La ricerca scientifica
Ieri, 22 aprile, nel ‘calendario’ di iniziative svolte in concomitanza della
Giornata mondiale delle vittime dell’amianto, che viene celebrata il 28 aprile,
a Casale Monferrato è stato presentato il “Progetto Mesotelioma”, un programma
di ricerche medico-scientifiche per la cura della malattia letale provocata
dall’esposizione all’amianto.
Lo studio è promosso da AFeVA (Associazione Familiari e Vittime dell’Amianto) di
Casale Monferrato insieme alla Rete Oncologica Regionale piemontese. Le sue
metodologie sono state illustrate dal professor Massimo Aglietta, responsabile
della Rete Oncologica Regionale e coordinatore del progetto, la
professoressa Irma Dianzani, docente di patologia genetica all’UPO (Università
del Piemonte Orientale), e la dottoressa Federica Grosso, coordinatrice della
struttura dell’ASO di Alessandria dedicata al mesotelioma.
Al convegno hanno partecipato numerosi studenti delle scuole cittadine. A nome
di AFeVA è intervenuto Bruno Pesce, che nel proprio discorso ha evidenziato
l’importanza degli investimenti che incentivano la ricerca medico-scientifica
per la cura del mesotelioma e la bonifica di città e territori dall’amianto e,
rammentando il coraggio e l’impegno di Romana Blasotti Pavesi per la sua
rivendicazione, ha ricordato lo scopo della giustizia richiesta dai pubblici
ministeri al processo Eternit bis e dalle parti civili coinvolte nella class
action:
> Il professor Massimo Aglietta e i suoi collaboratori hanno prima valutato i
> risultati del progetto che ha preceduto l’attuale e che aveva visto i lavori
> su quattro indirizzi di ricerca mediante, oltre all’UPO con la professoressa
> Dianzani e alla S.S.D. con la dottoressa Grosso, altri istituti di ricerca. Da
> tali valutazioni sono derivati gli indirizzi dell’attuale progetto.
>
> Oltre agli obiettivi scientifici posti a capo del progetto, occorre mantenere
> e sviluppare le necessarie ottimizzazioni delle varie attività che concorrono
> a tutto il percorso rivolto al mesotelioma. Questo è ancor più necessario a
> livello nazionale. Sono previste riunioni con cadenza semestrale per valutare
> lo stato di avanzamento, con i vari soggetti coinvolti e due convegni di
> carattere divulgativo, ai quali naturalmente parteciperemo anche noi. La rete
> oncologica valuterà annualmente i risultati scientifici.
>
> La ricerca sul mesotelioma è un obiettivo primario, con la giustizia e la
> bonifica, della lunga vertenza territoriale che ha visto partecipare
> attivamente la nostra associazione, prima ancora il sindacato e i pochissimi
> ambientalisti dell’epoca, dalla fine degli anni ’70.
>
> Successivamente si sviluppò il ruolo assolutamente indispensabile delle
> istituzioni ai vari livelli con le molteplici competenze.
>
> Ci teniamo a sottolineare la partecipazione straordinaria della nostra
> comunità, degli ammalti dei familiari dei cittadini singolarmente o mediante
> le scuole – tutte – e le varie associazioni articolate nella società. Questo è
> ciò che amo definire esercizio della democrazia, decisivo per l’affermazione
> di una resilienza attiva e sempre propositiva, garantendo la continuità di
> questa battaglia di civiltà.
>
> Con le istituzioni si sono caratterizzate le attività nel SIN – Sito di
> Interesse Nazionale – di Casale Monferrato sui tre obiettivi diventando un
> esempio a livello ben più generale. Si è consolidata una strategia e
> consapevolezza dell’andare avanti un passo alla volta nella giusta direzione,
> creandone le condizioni – sensibilizzazione e aggiornamento continuo degli
> obiettivi – e reagendo alle delusioni e difficoltà. Questo ci è stato imposto
> dalla complessità dei problemi e dal ritardo della politica a livello
> nazionale e internazionale nell’esser consapevoli e impegnati ad affrontare
> concretamente situazioni drammatiche come questa, caratterizzate da enormi
> problematiche ambientali, sanitarie e occupazionali, causate altresì da
> condotte criminali da parte di potenti multinazionali.
>
> Come è stato illustrato in precedenza, il fondo per queste attività di ricerca
> deriva dagli accantonamenti effettuati dai legali di Schmidheiny fino al 2015,
> previsti nell’offerta unilaterale con le transazioni, diciamo “risarcitorie”,
> dei cittadini casalesi vittime dell’amianto, di cui noi unitamente all’ASL,
> avremmo potuto indicare la destinazione agli istituti qualificati di ricerca.
>
> In base alle decisioni allora assunte unanimemente in una grande assemblea
> pubblica una ventina di anni orsono con la presenza delle autorità locali e
> una lunga discussione precisammo che noi avremmo potuto intervenire in tal
> senso esclusivamente a queste condizioni: coinvolgere le istituzioni sanitarie
> pubbliche e garantire una ricaduta positiva sul territorio, nelle nostre
> strutture sanitarie e quindi sui pazienti, possibilmente anche su quelli
> provenienti da altri territori.
>
> Dunque, prima di tutto per la costituzione dell’UFIM – Unità Funzionale
> Interaziendale Mesotelioma, a scavalco degli Ospedali di Casale e di
> Alessandria, con personale dedicato alla ricerca, che vide il prezioso
> trasferimento della dottoressa Grosso dall’Istituto Tumori Rari di Milano.
> L’ottima equipe dell’UFIM ha caratterizzato questa struttura quale centro
> estremamente qualificato per la cura e per la totale presa in carico del
> paziente, anche dal punto di vista psicologico rivolto a malati e familiari.
>
> L’attuale Struttura Semplice Dipartimentale Mesotelioma, costituita dalla
> Regione mediante l’impegno assunto nel Comitato Strategico Regionale amianto
> nel 2019, rappresenta la continuità e la stabilizzazione dell’UFIM, che
> terminò il proprio finanziamento costitutivo dal “fondo” al termine dello
> stesso anno.
>
> L’attuale progetto di ricerca prevede anche il potenziamento del fronte
> rivolto al mesotelioma anche in direzione regionale, naturalmente con la
> partecipazione delle relative strutture sanitarie.
>
> Questo percorso è stato molto laborioso: ha visto varie fasi di ottimo impegno
> e collaborazione da parte delle istituzioni locali e regionali ma anche
> difficoltà e rallentamenti.
>
> In questi lunghi anni siamo riusciti tutti insieme a tenere la barra dritta
> sui due punti iniziali: ruolo della sanità pubblica e ricaduta positiva sul
> territorio e sui pazienti.
>
> Per quanto riguarda la bonifica, occorre completarla in tutto il Sito di
> Interesse Nazionale – 48 comuni, unico caso in Italia e non solo – dandoci dei
> tempi per intervenire a breve nei casi prioritari, con l’obiettivo finale: “il
> Monferrato, territorio de-amiantizzato”. Teniamo presente che i relativi e
> ulteriori fondi stanziati dal Governo nel 2015 sono ancora disponibili in
> parecchi milioni di euro.
>
> Per la giustizia, dopo la sentenza della Cassazione che, contrariamente ai due
> gradi di giudizio precedenti, dichiarò prescritto il disastro ambientale, sia
> pur ancora in pieno svolgimento, siamo in attesa finalmente della sentenza
> della Suprema Corte relativa all’attuale processo.
>
> Auspichiamo con forza che la giustizia possa davvero vedersi affermata, in
> considerazione del fatto che il primo processo penale si svolse a Casale nel
> lontano 1993! Ciò mette in luce la necessità di dotare la Magistratura dei
> mezzi necessari e di normative adeguate a velocizzare i processi e a tutelare
> concretamente il diritto delle vittime a ottenere giustizia.
>
> A proposito di ricerca, mi corre l’obbligo di ribadire la necessità di
> recuperare quanto deciso dalla Conferenza Nazionale Governativa sull’amianto
> del 2012, organizzata dall’allora Ministro Balduzzi: un coordinamento
> nazionale ed europeo, sotto l’egida dell’Italia, con lo scopo di rafforzare e
> coordinare la ricerca scientifica sul mesotelioma.
>
> Questa lunga lotta non è ancora finita: ce lo ricorda quasi tutte le settimane
> una nuova vittima. “Andiamo avanti, non molliamo!” come ci ricordava sempre la
> nostra Romana. La nostra comunità, e non solo, si aspetta da tutti una
> doverosa assunzione di responsabilità per concretizzare le risposte necessarie
> richieste da un dramma così ampiamente sofferto.
Redazione Piemonte Orientale