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Linux Torvalds contro la IA: invece di accelerare lo sviluppo lo rallenta
Il vero problema è la marea di bug report inutili generati dai sistemi automatici. Linus Torvalds è seccato con la IA: non perché questa non sappia davvero fare il proprio lavoro, ossia nel caso specifico generare bug report per il kernel di Linux, ma soprattutto perché è usata in maniera estremamente ampia e così le segnalazioni dei medesimi bug si moltiplicano. Davanti a questa situazione e all'aumentare dei "falsi positivi", di recente è intervenuto sulla mailing list ufficiale dello sviluppo del kernel, criticando duramente l'uso crescente di strumenti di intelligenza artificiale per generare i bug report, affermando che tali segnalazioni automatiche stanno rallentando lo sviluppo invece di accelerarlo. Il problema riguarda in particolare report prodotti da sistemi IA che analizzano automaticamente il codice e inviano segnalazioni prive di contesto, inaccurate o basate su interpretazioni errate delle patch. Leggi l'articolo originale su ZEUS News
ARM: Il chip di cui non sapevamo di avere bisogno
di jolek78 Ci sono architetture che si vedono e architetture che non si vedono. ARM è il caso più estremo della seconda categoria: gira nel telefono che abbiamo in tasca, nel router di casa, nella scheda da ottanta euro che fa da server casalingo a milioni di smanettoni, nei datacenter di Amazon e Google. È ovunque, e quasi nessuno sa
La Francia abbandona Windows per passare a Linux
La Francia abbandona Windows in favore di Linux per le postazioni governative: non un esperimento pilota, ma un impegno formale guidato dalla DINUM con il supporto di ANSSI, DGE e DAE, con piano definitivo atteso per l'autunno. Il motore è la sovranità digitale: i ministri francesi dichiarano apertamente la necessità di ridurre la dipendenza da strumenti americani, riprendendo il controllo su dati, infrastrutture e decisioni strategiche nazionali. L'iniziativa potrebbe innescare un effetto a cascata in tutta l'UE, con implicazioni significative per le aziende software statunitensi e un orizzonte temporale che si estende almeno fino al 2026. Le motivazioni politiche sono esplicitate senza ambiguità dai ministri francesi. "Dobbiamo diventare meno dipendenti dagli strumenti americani e riprendere il controllo del nostro destino digitale", ha scritto David Amiel, Ministro per l'Azione Pubblica e i Conti, nel comunicato ufficiale. Il ministro ha aggiunto che la Francia "non può più accettare che i propri dati, la propria infrastruttura e le proprie decisioni strategiche dipendano da soluzioni di cui non controlliamo le regole, i prezzi, l'evoluzione e i rischi." Articolo completo qui
Riflessioni su una fuga (impossibile) dal capitalismo
di jolek78 Era un venerdì sera qualsiasi. Il pacco era arrivato dal corriere quella mattina, ma io l’avevo aperto solo dopo cena, con quella cerimonia silenziosa che faccio ogni volta che arriva dell’hardware nuovo – come se aprire una scatola velocemente fosse una forma di mancanza di rispetto nei confronti dell’oggetto. Dentro c’era un HUNSN 4K. Piccolo, quasi ridicolmente piccolo. Un