“Fuori dal fossile e dalle guerre”. Le Red Rebel di Extinction Rebellion sfilano sul lungomare di Ravenna contro i combustibili fossili
Ravenna, 19/04/26 – Le Red Rebels di Extinction Rebellion hanno percorso il
lungomare di Ravenna per lanciare un grido di allarme nella città simbolo della
dipendenza dai combustibili fossili e dal traffico di armi. Con una camminata
silenziosa, vestiti rossi e trucco bianco, il movimento denuncia il ruolo del
territorio negli investimenti legati al gas fossile e nel traffico di armi usate
a Gaza. “Fuori Ravenna da fossile e guerre”.
Nel pomeriggio di domenica 19 aprile, delle figure vestite di rosso, avvolte in
lunghi abiti scarlatti e con il volto dipinto di bianco, hanno sfilato da Punta
Marina lungo viale dei Navigatori, fino a entrare lentamente in mare. Si tratta
della Red Rebel Brigade, collettivo performativo apparso durante le prime
manifestazioni del movimento Extinction Rebellion a Londra nel 2018. Le Red
Rebel utilizzano la teatralità della loro lenta e silenziosa processione per
richiamare l’attenzione sulle crisi legate all’emergenza eco-climatica,
all’ingiustizia sociale e alle guerre. Il luogo scelto non è casuale: Ravenna è
infatti una città simbolo della dipendenza dai combustibili fossili e dal
traffico di armi.
A pochi chilometri dalla costa di Ravenna si trova il rigassificatore che
permetterà di lavorare il gas e distribuirlo attraverso a una massiccia rete di
tubature, ma la Valutazione di Impatto Ambientale è stata fatta in soli 180
giorni, tempi pericolosamente rapidi per un progetto così grande. Inoltre,
sottolinea Extinction Rebellion, il gas viene raccontato come alternativa “più
sostenibile” al petrolio o ad altri combustibili fossili, ma la stessa Agenzia
Internazionale dell’Energia sottolinea come sia composto principalmente da
metano, un gas serra molto potente che, in 20 anni, riscalda l’atmosfera circa
80 volte più della CO₂. Se si verificano perdite durante estrazione,
liquefazione, trasporto o rigassificazione, anche solo del 3%, il vantaggio
climatico del gas rispetto al carbone può ridursi molto o annullarsi. Sempre a
Ravenna, i colossi energetici ENI e SNAM stanno realizzando un pericoloso
progetto di cattura e stoccaggio della Co2 nei fondali marini. Una falsa
soluzione, secondo un rapporto di ReCommon, e una tecnologia “più rischiosa che
utile” per il WWF. L’avvio delle attività è stato annunciato a ottobre 2024
senza alcuna consultazione con la cittadinanza, nonostante i rischi di sismicità
indotta, di tossicità in caso di perdite, e a quelli legati al processo di
cattura (dato l’uso di solventi e reagenti).
I combustibili fossili, come il gas e il petrolio, hanno però un ruolo centrale
anche nelle guerre che continuano a scoppiare nel mondo. In questo contesto, il
porto di Ravenna rappresenta anche uno snodo per il traffico di armi verso
diversi Paesi in guerra, in particolare verso Israele, che secondo la Corte
Penale Internazionale sta commettendo crimini di guerra e crimini contro
l’umanità. Secondo un dossier di Altreconomia, nel porto di Ravenna i precursori
di esplosivi sono aumentati di 17 volte confrontando i primi 8 mesi del 2023 con
i primi 8 mesi del 2024, in concomitanza con inizio del genocidio a Gaza, e le
munizioni sono aumentate del doppio. La situazione non è passata inosservata
sotto gli occhi degli e delle abitanti di Ravenna, che negli ultimi anni
attraverso il “Coordinamento ravennate Per il Clima – Fuori dal Fossile” e
“Coordinamento popolare contro i traffici di armi nel porto di Ravenna” hanno
portato avanti diverse proteste, e che sono stati presenti anche questo
pomeriggio a supporto della manifestazione.
L’iniziativa di oggi arriva proprio nei giorni in cui la Climate Justice
Flotilla sta navigando verso santa Marta (Colombia), dove dal 24 al 29 aprile si
terrà la prima “Conferenza globale per una transizione giusta fuori dai
combustibili fossili”, per progettare una gestione coordinata dell’uscita dai
combustibili fossili e affrontare le sue implicazioni economiche e sociali. In
vista di questo appuntamento, ONG, movimenti e sindacati hanno inviato un
appello a deputati, senatori ed europarlamentari italiani chiedendo un impegno
chiaro e coerente dell’Italia e dell’Unione Europea nel rafforzare l’ambizione
climatica internazionale. La mobilitazione della società civile proseguirà nelle
prossime settimane, culminando nella settimana di mobilitazione del 2 giugno
lanciata da Extinction Rebellion nella capitale, “La PrimaVera Democrazia”, con
l’obiettivo di intensificare la pressione politica e sociale per accelerare
l’uscita dai combustibili fossili, a Ravenna e in tutta Italia.
Redazione Romagna