrare il lettore in mondi magici con estrema facilità: il mito di
Medusa tra mitologia e attualità, realtà e leggenda giocando con una serie di
sentimenti che vanno dalla disumanità alla tenerezza, dall’amore all’ostilità in
un crescendo di avvenimenti che si concludono con un colpo di scena inaspettato.
Le chiavi di lettura e di riflessione sono molteplici come solo uno scrittore
della maestria di Ammaniti può indurre al lettore in un testo abbastanza breve,
che qualcuno ha definito più un racconto lungo che un romanzo. Ma questo, di
fronte a tutto il resto, non è che un dettaglio superfluo.
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