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Controlli durante le attività sociali: così si interrompe il lavoro nei territori
“Nei giorni scorsi, la cronaca ha dato ampio spazio al racconto dell’intervento delle forze dell’ordine e reparti speciali dei Carabinieri in alcuni giardini e luoghi pubblici della città – denunciano numerose associazioni di Torino – Questi interventi hanno portato alcuni effetti negativi, di cui riferiamo e per cui crediamo sia necessario una discussione pubblica”: > Nel pomeriggio di venerdì 3 aprile scorso all’interno del Giardino Madre > Teresa di Calcutta durante le attività previste per il progetto L’Intreccio > sono accaduti dei fatti gravi. > > Alle ore 17:35 sono apparse due volanti dei Carabinieri e due jeep del 1º > Reggimento Carabinieri Paracadutisti Tuscania. I componenti di quest’ultimo > reggimento erano a volto coperto. Le entrate pubbliche del Giardino Madre > Teresa, quella su corso Giulio Cesare e quella su corso Vercelli, sono state > chiuse, impedendo la libera circolazione delle persone in entrata e uscita > dall’area verde. > > I componenti di entrambe le forze militari hanno iniziato a chiedere i > documenti alle persone presenti al Giardino, trattenendole ingiustificatamente > per più di un’ora, compresi coloro che stavano svolgendo le attività del > progetto L’Intreccio, finanziato dal Fondo Sociale Europeo, dal Programma > Nazionale Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027. > > A nulla è servita l’identificazione da parte delle operatrici e degli > operatori come lavoratrici e lavoratori di un progetto finanziato dalla Città > di Torino. Le operatrici e gli operatori hanno cercato di capire il motivo del > controllo e del volto coperto, senza ottenere risposta: da lì a poco, sono > iniziate le perquisizioni fisiche, di vestiti e borse, facendo svuotare tutto > sulle panchine e controllando ogni singolo oggetto. La perquisizione ha > toccato esclusivamente cinque operatrici e operatori in servizio del progetto > L’Intreccio e una persona che frequenta spesso il Giardino, con cui le > operatrici e gli operatori stavano dialogando. I documenti sono stati > trattenuti per più di un’ora: intorno alle 19:05 i documenti sono stati > restituiti insieme ai verbali di perquisizione. > > In quella fascia oraria, in un giorno pre-festivo, il giardino era popolato > prevalentemente da bambine e bambini, genitori, nonne e nonni, oltre alle > persone che quotidianamente si trovano nell’area verde. La prolungata chiusura > di uno spazio pubblico ha provocato disagio e paura. > > Questa operazione militare si colloca in un’azione più ampia che tocca le > cosiddette “zone rosse”. Non tiene però conto che il Giardino Madre Teresa è > presidiato, ormai da quasi un anno, dal progetto L’Intreccio, che costruisce > relazioni quotidiane con le persone che vivono il giardino, favorendo > responsabilità condivisa, convivenza e prevenzione dei conflitti, con > l’obiettivo di fornire una lettura differente della complessità del Giardino, > che passi da essere un luogo percepito come pericoloso a un’area della città > in evoluzione e cambiamento positivo. Fermo restando che crediamo fermamente > che ogni essere umano debba essere trattato con rispetto e dignità, in ogni > circostanza, riteniamo ancora più inaccettabile che persone che stanno > lavorando in uno spazio così fragile e complesso vengano trattate in un modo > inadatto al lavoro di cura, relazione e presidio sociale. > > Il valore del nostro lavoro, come gruppo di associazioni del progetto > L’Intreccio, ma anche come enti del Terzo Settore che lavorano in un altro > progetto all’interno dell’avviso pubblico “Bella Storia”, dev’essere > ampiamente riconosciuto anche in merito alla sicurezza percepita e sostanziale > che viene fornita al Giardino. > > Riteniamo, dunque, necessario interrogarci sulle modalità degli interventi, > affinché non compromettano i percorsi sociali attivati e finanziati con > risorse pubbliche, che operano con efficacia proprio per prevenire situazioni > di marginalità e conflitto. > > I primi effetti negativi dell’intervento si sono già visti: le signore che > frequentano il corso di italiano preferiscono incontrarsi al chiuso, allo > Spazio di Comunità di corso Giulio Cesare 34; diverse persone non si sono più > viste in questi giorni, mamme con bambine e bambini ci hanno detto di aver > scelto altri spazi giochi perché l’intervento delle forze armate a volto > coperto li ha molto turbati e non si sentono sicuri. > > Consci del fatto che la Città di Torino, oltre al finanziamento pubblico, ha > deciso di riconoscere come scommessa politica la rigenerazione del Giardino > attraverso un’azione sociale coordinata da diverse realtà del Terzo Settore, > abbiamo chiesto formalmente un incontro al governo della Città di Torino in > cui insieme alle realtà territoriali che fanno capo al progetto L’Intreccio ci > possa essere un confronto e si possa discutere sui bisogni che il territorio > richiede. L’incontro è stato accolto e stiamo definendo gli sviluppi. > > Inoltre, vogliamo realizzare un incontro pubblico con gli enti attivi in > progettualità che curano la prossimità e l’educativa di strada, a cui saranno > invitate la Città di Torino e il Prefetto, per condividere il lavoro che si > sta facendo, esprimere dissenso sulle modalità di intervento delle forze > militari che rischiano di vanificare tale lavoro e chiedere quali sono i > risultati di operazioni di controllo condotte con tali modalità. * Fondazione di Comunità Porta Palazzo ETS * Associazione Arteria * ACFIL – Associazione Culturale Filippina del Piemonte * Atypica – Cooperativa Sociale Educadora ETS * Fondazione CLT * Terreno Comune * Il Campanile ETS * Associazione Isola di Arran * Associazione Fuori di Palazzo * Refugees Welcome Italia * Torino Sp4zio Aps Redazione Torino
April 17, 2026
Pressenza