Orientamento professionale-gastronomico: incontro con l’Esercito al “Ferraioli” di Napoli
All’Istituto Professionale di Stato dei Servizi dell’Enogastronomia e
dell’Ospitalità Alberghiera di Napoli “Antonio Esposito Ferraioli”, il 9 marzo
scorso, gli alunni e le alunne dell’ultimo anno hanno incontrato un maggiore e
una “guida” della Caserma Calò (sarà Eugenio, medaglia d’oro della Resistenza?).
Lo scopo è essere orientati verso il lavoro, come recita la circolare interna,
ma i militari sono spesso presenti all’istituto anche nei progetti di Educazione
alla Legalità (https://www.ipsseoaferraioli.edu.it/
https://www.ipsseoaferraioli.edu.it/categoria/le-notizie/2349/incontro-di-orientamento-in-uscita-esercito-caserma-calo/).
Ignoro quali funzioni svolga la “guida”, in questo caso una ragazza in divisa
ma, senza dubbio, un ruolo di supporto all’ufficiale durante la presentazione
del programma.
La presenza delle donne nelle organizzazioni militari rappresenta oggi la cifra
dell’emancipazione, così come la considerano istituzioni per loro storia e
cultura tipicamente maschili. La conferenza prevede una generale presentazione
dell’esercito italiano: i compiti di servizio per la difesa, le operazioni di
pace, quelle di soccorso e ripristino dopo eventi dannosi a cura del reparto
genieri, ecc. tutto dalla parte dei Bene, dei Buoni. Però, se si dà uno sguardo
alla home del sito, tali versioni non sembrano una priorità, la missione non
pare molto cambiata, se non nella sua veste altamente tecnologica. Le prime
immagini mostrano uomini e donne in mimetica impegnati in logistica per
operazioni di guerra (https://www.esercito.difesa.it/).
Come ci segnala anche il giornale on line ildenaro, il 9 marzo gli alunni e le
alunne hanno ascoltato con grande interesse le sorti luminose che apre, nel dopo
diploma, una carriera militare
(https://www.ildenaro.it/scuola-dal-diploma-alluniforme-lesercito-incontra-gli-studenti-del-ferraioli).
Il commento è entusiasta. Come abbiamo più volte notato questi fogli svolgono
una capillare opera di elaborazione del consenso, la lettura impegna pochi
minuti, la rassegna degli argomenti, apparentemente ampia, è in realtà dedicata
a rinforzare una mentalità, sul ruolo dell’economia, del lavoro, della difesa
del nostro stile di vita. Infatti, parlare di lavoro, denaro, finanza, è lo
scopo editoriale delle pagine, per cui un percorso di orientamento, chissà anche
di Formazione Scuola Lavoro (ex Alternanza Scuola Lavoro), è ritenuta una
notizia che vale la pena commentare.
Una rubrica del giornale dedica una articolata riflessione all’importanza
esistenziale del lavoro: lavorare è dare senso e direzione alla propria vita,
l’economia che se ne occupa, quando è disciplina «nobile […] è l’arte che tiene
in piedi la vita». E così di lavoro e lavoro discorrendo, la pagina ci tiene a
segnalare che l’ufficiale intervenuto al Ferraioli ha mostrato “slides
d’ordinanza”, dove l’espressione sembra incorrere in un simpatico equivoco
semantico: nel gergo militare l’ordinanza è l’attendente al servizio del
superiore in grado. Sarà la ragazza guida? In fondo si sa, si comincia con la
gavetta e poi si percorrono i gradi del cursus honorum.
Forse, visto l’indirizzo alberghiero della scuola, i neodiplomati potranno
essere imprestati alla marina militare, imbarcati su un incrociatore per
cucinare alla truppa. Oppure potranno servire un rancio da specialisti
dell’enogastronomia ai soldati nelle caserme italiane. Leggo sul quotidiano
Avvenire del 10 aprile un articolo sui buoni risultati, in termini di valore
aggiunto, del settore della ristorazione italiana, a cui però manca personale
con competenze di cucina e di servizio a tavola. Dunque, il rischio è che
l’incremento di profitto nella catena del valore economico, in questo settore,
si arresti (clicca qui).
Ciò che non ci dice il giornalista è che il profitto, per essere più diretti,
più chiari sul significato di valore aggiunto, nei ristoranti, bar a Napoli come
altrove, lo realizzano gli immigrati e coloro che accettano uno dei tanti
contratti sottopagati. L’esercita paga meglio? Non lo so, sicuramente, come
sempre si sottolinea durante questi incontri, il valore aggiunto nel mestiere
delle armi è rappresentato dalla forza dell’organizzazione e della disciplina,
una questione di forgia del carattere.
Ultimo ma non ultimo: le prove INVALSI battono cinque a zero l’orientamento
militare (cinque è il punteggio massimo che si può conseguire a test). Infatti,
si premura di ricordare la Dirigente nella circolare, l’incontro non dovrà
interferire con le date previste per la somministrazione dei test. Tanto, fare i
sorveglianti durante le prove standardizzate o mentre parla il maggiore
dell’esercito, per i docenti non cambia molto: solo un effetto di
interpretazione del ruolo. Ruolo che si accetta venga marginalizzato, messo
all’angolo da funzioni di ben altro rango sociale.
Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle
università
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