«La Campania accoglie. Per una regione libera da CPR, razzismo e morti senza giustizia», sintesi dell’assemblea regionale
Il documento dell’Assemblea regionale che si è svolta il 26 maggio 2026
l’Università degli studi di Salerno.
SINTESI
L’assemblea regionale “La Campania accoglie”, tenutasi il 26 maggio 2026 presso
l’Università degli Studi di Salerno, ha rappresentato un momento di confronto
tra diverse realtà impegnate sui temi delle migrazioni, dell’accoglienza e dei
diritti. Al centro della discussione vi sono stati lo sfruttamento lavorativo in
Campania, le nuove politiche migratorie europee e nazionali, l’opposizione
all’apertura di un CPR a Castel Volturno e il sostegno alle persone in uscita
dal sistema di accoglienza. Dall’incontro è emersa la volontà di rafforzare il
coordinamento regionale e le iniziative comuni di mobilitazione e solidarietà.
A. LE PRINCIPALI TEMATICHE AFFRONTATE
Il 26 maggio 2026 si è svolta presso l’Università degli Studi di Salerno
l’assemblea regionale “La Campania accoglie. Per una regione libera da CPR,
razzismo e morti senza giustizia“. L’incontro ha riunito realtà sociali,
associative, sindacali, studentesche, del terzo settore e politiche attive nei
diversi territori della regione, insieme a operatrici e operatori legali,
docenti universitari e rappresentanti istituzionali, tra cui il deputato Franco
Mari.
L’assemblea si è svolta in un contesto segnato dal progressivo peggioramento
delle politiche migratorie e dall’inasprimento delle misure repressive e
securitarie. Nel corso della discussione è emersa la necessità di rafforzare gli
scambi di conoscenze, pratiche e strumenti tra le diverse esperienze presenti
nei territori campani, valorizzando le reti già attive di solidarietà,
mobilitazione e difesa dei diritti.
I principali temi affrontati sono stati: 1) lo sfruttamento lavorativo in
Campania; 2) l’entrata in vigore del nuovo Patto europeo su immigrazione e asilo
e i recenti decreti sicurezza; 3) la possibile apertura di un CPR a Castel
Volturno; 4) la situazione delle persone in uscita dal sistema di accoglienza,
con particolare attenzione alle famiglie palestinesi; 5) i processi di
disumanizzazione oggi in corso.
1. Il tema dello sfruttamento lavorativo. È stato sottolineato come il
caporalato si sia ormai esteso ben oltre il settore agricolo, investendo
numerosi ambiti produttivi e contribuendo a consolidare condizioni diffuse di
precarietà, ricattabilità e privazione dei diritti anche in Campania.
Specificamente, è stato evidenziato il meccanismo di crescente irregolarità
amministrativa determinata dalle normative migratorie in vigore, in particolare
dal decreto flussi. È stato ricordato come migliaia di persone, pur essendo
entrate regolarmente in Italia attraverso visti e nulla osta, stiano oggi
rimanendo senza permesso di soggiorno, scivolando in condizioni di vulnerabilità
e ricattabilità. Secondo quanto emerso dal confronto, questa produzione
strutturale di irregolarità contribuisce ad alimentare processi di compressione
salariale e peggioramento delle condizioni di lavoro, aggravando ulteriormente
l’impoverimento della classe lavoratrice campana, soprattutto nei settori
storicamente più esposti a bassi salari e sfruttamento. Infine, è stato
ricordato l’alto numero di immigrati morti in Campania tra il 2024 e il 2026.
particolarmente collegati alle condizioni di lavoro e vita.
2. La crescente repressione. Diversi interventi hanno evidenziato come il
contesto politico attuale sia caratterizzato da una generale compressione del
diritto a manifestare e del dissenso sociale. Tale processo è stato collegato
agli effetti dei recenti decreti sicurezza, all’inasprimento delle pene e al
peggioramento delle condizioni di vita e di trattenimento all’interno dei CPR.
In questo quadro è stata ribadita la necessità di costruire un argine sociale
ampio, fondato sulla partecipazione politica di massa e sul rafforzamento di
legami sociali e collettivi capaci di contrastare le politiche repressive oggi
in atto.
Particolare preoccupazione è stata espressa rispetto all’entrata in vigore del
nuovo Patto europeo su immigrazione e asilo, prevista per il 12 giugno 2026. Le
procedure accelerate alle frontiere per l’esame delle domande di protezione
internazionale, l’estensione dei trattenimenti amministrativi e il rafforzamento
dei dispositivi di controllo vengono considerati strumenti che metteranno
ulteriormente in discussione il diritto alla protezione internazionale e i
diritti fondamentali delle persone immigrate e richiedenti asilo nell’Unione
Europea.
3. L’apertura del CPR a Castel Volturno. Al centro della discussione vi è stata
l’opposizione all’apertura del CPR a Castel Volturno, considerata una questione
decisiva per l’intero territorio regionale. È stata ribadita con forza la
contrarietà alla realizzazione del centro di detenzione amministrativa, ritenuto
l’emblema di un modello fondato sulla repressione, sull’esclusione e sulla
criminalizzazione delle persone immigrate, ma anche delle reti di solidarietà
meticce.
Nel corso dell’assemblea è stato sottolineato che, per impedire l’apertura del
CPR, sia necessario costruire una strategia condivisa, capace di parlare a
settori ampi della popolazione e non soltanto alle realtà dell’attivismo, della
militanza e dell’impegno civile. È necessaria una strategia che sappia anche
individuare gli interessi economici e sociali che l’apertura del CPR attiverebbe
e quelli che colpirebbe anche a livello locale.
4. Persone nel sistema di accoglienza richiedenti asilo e rifugiati e in uscita.
L’assemblea ha riconosciuto la necessità di rafforzare il sistema di accoglienza
per rifugiati e richiedenti asilo in Campania e sostenere le persone che
usciranno a breve dai centri di accoglienza in assenza di alternative; tra
queste famiglie palestinesi con bambini e bambine.
5. La crescente disumanizzazione in corso. L’assemblea ha inoltre richiamato la
necessità di contrastare la progressiva normalizzazione dei processi di
disumanizzazione oggi in corso. Diversi interventi hanno sottolineato come non
sia possibile accettare un modello di società che divide l’umanità tra chi
dispone pienamente di diritti e chi viene progressivamente privato della propria
dignità e della propria possibilità di esistenza. Questa logica si manifesta
tanto nelle morti evitabili nel Mediterraneo quanto nella distruzione e nel
massacro sistematico in corso a Gaza.
B. PROPOSTE
La discussione collettiva ha fatto emergere una molteplicità di proposte per le
varie tematiche affrontate, ponendo come prioritaria una scelta di metodo,
secondo la quale è necessario proseguire il percorso di confronto e
coordinamento regionale attraverso iniziative comuni, momenti pubblici di
mobilitazione e percorsi territoriali capaci di rafforzare solidarietà,
organizzazione sociale e partecipazione democratica.
Le proposte emerse, elaborate all’interno delle realtà collettive intervenute,
hanno riguardato diversi aspetti.
Qui si riporta la sintesi solo di quelli maggiormente coerenti con gli obiettivi
prioritari dell’assemblea:
* Evitare l’apertura del CPR a Castel Volturno, la quale metterebbe in
discussione tutti i percorsi sociali di cooperazione per i diritti sociali e
civili condotti negli ultimi due decenni. La mobilitazione contro il CPR in
Campania si inserisce nella campagna più generale per il superamento del
sistema di detenzione amministrativa a livello nazionale;
* Superare logica e meccanismi del decreto flussi, produttore di irregolarità
amministrativa;
* Dopo avere riconosciuto che la residenza è un ostacolo al rinnovo dei
permessi di soggiorno è necessario pensare a un superamento di questo vincolo
per evitare la produzione istituzionale di ulteriore irregolarità
amministrativa;
* Contribuire a individuare con le persone direttamente interessate percorsi
possibili di uscita dal sistema di accoglienza dei richiedenti asilo e
rifugiati.
In particolare, il superamento strutturale del decreto flussi può essere
sostituito da strumenti alternativi. La discussione assembleare ha raccolto le
seguenti proposte:
* Nell’immediato, a leggi invariate, è possibile riconoscere il permesso di
soggiorno in attesa di occupazione alle persone che non hanno potuto
convertire il visto connesso al decreto flussi in permesso di soggiorno,
evitando così alle persone de facto truffate di ritrovarsi in condizione di
irregolarità amministrativa;
* Utilizzare l’articolo 18 per le persone in condizioni di sfruttamento
lavorativo per sostenere la tutela personale;
* Il superamento del decreto flussi si può realizzare introducendo a livello
legislativo la misura del visto per ricerca lavoro, in modo da liberare le
persone dai meccanismi truffaldini e dai ricatti delle diverse forme di
intermediazione.
C. PROSSIME INIZIATIVE REGIONALI
* Assemblea del 30 maggio a Castel Volturno: ulteriore momento di costruzione
per la mobilitazione regionale. Si specifica che nel frattempo questa
assemblea 1 si è svolta e ha confermato le mobilitazioni già in programma,
oltre a prevedere una giornata di auto-formazione sul tema del CPR a Napoli
il 13 giugno;
* Manifestazione del 20 giugno a Napoli “Inventare l’avvenire”;
* Iniziativa “Mediterraneo Antirazzista” il 5 e 6 giugno a Scampia.
In conclusione, l’assemblea propone la moltiplicazione in ambito regionale, in
più territori possibili, di momenti di discussione pubblica in modo particolare
concentrati sulla proposta di apertura del CPR a Castel Volturno. Inoltre,
l’assemblea propone di rendere protagonista l’università, che può contribuire
all’elaborazione dei movimenti sociali, ma anche essere invitata a prendere
posizione dal punto di vista istituzionale, con i suoi organismi di
rappresentanza. Per quest’ultima ragione, è stato proposto di verificare una
presa di posizione dei lavoratori e lavoratrici della ricerca in Campania e
l’organizzazione di ulteriori iniziative negli atenei della regione.
In definitiva, l’incontro del 26 maggio ha costituito un contributo verso la
costruzione di uno spazio regionale di confronto, solidarietà e mobilitazione
contro il razzismo istituzionale, la detenzione amministrativa e lo
sfruttamento, e per l’affermazione di pratiche di accoglienza, giustizia sociale
e partecipazione democratica, compresa la partecipazione delle università
campane e le loro possibili prese di posizione.
PARTECIPAZIONE:
SOS Cpr, LasciatiCIEntrare, Comunità accogliente, Metis Fest, Centro sociale ex
Canapificio Caserta, Associazione senegalesi di Salerno, Rete vesuviana
solidale, CSC Credito Senza Confini, Frontiera sud, Cidis impresa sociale, Forum
Antirazzista Salerno, LINK Fisciano, LINK Napoli, Uds Campania, REST Campania
Network, SpG Salerno, Associazione Memoria in Movimento, Potere al Popolo – Agro
Nocerino Sarnese, Casa del Popolo Cohiba, Libera Campania, Associazione Giovani
Italo-Algerini (Figli del Mediterraneo), Associazione Asinu, Assemblea lucana no
CPR, Emergency – ambulatorio di Castel Volturno, Movimento migranti e rifugiati
di Napoli.
1. Un resoconto è stato curato da Vanna D’Ambrosio: A pochi chilometri dalla
tomba di Jerry Essan Masslo. CPR a Castel Volturno? «Né qui né altrove» ↩︎