La miniserie prossimamente in onda su Rai 1 e Rai Play
Negli anni Ottanta in Sicilia si incrociano i destini del giudice ragazzino e di
un gruppo di giovani stiddari, cresciuti nella povertà e attratti dalla
criminalità come ‘via di riscatto’.
Nato a Canicattì nel 1952, dal 1979 sostituto procuratore al Tribunale di
Agrigento, Rosario Livatino combatte il potere mafioso colpendone patrimoni,
interessi economici e radicamento nel territorio dove, intanto, la stidda
conquista spazi e consensi. Quando viene assassinato ha 37 anni.
La sua biografia redatta a cura del Centro Studi Rosario Livatino – fondato da
un gruppo di giuristi, magistrati, avvocati, docenti universitari e notai –
riferisce che “Nel decennio dal 29 settembre 1979 al 20 agosto 1989, come
Sostituto Procuratore della Repubblica, Livatino si è occupato delle più
delicate indagini antimafia, di criminalità comune ma anche, nel 1985, di quella
che poi negli anni 1990 sarebbe scoppiata come la Tangentopoli siciliana. Fu
ucciso la mattina del 21 settembre 1990 sul viadotto Gasena lungo la SS 640
Agrigento-Caltanissetta mentre, alla guida della propria auto, si recava in
Tribunale. Per la sua morte sono stati individuati, grazie al testimone oculare
Pietro Nava, i componenti del gruppo omicida e i mandanti, e tutti sono stati
condannati, in tre differenti tronconi processuali”.
Nel 2021 Chiesa cattolica ha proclamato Rosario Livatino un beato, martire della
lotta alla mafia, che l’Assemblea generale della CEI (Conferenza Episcopale
Italiana) lo scorso maggio ha elevato patrono dei magistrati – Vatican News /
Rosario Livatino, la giustizia sotto lo sguardo di Dio
> Quando moriremo non ci verrà chiesto se siamo stati credenti, ma se siamo
> stati credibili – Rosario Livatino
“La personalità del giudice Rosario Livatino potrebbe essere riassunta in questa
sua frase, che fa il paio con quella in cui sosteneva che un magistrato non deve
limitarsi a essere indipendente, ma deve anche apparire tale. Profondamente
religioso, da bambino Livatino era soprannominato 101 anni per la precoce
maturità e saggezza. Privo di scorta perché l’aveva sempre rifiutata, il 21
settembre 1990 Livatino fu freddato lungo la strada Canicattì-Agrigento. Paolo
Borsellino fu fra i primi ad accorrere sul posto. All’indomani dell’omicidio,
Giovanni Falcone immaginò che di lì a poco nessuno si sarebbe più ricordato di
Livatino, vista la minore centralità che Agrigento aveva rispetto a Palermo
nella lotta alla mafia. La realtà di Girgenti era quella di una città ripiegata
su se stessa, dove alcuni dei superiori di Livatino avevano frequentazioni
imbarazzanti. Livatino invece si distingueva per la ritrosia verso le uscite
pubbliche, si teneva lontano da ogni possibile clamore mediatico, con un
atteggiamento che, unito alle sue inchieste e ai suoi processi, favorì la
decisione di ucciderlo. Nando dalla Chiesa è dubbioso riguardo l’estraneità di
Cosa Nostra all’assassinio: difficile, seppur non impossibile, che la decisione
di eliminare Livatino sia stata della sola Stidda. Il giudice ragazzino, il
libro che Nando Dalla Chiesa scrisse sulla vicenda Livatino, volle essere anche
una risposta alla previsione di Falcone” – Rai Cultura / Rosario Livatino, “il
giudice ragazzino” sottratto all’oblio.
La storia di Rosario Livatino, che la Chiesa ha proclamato un ‘beato’, martire
della lotta alla mafia, e il ‘patrono dei magistrati’, viene narrata in una
miniserie televisiva LIVATINO IL GIUDICE E I SUOI ASSASSINI, una coproduzione
Rai Fiction – Goldenart Production – Rai Com prodotta da Federica Luna Vincenti
e realizzata con contributi del Ministero della Cultura / Direzione Generale
Cinema e audiovisivo, della Regione Sicilia / Assessorato del Turismo, dello
Sport e dello Spettacolo e di Sicilia Film Commission.
Il cast di interpreti – tra cui Giuseppe De Domenico nel ruolo del protagonista
principale e Leonardo Maltese, Nino Frassica, Michela De Rossi, Ninni Bruschetta
e Brenno Placido – è stato condotto da Michele Placido, per la sua prima volta
alla regia di una fiction per la Rai.
Il ciclo di 4 episodi da 50′ ciascuno andrà in onda prossimamente su Rai 1 e Rai
Play.
Redazione Italia