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I nuovi “quartieri urbani” di Roma approvati dall’Assemblea Capitolina (con gli elaborati)
immagini degli elaborati L’Assemblea Capitolina ha approvato il 1 ottobre la “99ª Proposta (Dec. G.C. n. 62 del 7 luglio 2026) Suddivisione del territorio di Roma Capitale in “Quartieri Urbani” e individuazione di Zone Funzionali non residenziali“. Ci auguriamo che la nuova suddivisione contribuisca a una pianificazione urbanistica più vicina ai territori e a una più adeguata organizzazione dei servizi, e soprattutto che dia finalmente il via a reali “processi di partecipazione e coinvolgimento della cittadinanza“. Pubblichiamo il dispositivo della Deliberazione e il comunicato del sito istituzionale. In download la Delibera e tutti gli allegati (AmBm) “99ª Proposta (Dec. G.C. n. 62 del 7 luglio 2026) Suddivisione del territorio di Roma Capitale in “Quartieri Urbani” e individuazione di Zone Funzionali non residenziali” scarica la Delibera (…) L’ASSEMBLEA CAPITOLINA DELIBERA 1) di approvare la suddivisione del territorio di Roma Capitale in: * a) 334 “Quartieri Urbani” che, fermo restando il riferimento dei Municipi quali ambiti territoriali, rappresentano il punto di osservazione per la pianificazione, laprogrammazione e la gestione delle politiche pubbliche; * b) 22 “Rioni” della Città storica ricadenti nel territorio del Municipio Roma I, confermati nella denominazione e nella perimetrazione vigente, non oggetto di modifica con il presente provvedimento; * c) 101“Zone Funzionali” non residenziali, quali ambiti territoriali con specifiche destinazioni d’uso e funzioni strategiche; 2) di stabilire che i Quartieri Urbani costituiscono riferimento per: * − la raccolta, l’analisi, elaborazione e diffusione dei dati statistici; * − l’analisi dei fenomeni sociali, economici e territoriali; * − la pianificazione, la programmazione e localizzazione dei servizi pubblici; * − la pianificazione e l’attuazione delle politiche di prossimità; * − i processi di partecipazione e coinvolgimento della cittadinanza; 3) di stabilire che a ciascun Quartiere Urbano è attribuito un codice identificativo univoco nella forma “QU-[numero municipio]-[numero progressivo]”, finalizzato a garantirne la riconoscibilità amministrativa e l’integrazione nei sistemi informativi dell’Amministrazione; di stabilire che a ciascuna Zona Funzionale è attribuito un codice identificativo univoco nella forma “ZF-[numero municipio]-[numero progressivo]”, finalizzato a garantirne la riconoscibilità amministrativa e l’integrazione nei sistemi informativi dell’Amministrazione; 4) di stabilire che a ciascuna Zona Funzionale è attribuito un codice identificativo univoco nella forma “ZF-[numero municipio]-[numero progressivo]”, finalizzato a garantirne la riconoscibilità amministrativa e l’integrazione nei sistemi informativi dell’Amministrazione; 5) di dare atto che la delimitazione dei Quartieri Urbani e delle Zone Funzionali è definita negli elaborati cartografici allegati, che costituiscono parte integrante e sostanziale del presente provvedimento; 6) di demandare agli uffici competenti: * − l’integrazione della nuova articolazione territoriale nei sistemi informativi; * − l’aggiornamento periodico dei perimetri; * − la gestione e diffusione dei dati, da effettuarsi almeno ogni cinque anni; 7) di promuovere il coinvolgimento dei municipi, delle istituzioni scientifiche e della cittadinanza nei processi di aggiornamento e validazione; 8) di stabilire che i Quartieri Urbani costituiscono riferimento per le politiche di decentramento, pianificazione territoriale e sviluppo locale nella loro suddivisione all’interno di ogni singolo Municipio. ALLEGATO 1 Mappe Municipi con suddivisione Quartieri Urbani scarica ALLEGATO 2 Sezioni censuarie per Rioni, Quartieri Urbani e Zone Funzionali Totale: 334 Quartieri Urbani, 22 Rioni, 101 Zone Funzionali. scarica ALLEGATO 3 ZONE FUNZIONALI CLASSE DI FUNZIONALITA’ scarica ALLEGATO 4 TABELLE per Municipio con: Popolazione iscritta in anagrafe per genere – Estensione – Densità. Anno 2025 scarica ALLEGATO 5 (Allegato Fonti : Cartografie e basi territoriali -Testi di approfondimenti) scarica (Counicato dal sito di Roma Capitale 1 ottobre 2026) L’Assemblea Capitolina ha approvato la nuova mappa dei quartieri di Roma, portando a compimento un percorso che aggiorna, dopo quasi cinquant’anni, la rappresentazione territoriale della Capitale. La nuova mappa individua 334 quartieri urbani, 22 rioni e 101 zone funzionali ed è il risultato di un percorso che ha integrato ricerca scientifica e partecipazione civica, coinvolgendo Municipi, Università, Istat, associazioni, comitati di quartiere e migliaia di cittadine e cittadini. “Con il voto dell’Assemblea Capitolina portiamo a compimento un lavoro importante e necessario, che dopo quasi cinquant’anni ci consegna una nuova geografia della città, più aderente alla Roma di oggi. Roma è profondamente cambiata e questa mappa ci permette di conoscere meglio i suoi territori e le comunità che li abitano, riconoscendo e valorizzando l’identità e il senso di appartenenza dei suoi quartieri. Non introduciamo nuovi livelli amministrativi, ma ci dotiamo di uno strumento concreto per avere dati più precisi, programmare meglio gli interventi, distribuire in modo più efficace servizi e risorse e rafforzare le politiche di prossimità. Conoscere meglio Roma significa governarla meglio e costruire una città sempre più vicina alle persone”, dichiara il sindaco Roberto Gualtieri. “Con il voto dell’Assemblea Capitolina si conclude un percorso lungo e complesso, durato oltre quattro anni, costruito insieme ai Municipi, alle Università Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre, all’Istat, agli uffici comunali, ai comitati di quartiere, alle associazioni e alla cittadinanza. Per la prima volta la mappatura della città non è stata affidata soltanto al lavoro tecnico e scientifico, ma è stata costruita attraverso l’ascolto e la partecipazione dei territori. Il risultato è una fotografia aggiornata della Roma di oggi, che si affianca alle precedenti suddivisioni in zone urbanistiche e comprensori toponomastici e ci consente di leggere meglio la città reale. Ora la sfida è trasformare questa conoscenza in una risorsa concreta per le politiche pubbliche, la partecipazione e interventi sempre più vicini alle comunità”, afferma Andrea Catarci, responsabile dell’Ufficio di Scopo Quartieri e Partecipazione. “Con il voto di oggi l’Assemblea Capitolina dà riconoscimento alle identità dei quartieri e al contributo delle comunità che hanno partecipato alla costruzione della nuova mappa – dichiara la presidente dell’Assemblea Capitolina, Svetlana Celli –. Il confronto con i Municipi, i comitati, le associazioni e la cittadinanza ha permesso di raccogliere conoscenze e proposte essenziali per rappresentare la Roma di oggi. Ringrazio le consigliere e i consiglieri, le commissioni e tutte le persone che hanno lavorato a questo percorso. Ora questa conoscenza dei territori potrà aiutarci a individuare meglio le priorità e a rafforzare il rapporto tra le istituzioni e la vita quotidiana delle persone”. “Per governare una città bisogna innanzitutto conoscerla. La nuova mappa ci consente di produrre e mettere a disposizione dati a livello di quartiere, fondamentali per comprendere le differenze e le disuguaglianze all’interno della città. È un patrimonio di conoscenza che sarà utile all’amministrazione per costruire politiche pubbliche più efficaci e, allo stesso tempo, ai ricercatori per continuare a studiare e comprendere le trasformazioni di Roma”, dichiara il professor Salvatore Monni, coordinatore scientifico del progetto. vedi anche La nuova mappa dei quartieri di Roma (si possono mandare osservazioni) del 31 Ottobre 2025 14 ottobre 2025 Per osservazioni e precisazioni sui documenti pubblicati dal Comune di Roma scrivere a laboatoriocarteinregola@gmail.com
October 14, 2026
carteinregola
Il condono edilizio a Roma, ovvero una storia infinita
Foto AMBM (SULLA PROPOSTA DI DELIBERAZIONE CHE ANDRÀ AL VOTO DELL’ASSEMBLEA CAPITOLINA) E’ attualmente sottoposta al parere dei Municipi la 32a Proposta di deliberazione (Dec. G.C. n. 17 del 05 marzo 2026) per la Modifica del Regolamento per dare attuazione alla procedura semplificata e alla procedura di formazione del Silenzio Assenso con modalità telematica per la definizione delle istanze di condono edilizio. La pubblichiamo con un commento di Giancarlo Storto. scarica la “Modifica del Regolamento per dare attuazione alla procedura semplificata e alla procedura di formazione del Silenzio Assenso con modalità telematica per la definizione delle istanze di condono edilizio, approvato con Deliberazione di Assemblea Capitolina n. 40 del 16 maggio 2019 avente ad oggetto “Atto di indirizzo per l’uniforme applicazione dell’istituto del “Silenzio Assenso” e della “Procedura Semplificata” alle istanze di Condono Edilizio presentate ai sensi delle Leggi n. 47/1985, n. 724/1994, n. 326/2003 e L.R.L. n. 12/2004, non ancora definite con rilascio di provvedimento formale.” IL CONDONO EDILIZIO A ROMA, OVVERO UNA STORIA INFINITA di Giancarlo Storto Quarant’anni: di tempo ne è trascorso dal primo condono edilizio (anno 1985 a cui hanno fatto seguito analoghi provvedimenti nel 1984 e nel 2003) e il Comune di Roma è ancora ingolfato di pratiche che attendono di essere definite. Come uscire da questa insostenibile vicenda che lascia in una sorta di limbo i richiedenti e preclude all’amministrazione la possibilità di recuperare le risorse dovute per i contributi concessori? È questo l’interrogativo a cui tenta di fornire una risposta la proposta di delibera della Giunta comunale attualmente all’esame dei Municipi (parere necessario ma non vincolante). Impossibile conoscere il numero di pratiche ancora in giacenza presso gli uffici di Decima: l’unico dato attendibile, che risale però al 2019, è recuperabile nel Rapporto sui condoni edilizi presentato al Senato da Sogeea, società di servizi immobiliari, che, a quella data, quantificava in quasi 600mila le domande di chi aspirava a legittimare abusi edilizi di varia entità ricadenti nel territorio comunale, includendo costruzioni realizzate in totale difformità dalla normativa urbanistica e modifiche meno rilevanti compiute su singole abitazioni. Il dato che suscita maggiore sconcerto è il numero di istanze ancora da evadere: 213mila, più di un terzo, la gran parte dovute presumibilmente al condono del 1985 in riferimento al quale sono state presentate la maggior parte delle richieste (ancora dal Rapporto Sogeea del 2019 si ricava che, a livello nazionale, negli archivi comunali erano da trattare 5,4 milioni di domande e di queste 3,5 risalivano al primo condono). La Giunta comunale sembra prendere atto che venire a capo con procedure ordinarie da questo diluvio di incartamenti non ancora lavorati, che le precedenti amministrazioni non hanno avuto la capacità e la determinazione necessarie per una loro corretta gestione, propone il percorso che, in questi tempi, è il più praticato: la semplificazione dell’iter approvativo. Con qualche correttivo. Tutte le istanze avranno un controllo formale a seguito del quale saranno sottoposte a verifica di merito le richieste di condono che riguardano immobili in aree sottoposte a vincoli, quelle relative a nuove costruzioni o ampliamenti e le domande in cui, da un esame preliminare, emergono incongruenze. Per le restanti si procederà acquisendo l’asseverazione di un tecnico abilitato sulla veridicità della documentazione per poi rilasciare il titolo abilitativo in sanatoria. Che dire? Il tempo smisurato intercorso dalla presentazione delle richieste di condono a oggi può giustificare un tale provvedimento anche se di fatto è un’ammissione di impotenza che richiama responsabilità distribuite nelle tante amministrazioni che nel tempo si sono succedute. La stagione dei condoni, nonostante i maldestri tentativi della destra di riproporli, è da sperare che appartenga al passato. Restano incancellabili i frutti velenosi, non soltanto per le ricadute sul territorio. Giancarlo Storto Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com 14 aprile 2026
April 14, 2026
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