Tag - ebrei

La rivolta degli ultra-ortodossi scuote Israele
Una città a ferro e fuoco A Bnei-Brak, una delle ‘capitali’ della comunità ultra-ortodossa dello Stato ebraico, domenica si sono vissute ore di terrore. Due soldatesse, spedite in missione dall’Ufficio reclutamento, sono state assaltate da diverse centinaia di ‘haredim (ebrei integralisti), che vedono come fumo agli occhi la possibilità di essere […] L'articolo La rivolta degli ultra-ortodossi scuote Israele su Contropiano.
February 20, 2026
Contropiano
“Arab Lives Matter” in manifestazione a Tel Aviv: migliaia di persone chiedono la fine delle violenze e dell’inerzia dello Stato
> La sera di sabato 31 gennaio 2026 migliaia di manifestanti – arabi e alleati > ebrei – hanno sfilato nel centro di Tel Aviv in una potente manifestazione dal > titolo “Arab Lives Matter: STOP alla violenza”, chiedendo un intervento > urgente per fermare l’ondata di crimini violenti nelle comunità arabe e porre > fine a quello che i partecipanti hanno descritto come anni di inazione da > parte dello Stato e delle forze dell’ordine. Organizzata dall´Alto Comitato di Monitoraggio per i Cittadini Arabi in Israele (High Follow-Up Committee for Arab Citizens of Israel) in collaborazione con gruppi della società civile arabo-ebraica, la manifestazione ha portato i manifestanti a Habima Square con bandiere nere, cartelli e foto di parenti uccisi nelle recenti violenze in tutto il paese. Slogan come “Basta violenza e omicidi” e “Basta silenzio” hanno risuonato per le strade mentre la folla chiedeva a gran voce un cambiamento delle politiche, un rafforzamento delle forze dell’ordine e investimenti nella prevenzione della criminalità. I relatori presenti alla manifestazione, tra cui sindaci, familiari delle vittime e leader della comunità, hanno esortato il governo a considerare l’epidemia di sparatorie, estorsioni e omicidi come una crisi che richiede un intervento deciso. Molti hanno criticato le istituzioni preposte alla sicurezza nazionale per non essere riuscite a frenare il traffico illegale di armi e la criminalità organizzata e per la sistematica indifferenza nei confronti delle città e dei centri abitati arabi. In un clima di crescente frustrazione, gli attivisti hanno sottolineato che la richiesta di sicurezza trascende i confini comunitari, invitando i cittadini ebrei e arabi a unirsi per il diritto fondamentale alla sicurezza e alla dignità per tutti. Foto di Sharon Dolev (fotogallery) TRADUZIONE DALL’INGLESE DI ANNA SETTE Pressenza New York
February 3, 2026
Pressenza
Sfruttano l’orrore di Bondi Beach per mettere a tacere sul genocidio di Israele
Personalmente, faccio fatica a digerire la valanga di ipocrisia di gruppi pro-Israele come il Community Security Trust e il suo direttore politico, Dave Rich, in seguito all’attacco di domenica a Bondi Beach. I media istituzionali, d’altro canto, sembrano avere un appetito smisurato per gli sforzi degli apologeti di Israele volti […] L'articolo Sfruttano l’orrore di Bondi Beach per mettere a tacere sul genocidio di Israele su Contropiano.
December 19, 2025
Contropiano
Criticare Israele non è antisemita, è antifascista
Veniamo direttamente al punto di quanto siano strumentali e vergognose tutte queste proposte di legge sull’antisemitismo basate sulla definizione dell’IRHA. La prendo sul personale. Io sono nato da madre ebrea e sono cresciuto in una famiglia ebraica, con tutto il corollario di pesach con uovo sodo al primogenito maschio da […] L'articolo Criticare Israele non è antisemita, è antifascista su Contropiano.
December 9, 2025
Contropiano
La lobby israeliana si sta sciogliendo sotto i nostri occhi
Il mese scorso, un membro di spicco dell’organizzazione ebraica J Street, che aveva lavorato per Obama e Harris, ha spiegato che la tradizione del Congresso di sostenere Israele “a prescindere da tutto” è stata imposta da un “gruppo ben finanziato di ebrei“. “Un piccolo gruppo di ebrei americani, organizzato e […] L'articolo La lobby israeliana si sta sciogliendo sotto i nostri occhi su Contropiano.
December 6, 2025
Contropiano
Non esiste il sionismo buono
Nelle settimane scorse ho letto o partecipato a tre eventi che erano direttamente collegati alla valutazione che ebrei italiani hanno del sionismo. Il primo episodio è quello di Emanuele Fiano, appartenente sia alla associazione “Italia-Israele” che al Partito Democratico, e che in varie occasioni ha negato che ci sia un […] L'articolo Non esiste il sionismo buono su Contropiano.
November 26, 2025
Contropiano
Sionismo cristiano, il lato oscuro dell’occidente
Ho partecipato a un convegno molto interessante sul sionismo, però solo un intervento sul sionismo cristiano mi ha lasciato insoddisfatto perché affrontava il tema in maniera molto parziale senza chiarire bene il tema trattato. Cerco di porvi rimedio sperando di suscitare un dibattito e non repliche ideologiche. Per capire il […] L'articolo Sionismo cristiano, il lato oscuro dell’occidente su Contropiano.
November 8, 2025
Contropiano
Polacchi versus antichi ebrei
Nei miei vari interventi pubblicati su Contropiano ho cercato di smontare le false narrazioni ideologiche dei sionisti, come quella che Dio, nella Torah, ha promesso la terra di Canaan agli israeliti. Questa affermazione suprematista e fondamentalista è semplicemente falsa perché Abramo non è mai esistito e la Genesi è al […] L'articolo Polacchi versus antichi ebrei su Contropiano.
October 17, 2025
Contropiano
Se l’anima del governo parla attraverso Roccella…
Gratta il liberale radicale e trovi il fascista inconsapevole (nel migliore dei casi). La ministra della famiglia Eugenia Roccella, ex femminista di area radicale (i pannelliani, insomma, gli stessi che hanno prodotto i Taradash e i Capezzone), poi berlusconiana, ecc, se n’è uscita con una dichiarazione che è riuscita a […] L'articolo Se l’anima del governo parla attraverso Roccella… su Contropiano.
October 13, 2025
Contropiano
Come cambia il panorama religioso globale
Secondo un’analisi condotta tra il 2010 e il 2020 dal Pew Research Center, un centro di informazione imparziale che conduce sondaggi di opinione, ricerche demografiche, analisi dei contenuti e altre ricerche di scienze sociali (https://www.pewresearch.org/), i cristiani sono rimasti il gruppo religioso più numeroso al mondo, aumentando di 122 milioni e raggiungendo i 2,3 miliardi. Anche se, in percentuale rispetto alla popolazione mondiale, i cristiani sono scesi di 1,8 punti percentuali, attestandosi al 28,8%. I musulmani sono quelli che hanno avuto invece la crescita più rapida nel corso del decennio, aumentando di 347 milioni. I buddisti sono stati l’unico grande gruppo religioso ad avere meno fedeli nel 2020 rispetto a un decennio prima, diminuendo di 19 milioni e scendendo a 324 milioni. Il numero degli indù è aumentato di 126 milioni, raggiungendo 1,2 miliardi. Quanto agli ebrei, il loro numero nel mondo è cresciuto di quasi 1 milione, raggiungendo i 14,8 milioni. Tutte le altre religioni (inclusi Bahá’í, Taoisti, Giainisti, Sikh, seguaci di religioni popolari e numerosi altri gruppi) sono rimaste stabili. Anche le persone senza alcuna affiliazione religiosa sono aumentate di 270 milioni, raggiungendo 1,9 miliardi. Nel complesso, nel 2020 il 75,8% della popolazione mondiale si identificava con una religione, mentre il 24,2% non si identificava con alcuna religione, rendendo le persone senza affiliazione religiosa il terzo gruppo più numeroso, dopo cristiani e musulmani. Anche se in questo periodo la quota della popolazione mondiale che ha una qualche affiliazione religiosa è diminuita di quasi 1 punto percentuale (dal 76,7%), mentre la quota senza affiliazione è aumentata della stessa quantità (dal 23,3%). L’Africa subsahariana ospita il maggior numero di cristiani, superando l’Europa: nel 2020, il 30,7% dei cristiani del mondo viveva nell’Africa subsahariana, rispetto al 22,3% che viveva in Europa. Questo cambiamento è stato alimentato dalle differenze nei tassi di crescita naturale delle due regioni (con tassi di fertilità molto più elevati in Africa che in Europa), nonché dalla diffusa disaffiliazione cristiana nell’Europa occidentale. Nel 2020, i cristiani erano la maggioranza in 120 paesi e territori, in calo rispetto ai 124 di un decennio prima. I cristiani sono scesi sotto il 50% della popolazione nel Regno Unito (49%), in Australia (47%), in Francia (46%) e in Uruguay (44%). In ognuno di questi luoghi, le persone senza affiliazione religiosa rappresentano ora il 40% o più della popolazione, mentre gruppi religiosi più piccoli come musulmani, indù, buddisti, ebrei o seguaci di altre religioni (insieme) rappresentano l’11% o meno. Anche la concentrazione regionale degli ebrei è cambiata: nel 2020, il 45,9% degli ebrei viveva nella regione del Medio Oriente e del Nord Africa, mentre il 41,2% risiedeva in Nord America, mentre nel 2010 il Nord America era la regione in cui viveva il maggior numero di ebrei. Questo cambiamento è stato principalmente dovuto alla crescita della popolazione ebraica di Israele da 5,8 milioni a 6,8 milioni tra il 2010 e il 2020, attraverso una combinazione di crescita naturale e migrazione. Lo studio si occupa anche del “cambio di religione”, sottolineando come sia un fenomeno diffuso. I cristiani hanno subito le perdite nette maggiori a causa del passaggio di religione (3,1 se ne sono andati per ogni 1,0 che si è iscritto). La maggior parte degli ex cristiani non si identifica più con alcuna religione, ma alcuni ora si identificano con una religione diversa. Anche tra i buddisti il numero di coloro che hanno abbandonato la religione è stato maggiore di coloro che ne hanno aderito (1,8 hanno abbandonato la religione, 1,0 si sono uniti). Stesso discorso per gli indù che hanno avuto più persone che hanno abbandonato la religione rispetto a quelle che vi hanno aderito, mentre vale il contrario per i musulmani. Tuttavia, il passaggio di religione è relativamente raro e, quindi, le modeste differenze nel rapporto tra coloro che abbandonano la religione e coloro che vi aderiscono hanno un impatto complessivo limitato sulle dimensioni delle popolazioni indù e musulmane . I cristiani rappresentano il gruppo più diffuso geograficamente: la quota maggiore di cristiani vive nell’Africa subsahariana (31%), seguita dalla regione dell’America Latina e dei Caraibi (24%) e dall’Europa (22%). Si tratta di un cambiamento geografico significativo rispetto ai primi anni del 1900, quando i cristiani nell’Africa subsahariana rappresentavano l’1% della popolazione cristiana mondiale e due terzi dei cristiani vivevano in Europa. Qui per approfondire la ricerca: https://www.pewresearch.org/religion/2025/06/09/how-the-global-religious-landscape-changed-from-2010-to-2020/. Giovanni Caprio
September 1, 2025
Pressenza