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23 aprile, incontro “La Cina al centro” con il prof. M. Scarpari
L’Associazione culturale Tina Modotti APS e Knulp invitano   giovedì 23 aprile alle ore 17.30 presso il bar-libreria Knulp in via Madonna del mare 7/A (Trieste)   all’incontro “Dalla Cina al centro alla Cina nell’era Trump”. Il prof. Maurizio Scarpari, autore del libro La Cina al centro. Ideologia imperiale e disordine mondiale (Il Mulino), dialogherà con Giovanni Leghissa (Università di Torino).   Cina contro Occidente, autocrazie contro democrazie? Quali sono le ragioni storiche e culturali alla base del modello di potere cinese, ritenuto da Xi Jinping superiore a quello delle democrazie liberali? Impossibile rispondere senza legare l’attualità alla storia imperiale. Il progetto di Xi è infatti quello di porre la Cina al centro, com’era nella concezione cinese prima dell’arrivo delle potenze occidentali, e di tornare a occupare la scena del mondo, da protagonista. Lo scontro non è solo economico e politico, ma anche culturale e valoriale: a essere messi in discussione sono infatti gli stessi principi liberali, fondamento delle democrazie di un Occidente oggi sempre più preda di una forte crisi identitaria. Contrapponendo un nuovo assetto internazionale a quello creato dai vincitori della Seconda guerra mondiale, la Cina di Xi si avvicina adesso alla Russia di Putin. Ci troviamo di fronte a un nuovo tornante della storia? Riuscirà il mondo a evitare un nuovo conflitto mondiale?   Maurizio Scarpari ha insegnato Lingua cinese classica all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Tra i suoi libri: Il Confucianesimo. I fondamenti e i testi (Einaudi, 2010) e Mencio e l’arte di governo (Marsilio, 2013); per le Grandi Opere Einaudi ha curato La Cina (2009-2013), sulla civiltà cinese dalle origini ai giorni nostri. Con il Mulino ha già pubblicato Il Daoismo (con A. Andreini, 2007) e Ritorno a Confucio. La Cina di oggi fra tradizione e mercato (2015).   “C’è molto da fare e, quindi, molto da studiare”   Rosa Luxemburg   ASSOCIAZIONE CULTURALE TINA MODOTTI – APS Via Ponziana 14 – 34137 Trieste C.F. 90104220323 Redazione Friuli Venezia Giulia
April 22, 2026
Pressenza
3° incontro del ciclo (Ri)pensare il colonialismo italiano
L’Associazione culturale Tina Modotti APS e l’Istituto giuliano di Storia, Cultura e Documentazione di Trieste e Gorizia invitano sabato 18 aprile alle ore 18.15 presso i locali dell’Associazione, in Casa del popolo “A. Gramsci” in via Ponziana 14 (1° piano) all’incontro (Ri)pensare il colonialismo italiano (2° ciclo): presentazione del libro Debre Libanos 1937. Il più grave crimine di guerra dell’Italia (Laterza, 2020), del prof. Paolo Borruso (Università cattolica di Milano). L’autore dialogherà con il prof. Fulvio Senardi. “Debre Libanos è il più importante monastero d’Etiopia: è il cuore della Chiesa etiopica, la più antica Chiesa africana con caratteri veramente originali, maturati lungo i secoli. Il cristianesimo etiopico è stato l’asse portante del secolare impero che il negus neghesti Haile Selassie incarnava. Il negus rappresentava il legame con la tradizione nazionale, era il protettore della Chiesa, formalmente dipendente dal patriarcato copto di Alessandria d’Egitto, ma in realtà sotto il controllo dei sovrani […] A Debre Libanos avvenne una tremenda strage di monaci, diaconi, sacerdoti, fedeli, giovani, studenti, addirittura vicini della stessa area geografica, compiuta dagli italiani nel 1937, specie tra il 20 e il 29 maggio, come risposta all’attentato al viceré, maresciallo Graziani. Questo è il più grave crimine di guerra commesso dall’Italia. Ma, in Italia, non si è parlato di Debre Libanos. L’ha fatto solo qualche studioso coraggioso, come Angelo Del Boca, che ha ricostruito gli aspetti oscuri della guerra d’Etiopia…” (dalla prefazione di Andrea Riccardi).  Redazione Friuli Venezia Giulia
April 17, 2026
Pressenza