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Perù: respinta la richiesta di grazia per l’ex presidente Pedro Castillo
Il Ministero della Giustizia e dei Diritti Umani ha respinto la richiesta di grazia a favore dell’ex presidente Pedro Castillo Terrones, presentata dal deputato Elías Varas. La Direzione delle Grazie Presidenziali ha comunicato che il fascicolo non specificava il tipo di grazia presidenziale (grazia, commutazione della pena o diritto di grazia) né soddisfaceva i requisiti di base del Regolamento Interno della Commissione per le Grazie Presidenziali. Con la decisione del Ministero della Giustizia, si chiude la possibilità di un perdono che il presidente José María Balcázar avrebbe potuto concedere prima di lasciare la carica, uno degli impegni da lui assunti nei confronti dei sostenitori di Castillo. L’ex presidente Pedro Castillo sta scontando una pena di 11 anni di reclusione nel carcere di Barbadillo, a seguito del suo tentativo di colpo di Stato del 7 dicembre 2022, quando aveva trasmesso un messaggio alla nazione in cui scioglieva il Congresso della Repubblica. Successivamente è stato destituito dal Congresso e arrestato, fino a quando, nel novembre 2025, il tribunale lo ha condannato per il reato di cospirazione a fini di ribellione, assolvendolo dall’accusa di ribellione consumata, poiché non aveva preso le armi. Un giorno prima della decisione della Commissione per le Grazia Presidenziali, la Corte Suprema di Giustizia ha respinto il ricorso in appello presentato dalla difesa di Castillo Terrones e ha confermato la sua custodia cautelare per 12 mesi. IL GOVERNO IGNORA LE RACCOMANDAZIONI DELL’ONU Va ricordato che lo scorso luglio il Gruppo di lavoro sulla detenzione arbitraria dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) ha concluso che la detenzione dell’ex presidente Pedro Castillo Terrones è «arbitraria» e ne ha raccomandato l’immediata liberazione, concedendo allo Stato peruviano un termine di sei mesi per riferire in merito alle difficoltà nell’attuazione delle raccomandazioni. Il governo mantiene una posizione di non ottemperanza, sottolineando che la dichiarazione non è vincolante. Redacción Perú
July 24, 2026
Pressenza
Perù: Pedro Castillo: «Hanno orchestrato il mio arresto e la mia immediata destituzione»
L’ex presidente Pedro Castillo ha denunciato sul proprio account X che «lo Stato peruviano ha violato in modo flagrante i suoi diritti umani e che è stato oggetto di un arresto arbitrario mentre ricopriva la carica di presidente della Repubblica, lo scorso 7 dicembre 2022». Castillo Terrones ha preso posizione in seguito al rapporto del Gruppo di lavoro sulla detenzione arbitraria delle Nazioni Unite (ONU), che ha emesso il Parere n. 78/2025 in cui conclude che la sua detenzione è stata arbitraria e ne raccomanda l’immediato rilascio. «I funzionari del sistema giudiziario e le organizzazioni politiche che hanno orchestrato il mio arresto e la mia immediata destituzione hanno agito in modo del tutto illegale, violando l’immunità presidenziale inventando un’inesistente fattispecie di flagranza di reato e di un presunto “sollevamento armato” che non è mai avvenuto, violando in tal modo lo Stato di diritto», sottolinea nel comunicato pubblicato sul suo account su X. L’ex presidente ha chiesto che si dia immediata esecuzione a quanto disposto dal GTDA poiché «quest’ultimo ha adottato tale decisione sulla base del proprio mandato e dei principi universali sanciti dal Patto internazionale sui diritti civili e politici (PIDCP), trattato internazionale vincolante di cui lo Stato peruviano è parte e che è tenuto a rispettare in buona fede, nel quadro dei propri impegni internazionali». Di seguito, il messaggio dell’ex presidente Pedro Castillo alla cittadinanza nazionale e internazionale: «Al popolo peruviano e ai popoli del mondo; alle organizzazioni che difendono i diritti delle persone e dei popoli; e agli organi di amministrazione della giustizia: Io, José Pedro Castillo Terrones, in qualità di presidente costituzionale della Repubblica del Perù, eletto dalla volontà sovrana del popolo, mi rivolgo a voi con la morale alta, la dignità intatta e la fermezza che mi conferiscono la verità storica e la legalità, per annunciarvi una pietra miliare di grande importanza nella lotta per la giustizia di fronte al crollo del sistema democratico nel nostro Paese, di cui sono stato vittima, insieme al mio popolo, negli ultimi anni. Rendo pubblico che il Gruppo di lavoro sulla detenzione arbitraria dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) ha emesso ufficialmente il Parere n. 78/2025 in relazione al mio caso. In questa storica decisione, tale organo internazionale ha stabilito, in modo inequivocabile, che lo Stato peruviano ha violato in modo flagrante i miei diritti umani e che sono stato oggetto di una detenzione arbitraria mentre ricoprivo la carica di presidente della Repubblica, lo scorso 7 dicembre 2022. Questa decisione conferma, in modo inequivocabile, che la mia incarcerazione non ha mai avuto alcuna giustificazione ed è stata effettuata in violazione delle norme fondamentali del costituzionalismo, del procedimento di impeachment, del giusto processo e degli accordi internazionali. Il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite ha adottato questa determinazione sulla base del proprio mandato e dei principi universali sanciti dal Patto internazionale sui diritti civili e politici (PIDCP), trattato internazionale vincolante di cui lo Stato peruviano è parte e che è tenuto a rispettare in buona fede, nel quadro dei propri impegni internazionali. Il mondo è ora a conoscenza delle conclusioni contenute in questo parere e può constatare come i funzionari del sistema giudiziario e le organizzazioni politiche che hanno orchestrato il mio arresto e la mia immediata destituzione abbiano agito in modo del tutto illegale, violando l’immunità presidenziale inventando un’inesistente fattispecie di flagranza di reato e di un presunto «sollevamento armato» che non è mai avvenuto, violando in tal modo lo Stato di diritto. In tal senso, lancio un appello energico ed esorto con fermezza tutti gli organismi nazionali e internazionali per la tutela dei diritti umani, nonché le autorità giudiziarie del Perù, a rispettare immediatamente e ad attuare quanto disposto da questo organo delle Nazioni Unite. Continuare a ignorare questa dichiarazione internazionale non solo aggrava la persecuzione politica nei miei confronti, ma pone lo Stato peruviano in una condizione di aperta ribellione e di violazione del diritto internazionale. Infine, esprimo la mia profonda gratitudine ai milioni di peruviani che non si sono arresi e che hanno compreso chiaramente che tutto ciò che è stato fatto contro di me era inteso a punire il popolo per aver eletto uno dei propri fratelli, i quali, con la loro instancabile lotta nelle strade, la loro fermezza e il loro sostegno morale, sono stati fondamentali affinché la verità internazionale risplendesse di fronte all’ingiustizia. Esprimo inoltre la mia eterna gratitudine per il lavoro svolto dal team legale internazionale. José Pedro Castillo Terrones Presidente costituzionale della Repubblica del Perù (2021-2026)». Redacción Perú
July 12, 2026
Pressenza
Perù: un organismo dell’ONU conclude che la detenzione di Pedro Castillo è arbitraria
Il Gruppo di lavoro sulla detenzione arbitraria delle Nazioni Unite (ONU) ha concluso che la detenzione dell’ex presidente Pedro Castillo Terrones è «arbitraria» e ne ha raccomandato l’immediato rilascio. Inoltre, ha chiesto al governo peruviano di fornire, entro sei mesi, informazioni sulle difficoltà che potrebbe incontrare nell’attuazione delle «raccomandazioni» formulate dall’istituzione internazionale. Il Gruppo di lavoro sulla detenzione arbitraria delle Nazioni Unite (GTDA) ha valutato la detenzione dell’ex presidente Pedro Castillo, a seguito del fallito colpo di Stato del 7 dicembre 2022, e la difesa dello Stato peruviano, concludendo che il procedimento non si è svolto nel rispetto del quadro giuridico, non sono stati rispettati l’immunità e il diritto a un processo preliminare; e non è stato rispettato il diritto a un processo equo. RILASCIO IMMEDIATO Il GTDA ha raccomandato il suo immediato rilascio, concedendogli un risarcimento, e ha inoltre richiesto un’indagine approfondita e indipendente sulle circostanze della sua privazione della libertà. «Il Gruppo di lavoro ritiene che, tenuto conto di tutte le circostanze del caso, il rimedio adeguato sarebbe quello di rimettere immediatamente in libertà il sig. Castillo e di garantirgli il diritto effettivo a ottenere un risarcimento e altre forme di riparazione, in conformità con il diritto internazionale», ha affermato il GTDA in un rapporto di 19 pagine datato 4 giugno 2026. L’organismo ha riscontrato che la detenzione arbitraria ha violato gli articoli 3, 9, 10 e 11 della Dichiarazione dei diritti umani, in particolare i diritti alla libertà, a non essere detenuti arbitrariamente, alla presunzione di innocenza, al diritto di essere giudicati da un tribunale competente e al diritto a una difesa adeguata. Va sottolineato che, lo scorso maggio, il vicepresidente di Fuerza Popular (fujimorismo), Miguel Torres, ha ammesso in un’intervista «che il partito guidato da Keiko Fujimori ha coordinato con il Congresso, la Procura —all’epoca guidata da Patricia Benavides— e altri settori per destituire l’ex presidente Pedro Castillo». PROBABILE GRAZIA? La risoluzione del GTDA arriva in un momento in cui il presidente José María Balcázar sta valutando la possibilità di concedere la grazia all’ex presidente Pedro Castillo Terrones; mentre la presidente eletta Keiko Fujimori, che assumerà il mandato il prossimo 28 luglio, ha precisato che qualsiasi grazia deve essere concessa nel rispetto della legge. Redacción Perú
July 11, 2026
Pressenza
Perù con il fiato sospeso
L’esito del primo turno presidenziale, di domenica 12 aprile, è ancora in forse a seguito del caos elettorale che costretto il governo a prolungare l’apertura dei seggi fino al giorno successivo in alcune zone di Lima. Al momento, è sicura di raggiungere il ballottaggio Keiko Fujimori, mentre si disputano il secondo posto Rafael López Aliaga, anch’esso di estrema destra, e