Tag - ebrei

«Quando la nube si alzava»
L’introduzione di Brunetto Salvarani all’autobiografia di Bruno Hussar, un nome che rimanda subito al villaggio israeliano (con un significativo doppio nome) di Neve Shalom – Wahat al Salam. La riproponiamo in coincidenza con un convegno dedicato a Hussar (che è morto nel 1996). «Lasciate che mi presenti: sono un prete cattolico, sono ebreo. Cittadino israeliano, sono nato in Egitto, dove
October 14, 2026
La Bottega del Barbieri
Ebrei e palestinesi: quale convivenza è possibile? Incontro al Teatro Elfo Puccini a Milano
Non si tratta di capire da che parte stare: se ciascuna parte mette avanti solo ed esclusivamente le proprie ragioni si perde di vista l’intero, che comporta anche il farsi carico delle ragioni (non intese come diritti, ma come motivazioni) dell’altra parte. Occorre, insomma, fare un’operazione di conciliazione. È questo il sottofondo di tutti gli interventi che si sono svolti ieri al Teatro Elfo Puccini a Milano, che ha visto sul palco relatori ebrei e palestinesi insieme, in una serata a cui è stato dato il titolo di “Tra il fiume e il mare. Per una terra condivisa”. Non, come spesso si declama dall’una e dall’altra parte “DAL fiume al mare”, formulazione che implica che in quello spazio sia possibile l’esistenza di un solo popolo, come dire che – siano ebrei o palestinesi – una parte piglia tutto. Una sorta di AUT AUT. Qui si tratta di optare per un ET ET, cioè di includere, non di escludere. Del resto a lungo la convivenza è stata una situazione normale in quel territorio, in cui musulmani, ebrei e cristiani hanno convissuto pacificamente. Multiculturalismo polietnico frutto di un approccio civile alla diversità e all’altro che adesso abbiamo profondamente dimenticato. La tragedia che soprattutto dal 7 ottobre 2023 è in atto in quel territorio non riguarda solo ed esclusivamente il popolo palestinese, che pure con il genocidio ne subisce gli effetti più efferati e spietati. Riguarda anche il popolo ebraico, che non può e non vuole riconoscersi nell’attuale politica israeliana che tradisce secoli (millenni) della propria cultura. Stefano Levi della Torre enumera lucidamente una serie di tradimenti che lo offendono in quanto ebreo: tradimento della democrazia, della memoria ebraica della Shoah, dell’ebraismo come emblema di emancipazione civile e religiosa, delle alleanze democratiche, della sicurezza degli ebrei stessi. L’attuale nazionalismo dello Stato di Israele non solo offende chi è portavoce dei valori più alti dell’ebraismo, ma alimenta una vergogna profonda in chi li vede così degradati e sconfessati. Da parte palestinese, si rivendica uno spirito di tolleranza antico in una terra abitata nella stragrande maggioranza da palestinesi e solo da una netta (iniziale) minoranza ebraica. Si sottolinea come le due popolazioni siano “cugine”, in quanto discendenti da due fratelli: i palestinesi da Ismaele e gli ebrei da Isacco. Cosa ha dunque fatto scattare questo fratricidio? Walid Barakat lo dice in forma poetica, leggendo una sua composizione dal titolo “Quando il sangue si fa alba” in cui sottolinea che se un tempo tutti in quella terra si sentivano indistintamente palestinesi, qualunque fosse la religione praticata, poi questa comunità si è rotta con l’arrivo del colonialismo. Ma si dà oggi in Palestina un pensiero che non sia anche poetico? Perché la poesia va al di là del diritto legale e dei contenziosi aperti tra i popoli, per arrivare al più profondo senso dell’umano. Una voce di questa fioritura poetica è quella della giovanissima (21 anni) poetessa Batool Abu Akleen, che va al mercato alla disperata ricerca di una tregua che la sollevi da tutto questo orrore, una tregua anche usata, ma non la trova. Ma dopo tutto questo profondo sentire e parlare, il problema rimane: che cosa si può fare? È difficile essere ottimisti, visto come si è incancrenita la situazione e come sta reagendo (o meglio, non reagendo) il mondo occidentale che lascia fare a Netanyahu quello che vuole. Se non si può cambiare la situazione dall’interno, allora occorre provare a farlo dall’esterno. Ci provano alcuni ebrei che sono fuoriusciti (volontariamente) da Israele, come Hagai Agmon-Snir, per essere più libero di denunciarne l’attuale corruzione. O come fa con i suoi libri Widad Tamimi, che incarna in sé la doppia diaspora, in quanto di madre ebrea e padre palestinese, e che si prodiga per far avere borse di studio ai giovani palestinesi, toglierli dall’inferno di Gaza e fare in modo che all’estero nasca una nuova voce palestinese. Dal palco dell’Elfo Puccini, in diretta o registrazione, in questo incontro denso e complesso hanno anche parlato Gad Lerner, Amira Hass, Emad Quaisi, Najati Alrabi, Matteo Pucciarelli, Micol Meghnagi e i giovani del Laboratorio Ebraico Antirazzista LƏA, che ha organizzato l’incontro insieme a Maiindifferenti – Voci ebraiche per la pace. E la serata si è chiusa con un evento corale liberatorio: tutto il pubblico in piedi ha alzato cartelli con la scritta “SANZIONI A ISRAELE, QUANDO?”. Un auspicio, per un pubblico partecipe e numeroso. Ancora forse minoranza, ma che sta allargandosi. Foto di Marina Serina               Redazione Milano
October 6, 2026
Pressenza
Il genocida peggiore
Quest’uomo è, a mio avviso, uno dei peggiori esseri umani del nostro secolo. Un uomo che, tra qualche anno, sarà oggetto di studio proprio come io ho studiato quelli che lo hanno preceduto. Come studiamo i tiranni e coloro che la storia finisce per definire malvagi. Potrei dire molto su […] L'articolo Il genocida peggiore su Contropiano.
September 28, 2026
Contropiano
Da italiani e da ebrei diciamo no al ddl antisemitismo
Da italiani e da ebrei, da nemici di tutte le forme di razzismo, esprimiamo la nostra contrarietà al disegno di legge 1004 in discussione alla camera dei deputat Da italiani e da ebrei, da nemici di tutte le forme di razzismo, esprimiamo la nostra contrarietà al disegno di legge 1004 in discussione alla camera dei deputati che contrabbanda per lotta
September 27, 2026
La Bottega del Barbieri
GENOCIDIO: ATTACCO INTIMIDATORIO CONTRO “SENSIBILI ALLE FOGLIE” PER LIBRO SU SIONISMO E NAZISMO
La casa editrice Sensibili alle foglie ha comunicato di aver ricevuto la richiesta, arrivata tramite il provider che ospita la libreria online, di rimuovere la pagina dedicata al libro “Sionismo e nazismo facce della stessa medaglia” di Francesco Lazzeri, edito nel 2025. L’attacco arriva dall’Associazione Italiana Avvocati e Giuristi Ebrei. Sensibili alle foglie sottolinea come da 36 anni sia impegnata a “combattere l’odio e la discriminazione su basi etniche o religiose e in questo quadro il libro in questione documenta come gli ebrei siano stati, nel corso della storia, vittime del sionismo oltre che del nazismo (e in generale dei Paesi europei). In un tempo storico in cui la propaganda israeliana viene quotidianamente alimentata per impedire legittime critiche all’operato dello Stato di Israele, e a ridosso della discussione, nel parlamento italiano, del ddl che mira a equiparare l’antisionismo all’antisemitismo, non ci stupisce che venga presa di mira la pagina online del libro di Lazzari.” Poi si ricorda anche che la discriminazione su base etnica o religiosa in questo momento è in atto fisicamente contro i palestinesi e gli islamici e che le radici dell’attuale regime di apartheid, di pulizia etnica e di pratiche genocidarie messe in atto da Israele risalgono all’ideologia sionista.” L’intervista di Radio Onda d’Urto a Maria Rita Prette di Sensibili alle foglie. Ascolta o scarica
September 15, 2026
Radio Onda d`Urto
Palestina: l’Italia assassina del governo Meloni
Nel dossier di oggi aggiornamenti, analisi, appuntamenti, recensioni.   PALESTINA – Proprio l’Italia è l’unico tra i Paesi fondatori Ue – assieme alla Germania – a non aver imposto sanzioni ai prodotti in arrivo dalle colonie illegali di Israele in Palestina, oltre ad avere chiuso gli occhi, ormai da 3 anni, di fronte al genocidio a Gaza, che prosegue quotidiano.
September 12, 2026
La Bottega del Barbieri
L’invenzione del “popolo ebraico”
Il libro di Shlomo Sand è un lucido saggio storico e un atto di coraggio. Shlomo Sand fu oggetto di una valanga di insulti in Israele quando pubblicò “L’invenzione del popolo ebraico”. Professore di Storia Contemporanea all’Università di Tel Aviv, nega che gli ebrei siano un popolo con un’origine comune […] L'articolo L’invenzione del “popolo ebraico” su Contropiano.
April 25, 2026
Contropiano
Tutti gli ebrei devono combattere il sionismo all’interno dell’ebraismo
Ho maturato un immenso disprezzo per il mio popolo, per il male che abbiamo commesso e per i demoni che siamo diventati. La nostra vile ipocrisia, il nostro struggimento per l’Olocausto, la nostra egoistica dissociazione, il nostro insaziabile ambiguità, la nostra catatonica inazione, il nostro debole sventolare cartelli, le nostre […] L'articolo Tutti gli ebrei devono combattere il sionismo all’interno dell’ebraismo su Contropiano.
April 18, 2026
Contropiano
La guerra all’Iran è anche una guerra di religione
Nel 2009, la grande fisica, economista ed ambientalista indiana Vandana Shiva, scriveva nel suo saggio Le guerre dell’acqua che spesso chi controlla il potere preferisce mascherare le guerre travestendole da conflitti etnici e religiosi, anche se in realtà queste guerre si trovano in regioni che sono da sempre per lo più abitate da società multietniche che presentano una grande diversificazione di gruppi umani, lingue e usanze e religioni. Se è vero che l’imperialismo è lo stadio monopolistico del capitale, nella società di oggi le guerre imperialiste sono la diretta conseguenza di interessi economici, geopolitici e strategici che generano violenza politica per appropriarsi delle scarse ma vitali risorse naturali. Spesso e volentieri ciò è l’origine di conflitti etnici e religiosi, e non viceversa: in sostanza gli interessi economici, per meglio affermarsi, possono cavalcare preesistenti localismi ed etnicismi e causare eterodirettamente conflitti religiosi ed etnici. Noi sappiamo benissimo che l’attuale escalation militare in Iran è una diretta conseguenza di interessi geopolitici, economici e strategici occidentali (USA e Israele) in Medioriente, ma per molti non è solo questo. Come ha affermato l’ex combattente internazionalista del FDLP, nonchè esperto di Asia Occidentale, Domenico Di Dato: “Per i molti sionisti, tesi alla realizzazione della “grande Israele”, la loro non è solo una guerra di espansione coloniale per diventare l’unica potenza del M.Oriente e una delle grandi dell’intero pianeta, ma è vista come realizzazione biblica.” Esemplare è stato vedere – l’8 febbraio 2026 – Trump circondato da predicatori cristiani evangelici che lo benedicevano per l’arrivo dell’Armageddon e per “vincere sull’Iran”. Armageddon (o Harmaghedon) è un termine biblico che indica il luogo della battaglia finale tra le forze del bene e del male, menzionato in Apocalisse 16:16. Deriva dall’ebraico Har-Megiddo (Monte Megiddo), sito storico di antiche battaglie in Israele ed oggi è usato come sinonimo di “apocalisse, catastrofe totale o scontro finale”. Tra i predicatori evangelici in sostegno a Trump non è mancata ovviamente Paula White-Cain, già Consigliere speciale dell’Ufficio della Casa Bianca per le partnership con le organizzazioni religiose e di quartiere ed attuale Consulente senior presso l’Ufficio della Fede della Casa Bianca. White è una telepredicatrice pentacostale non-confessionale tra le maggiori esponenti del charismatic movement (1) e della prosperity theology (2), nonchè consigliera spirituale personale di Donald Trump, diventata virale sui social durante la campagna presidenziale del 2020 quando è apparsa in un servizio di preghiera trasmesso in diretta streaming in cui ha “parlato in lingue” e ha ripetutamente invocato “rinforzi angelici” dall’Africa e dal Sud America per assicurare la rielezione di Trump. Durante un pranzo di Pasqua alla Casa Bianca, White ha rivolto parole sorprendenti al presidente degli Stati Uniti, affermando che sarebbe stato «tradito, arrestato e falsamente accusato», tracciando un parallelo con la figura di Gesù Cristo. White ha aggiunto che «come Lui è risorto, anche tu sei risorto», sostenendo che, attraverso la vittoria di Cristo, Trump sarà «vittorioso in tutto ciò che farà» e verrà usato da Dio per «sconfiggere il male». Siamo in pieno delirio di fanatismo religioso. Se Trump viene “usato da Dio” per “sconfiggere il male”, allora tutto è lecito: quando si agisce “ad religio” anche stragi, massacri e genocidio sono leciti. Sionisti e cristiani evangelici, soprattutto i pentacostali – storico bacino dei cristiani-sionisti – sono estremi alleati in questo. Gli evangelici infatti affermano che quando tutti gli ebrei saranno in Israele, avverrà la Parusia (3), ossia il ritorno del Messia che gli ebrei aspettano. Ecco dunque che è necessario un Armageddon: la battaglia finale tra le “forze del bene”, che sarebbero USA e Israele, e “del male”, ovvero tutti coloro che Israele e USA bombardano. Il senatore USA Lindsey Graham, frequentatore di Epstein, ha affermato che questa è una “guerra religiosa” e che uno degli obiettivi sarebbe di edificare il Terzo Tempio, distruggendo la Moschea dell’Aqsa. Il “Segretario alla Guerra” USA Pete Hegseth ha accentuato i toni religiosi nella campagna contro l’Iran. Dopo aver annunciato attacchi intensi, ha citato il Salmo 144 (“Benedetto il Signore che addestra le mie mani alla guerra”), disegnando il conflitto in chiave teologica contro gli ayatollah. Hegseth è noto per aver descritto i conflitti mediorientali come una “crociata” e per usare spesso la frase “Deus vult” (Dio lo vuole). Poi c’è Peter Thiel, fondatore e padrone di Palantir, l’azienda che sviluppa software di analisi dei dati utilizzati da governi, intelligence e apparati di difesa e che aiuta Israele nel genocidio, che non fa che parlare dell’Anticristo: «L’Anticristo tornerà sfruttando la paura dell’Armageddon, o di una crisi imminente, per consolidare il controllo politico e imporre un “governo mondiale”». Quasi ad intendere che l’Anticristo sia “l’Asse del Male” capeggiata dall’Iran sciita e dunque sia lecito e giusto, da parte di Trump, uccidere singolarmente con attentati mirati la maggior parte dei capi dei leader iraniani. E’ lo stesso Trump che, pur facendo di tutto per evitare la via diplomatica, ha affermato i leader iraniani con cui si poteva dialogare sono stati ammazzati. The Guardian cita testimonianze anonime secondo cui i comandanti statunitensi hanno utilizzato la retorica cristiana apocalittica per “motivare” truppe durante l’attacco all’Iran. Il presidente del Mrff, Mikey Weinstein, ha segnalato una “crescita di estremismo cristiano nell’esercito, che vede la guerra come soluzione sancita biblicamente”. Secondo alcuni comandanti americani le crociate ci sono ancora: “Il presidente Trump è stato unto da Gesù per accendere il segnale di fuoco in Iran, scatenare l’Armageddon e segnare il suo ritorno sulla Terra”. Le parole sarebbero state pronunciate da un comandante delle forze armate statunitensi ai propri soldati durante un briefing operativo, nei giorni in cui Usa e Israele lanciavano l’Operazione Epic Fury sull’Iran. In tutto ciò c’è Israele che sta commettendo uno dei più gravi genocidi contemporanei ed ha come obiettivo finale quello di annientare il popolo palestinese e i suoi alleati, tra cui l’Iran. Lo stesso Netanyahu ha giustificato più volte il genocidio contro i palestinesi a Gaza con passi biblici: “Ricordati di scordare Amelek”, un riferimento biblico che indica gli amaleciti come un popolo storico e acerrimo nemico degli ebrei, paragonando gli amaleciti ai palestinesi. L’ambasciatore USA in Israele, Mike Huckabee, ha affermato che Israele ha un diritto biblico ad annettersi tutta la Palestina. Haaretz ha confermato recentemente che il governo israeliano di fronte alle difficoltà che sta incontrando nella guerra contro l’Iran, sta valutando l’opzione nucleare. Una testimone è rimasta basita nell’apprendere che Israele sarebbe disposta a sganciare una bomba tattica nucleare sull’Iran. Secondo gli analisti più accreditati è molto improbabile che ci sia un bombardamento nucleare sull’Iran nelle prossime settimane, ma che un governo lo prenda in considerazione è veramente agghiacciante. Sembra una follia, qualcosa che ci farebbe pensare che abbiamo a che fare con dei pazzi furiosi completamente fuori di testa. Ma in realtà ancora una volta l’obiettivo annunciato è la “distruzione totale”, l’Armageddon. La guerra in Iran non è solo una guerra ad un Paese islamico, ma è una guerra per la “Grande Israele”. Una guerra che ha una profonda matrice messianica radicata nelle convinzioni del sionismo di stampo ebraico e del sionismo cristiano: il ritorno degli ebrei in quella terra senza più nessuno intorno. La guerra in Iran viene vissuta dagli USA di Trump come una “guerra di religione” – e ancora peggio una “guerra di civilizzazione” – in cui l’Occidente “vince” sul Medioriente; in cui l’America dei cristiani-sionisti invasata di fanatismo pentacostale e lo “Stato ebraico” di Israele devono vincere non solo contro l’Iran sciita, ma contro la Palestina e contro il mondo arabo, a maggioranza islamico, dell’Asia occidentale. Non dimentichiamoci che oggi al governo in Israele ci sono dei fanatici religiosi come Ben Gvir o Smotrich seguaci del kahanismo, la cui principale rivendicazione era l’espulsione dei palestinesi sia da Israele che dai territori occupati della West Bank, e Gaza. Il kahanismo è un movimento estremista religioso ebraico di ideologia riconducibile al sionismo di destra e al sionismo religioso. Meir Kahane, il controverso rabbino israelita fondatore del movimento e coniatore del termine, sosteneva che la presenza di non ebrei, cristiani, musulmani o altre fedi, contaminasse la Terra Santa e ostacolasse la redenzione. Giustificava questa richiesta come un dovere religioso e vedeva lo Stato d’Israele come il centro universale dell’ebraismo, teorizzando quindi: la cittadinanza ai soli ebrei, la formazione di una “costituzione teocratica” istituita secondo la Halakhah e la guerra come unica soluzione per risolvere problemi quali la “questione palestinese” e “l’antisemitismo dei paesi musulmani”. In una intervista a Meir Kahane pubblicata nel 1985 in Francia, Meir Kahane affermava: “Qualsiasi non ebreo, compresi gli arabi, può avere lo status di residente straniero in Israele se accetta la legge dell’Halakhah. Non faccio distinzioni tra arabi e non arabi. L’unica distinzione che faccio è tra ebrei e non ebrei. Se un non ebreo vuole vivere qui, deve accettare di essere un residente straniero, che sia arabo o meno. Non ha e non può avere diritti nazionali in Israele. Può avere diritti civili, diritti sociali, ma non può essere cittadino; non avrà il diritto di voto. Ripeto, che sia arabo o meno.” Secondo alcuni sarebbe possibile l’istituzione di uno stato teocratico governato secondo la Halakhah espanso da Israele a parte del Medio Oriente, dando possibilità di voto esclusivamente alle persone di religione ebraica, cosa che potrebbe indebolire fortemente le politiche di Paesi vicini come Iraq, Cisgiordania, Striscia di Gaza, Egitto, Giordania, Siria e Libano. Come affermava Meir Kahane nell’intervista: “Il confine meridionale arriva fino a El Arish, che comprende tutto il Sinai settentrionale, inclusa Yamit. A est, la frontiera corre lungo la parte occidentale della riva orientale del fiume Giordano, quindi parte di quella che oggi è la Giordania. Eretz Yisrael comprende anche parte del Libano, alcune zone della Siria e parte dell’Iraq, fino al fiume Tigri.” Queste tesi vanno a braccetto con le convinzioni delle frange estreme del sionismo in Israele quanto negli USA, oltre ad essere la stessa convinzione delle velleità messianiche delle frange fanatiche del sionismo cristiano rappresentate da settori cristiani evangelici e pentacostali. Ed ecco che in entrambi i casi si finisce per concepire la guerra come inevitabile, benedire la guerra e giustificare un genocidio con la Bibbia. Eppure nella giornata della Pasqua cattolica – domenica delle palme per gli ortodossi – a Isfahan, in Iran, sono stati celebrati i riti funebri per i cristiani uccisi dai bombardamenti sionisti e statunitensi. In Libano non abbiamo neanche idea della dimensione dei cristiani colpiti. Sembra che non interessi a nessuno dei cristiani iraniani ammazzati in una guerra che i loro carnefici di altra religione considerano “Santa”. Non importa nulla, di questi cristiani, nemmeno ai cristiani statunitensi che sostengono Trump: forse perchè – secondo loro – sono di un’altra cultura, di un’altra etnia, di un’altra “razza”. A tal proposito è interessante sottolineare ciò che in questo periodo ha ribadito – in molte sue conferenze ed incontri – il grande sociologo Pino Arlacchi, ricordando che la guerra fa parte dei valori occidentali perchè “la guerra inizia con la Bibbia”. Qualche tempo fa il matematico Piergiorgio Odifreddi disse che la parte ebraica della Bibbia, ovvero l’Antico Testamento, gli ricordava per certi versi proprio il Mein Kampf di Adolf Hitler. Un paragone abbastanza discutibile, ma che comunque nasce da un dato di fatto: gli sconvolgenti episodi di violenza descritti e narrati dalla Bibbia. Non è un caso che sono molteplici gli episodi che parlano di “distruzione totale”. L’Occidente oggi fa tutto da solo: si sogna, si concepisce, si costruisce ed attua l’Armageddon. Un Armageddon non biblico o calato dall’alto, ma un Armageddon voluto, costruito e combattuto a discapito di tutti e a cui tutta la popolazione mondiale è obbligata ad assistere in diretta tv. Un Armageddon che, sebbene giustificato vergognosamente da alcuni ambienti fanatici con la religione, ha ben poco di religioso. Arriverà il giorno in cui i posteri, se ci saranno, chiederanno “Dove era Dio a salvarci in questa situazione?” Molti risponderanno “Eppure in nome di Dio è stata invocata!”, mentre altri più saggiamente affermeranno, parafrasando William Clarke Styron: “Non è importante dove fosse Dio, ma dove era l’essere umano”.       (1) Il charismatic movement nel cristianesimo è un movimento interno alle confessioni consolidate o principali che adotta credenze e pratiche del cristianesimo carismatico , con particolare enfasi sul battesimo con lo Spirito Santo e sull’uso dei doni spirituali (carismi). Ha interessato la maggior parte delle confessioni negli Stati Uniti e si è diffuso ampiamente in tutto il mondo. Si ritiene che il movimento abbia avuto inizio nel 1960 nell’anglicanesimo (attraverso la Chiesa Episcopale degli Stati Uniti ) e si sia diffuso ad altre confessioni protestanti tradizionali, inclusi altri protestanti americani , sia luterani che presbiteriani, entro il 1962, e al cattolicesimo entro il 1967. I metodisti si sono uniti al movimento carismatico negli anni ’70. (2) La “teologia della prosperità” è una credenza diffusa tra alcuni gruppi di cristiani protestanti carismatici, originari degli Stati Uniti, secondo cui la benedizione finanziaria e il benessere fisico sono sempre la volontà di Dio per loro, e che la fede, la confessione positiva delle Scritture e le donazioni a cause caritatevoli e religiose aumenteranno la ricchezza materiale. Il successo materiale e soprattutto finanziario è visto come prova della grazia o del favore e delle benedizioni divine, e il contrario, come segno di giudizio. La “teologia della prosperità” è considerata eretica da quasi tutte le altre denominazioni cristiane; è stata criticata da leader di varie denominazioni cristiane , compresi i movimenti pentecostali e carismatici , i quali sostengono che sia irresponsabile, promuova l’idolatria e sia contraria alla Bibbia. Fu durante il Healing Revival degli anni ’50 che la “teologia della prosperità” e il movimento carismatico moderno acquisì per la prima volta importanza negli Stati Uniti. (3) La parusia (dal greco parousía, “presenza” o “arrivo”) indica principalmente la venuta gloriosa di Gesù Cristo alla fine dei tempi. Originariamente usato nel greco antico per visite ufficiali di sovrani, il termine descrive nel cristianesimo il ritorno definitivo di Cristo, mentre nel platonismo indica la presenza delle idee nella realtà sensibile.   Altre informazioni: https://ilmanifesto.it/teocrazia-usa-contro-gli-ayatollah-il-disegno-e-divino https://pagineesteri.it/2026/03/10/in-evidenza/usa-e-israele-aggressione-iran-guerra-santa/ https://www.lastampa.it/esteri/2026/03/07/news/la_guerra_santa_di_trump_cosi_tiene_lontano_gli_epstein_files-15534799/ https://www.invictapalestina.org/archives/40171 Vito Mancuso, Dio, Trump e la guerra delle Scritture: così c’è chi piega la Bibbia ai propri fini, La Stampa, 16 marzo 2026 https://www.lastampa.it/politica/2026/03/16/news/dio_trump_e_la_guerra_delle_scritture_cosi_c_e_chi_piega_la_bibbia_ai_propri_fini-15546327/ Informazioni su Kahanismo: > Israele: il kahanismo è tornato. E questa volta vuole restare Sulla diffusione negli anni Ottanta di questo ed altri movimenti estremisti, cfr. Sprinzak, Ehud, “The Emergence of the Israeli Radical Right”, in Comparative Politics, 21, no. 2 (January 1989): 171-192.   Lorenzo Poli
April 7, 2026
Pressenza
SI, TUTTI GLI EBREI!
di Amanda Gelender (ripreso da invictapalestina.org) Tutti gli ebrei devono annientare il Sionismo all’interno del Giudaismo. Gli ebrei devono distruggere lo Stato israeliano e l’ideologia sionista nella sua interezza, in ogni suo nodo e tentacolo, inclusa la colonia che ospita Israele: l’America. Mi sta più a cuore la Palestina che l’Ebraismo. Se l’Ebraismo deve morire perché la Palestina possa vivere,