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IRAN: QUARTO GIORNO DI AGGRESSIONE ISRAELO-STATUNITENSE. ISRAELE ATTACCA PURE IL LIBANO, ANCHE VIA TERRA
Levante in fiamme nel quarto giorno di aggressione militare israelo-statunitense, martedì 3 marzo 2026. Raid in corso sia sull’Iran che sul Libano, dove le truppe israeliane hanno superato il confine invadendo nuovamente via terra il sud. Tel Aviv parla di “zona cuscinetto”, ossia dell’occupazione di territorio libanese. L’esercito libanese è scappato, lasciando 7 postazioni. Anche l’Unifil, missione Onu partecipata dall’Italia, ritira il personale non essenziale. Trentamila civili libanesi sono in fuga, colpiti dai raid arrivati anche su Beirut. Il bilancio, per il Ministero della Sanità libanese, è di almeno 52 morti e 154 feriti. Bombe anche sulla tv Al-Manar, vicina al movimento sciita Hezbollah, che fa sapere di avere colpito 3 basi militari israeliane. In Iran Tel Aviv ha colpito la tv e radio di Stato, che al momento continua a trasmettere. Bombe pure dagli Usa su Isfahan, Shiraz, oltre a nord e est di Teheran. Nella capitale colpito anche lo storico Palazzo Golestan, patrimonio mondiale Unesco, che ha subito gravi danni per i raid di Israele e Usa. Il bilancio dei bombardamenti israeliani e statunitensi sull’Iran è, finora, di 787 vittime e 9 ospedali bombardati. Lo riferisce la Mezzaluna Rossa. Tra le vittime ci sono almeno 150 studentesse della scuola colpita dai raid di Tel Aviv e Washington a Minab, nel sud del Paese. Qui, decine di migliaia di persone hanno riempito le strade per i funerali delle giovani. Prosegue anche la risposta iraniana con missili e droni. Stamattina esplosioni a Tel Aviv, Gerusalemme e nei pressi di insediamenti colonici in Cisgiordania. In West Bank sono 2 i palestinesi ammazzati e 3 quelli feriti per gli attacchi dei coloni fascisti a Qyarout, vicino Nablus, mentre l’esercito occupante israeliano prosegue senza soste raid preventivi e rapimenti di massa. A Gaza, intanto, le forze di occupazione hanno chiuso ancora i valichi, che verranno forse aperti oggi parzialmente di fronte allo spettro della carestia. Questo non ferma, comunque, il genocidio quotidiano: oggi un’altra vittima, colpita da un cecchino a nord di Khan Younis. Salgono così a 630 i morti del presunto cessate il fuoco, l’11 ottobre, a Gaza. “Li stiamo massacrando, ci abbiamo messo un’ora a eliminare la leadership ma non abbiamo ancora iniziato a colpirli duramente, la grande ondata arriverà presto”, ha detto ieri il presidente Usa Trump, che non esclude neanche l’invio di truppe statunitensi “boots on the ground”. Secondo il Pentagono sono sei i soldati Usa morti, una decina quelli feriti. Per Teheran i numeri sarebbero molto diversi: le autorità iraniane parlano di “650 soldati Usa uccisi o feriti”, in particolare negli attacchi contro il quartier generale della Quinta Flotta in Bahrein. Di certo c’è che a Riad brucia l’ambasciata Usa in Arabia Saudita. Quella in Kuwait è stata chiusa fino a nuovo ordine. In Bahrein scontri di piazza tra polizia e manifestanti, in piazza contro l’appoggio del regime locale al fronte Israele – Usa. Washington esorta i propri cittadini a lasciare il Medio Oriente. Via anche il personale a stelle e strisce da Iraq (qui nuovi attacchi delle milizie sciite irachene a Erbil), Bahrein e Giordania, mentre Teheran ha colpito la base Usa di Al Udeid in Qatar e il porto di Duqm, in Oman. In una dichiarazione rilasciata oggi, il ministero degli Esteri iraniano Araghchi ha avvertito “gli Stati europei a non unirsi alla guerra”. Il tutto alla vigilia del viaggio del cancelliere tedesco Merz, il più filoisraeliano del Vecchio Continente, chiamato a rapporto da Trump alla Casa Bianca. Sul fronte europeo resta alta la tensione nella base britannica di Cipro, colpita nelle scorse ore da alcuni droni. Non è chiaro se i velivoli kamikaze senza pilota siano stati scagliati dall’Iran o dal vicino Libano, come dicono i media locali. La Grecia, comunque, manda fregate militari e sistemi missilistici di difesa in zona, mentre Macron offre l’ombrello nucleare francese ad altri Paesi della Ue. Fuori dal coro solo la Spagna: 15 aerei cisterna Usa hanno lasciato il Paese dopo che Madrid ha negato l’uso delle basi militari sul territorio spagnolo per operazioni contro l’Iran. Teheran, intanto ha chiuso lo stretto di Hormuz, dove transitano gli idrocarburi diretti in particolare proprio in Europa: è boom speculativo di gas e petrolio. Su Radio Onda d’Urto è intervenuto Lorenzo Forlani, analista, giornalista free-lance ed esperto di Medio Oriente, in particolare di Libano, dove ha vissuto a lungo. Ascolta o scarica. Sulle nostre frequenze è intervenuto anche Alberto Negri, giornalista ed editorialista de Il Manifesto. Ascolta o scarica.
March 3, 2026
Radio Onda d`Urto
LEVANTE: LA “DIPLOMAZIA OLIMPICA” DI PECHINO ALLA PROVA DI MILANO – CORTINA 2026.
Le Olimpiadi invernali Milano – Cortina (e, più in generale, i grandi eventi sportivi) visti da Pechino. Questo il macrotema al centro della puntata di febbraio 2026 di Levante, approfondimento mensile di Radio Onda d’Urto dedicato all’Asia orientale, tra Cina e dintorni. Su Radio Onda d’Urto intervista a due con il nostro collaboratore Dario Di Conzo – co-curatore di Levante, ricercatore alla Scuola Normale Superiore e docente a contratto di riforme economiche della Cina contemporanea all’Orientale di Napoli – e con Veronica Strina, adjunt professor all’American University of Rome e docente a Salerno in Lingua, cultura e istituzioni della Cina. Veronica Strina ha, tra i principali interessi di ricerca, la diplomazia pubblica cinese e in particolare la “diplomazia olimpica e sportiva”, ossia come lo sport diventi uno strumento di proiezione internazional, di ridefinizione degli equilibri globali e anche di quelli di politica interna. Con Di Conzo e Strina partiamo dai Giochi olimpici 2008 a Pechino, percorrendo un viaggio negli ultimi (quasi) 20 anni tra Olimpiadi, Mondiali e altri grandi eventi sportivi, diventati “un laboratorio che sempre più spesso anticipa le tendenze di politica internazionale, tra ricerca di visibilità e affermazione delle proprie proiezioni internazionali”. Durante la puntata di Levante ci concentriamo in particolare sull’investimento della Repubblica Popolare Cinese in ambito “olimpico”, non solo a livello internazionale ma pure a livello di politica interna, riprendendo una lunga tradizione che vede lo sport, l’insegnamento dell’educazione fisica (dal 2025, nelle scuole di base è stata introdotta l’obbligatorietà di 2 ore settimanali di sport) e la pratica di attività fisiche per le masse come “strumento di riscatto” o, per dirla alla Xi Jinping, della “grande rinascita della Nazione”. In questo senso il lusinghiero risultato di atlete e atleti cinesi a Milano – Cortina (con il miglior medagliere di sempre alle Olimpiadi invernali) è stato presentato dentro la Repubblica popolare cinese come un riflesso della (ritrovata) grandezza di Pechino, unica città al mondo a ospitare sia le Olimpiadi estive (2008) che quelle invernali (2022). Su questo Pechino intende continuare a investire, come chiarito da Tong Lixin, vice capo della delegazione cinese a Milano – Cortina: “La Cina ha inviato la sua più ampia delegazione di sempre a un’Olimpiade invernale all’estero, con 126 atleti in 91 competizioni e 15 discipline. La squadra ha chiuso con 5 ori, 4 argenti e 6 bronzi, miglior risultato di sempre a un’Olimpiade invernale all’estero ed eguagliando le medaglie di Pechino 2022”. Tong ha tuttavia evidenziato che le 15 medaglie mantengano “la Cina nella posizione di inseguitrice, rendendo ancora necessario uno sviluppo nel lungo termine. Siamo ancora indietro rispetto alle potenze mondiali degli sport invernali”, ha concluso Tong Lixin, lasciando capire che per il futuro l’obiettivo – sportivo, di immagine e dunque anche politico – di Pechino è quello di crescere ancora, ponendo il Paese tra i leader globali (anche) degli sport invernali. La puntata di febbraio 2026 di “Levante” su Radio Onda d’Urto dedicata alla Cina tra sport, vetrina globale e politica, domestica e internazionale, con Dario Di Conzo e Veronica Strina. Ascolta o scarica  
February 28, 2026
Radio Onda d`Urto
GIAPPONE: DOVE VA TOKYO DOPO IL TRIONFO ELETTORALE DELLA PREMIER NAZIONALISTA TAKAICHI? INTERVISTA A FELICE FARINA
Una settimana dopo le elezioni politiche anticipate in Giappone, segnate dal trionfo della premier uscente, la nazionalista di destra Sanae Takaichi (Partito liberaldemocratico), a Tokyo è tempo dei primi tentativi di passare dalla campagna elettorale alla realtà. I numeri definitivi del voto di febbraio 2026 mostrano come la Takaichi ha sbancato le urne, incassando i due terzi dei seggi della Camera Bassa; “un successo molto personale – spiega a Radio Onda d’Urto Felice Farina, docente di Lingua giapponese e Cultura e civiltà giapponese all’Istituto Bonasforza di Bari, già nostro ospite ai tempi del primo governo Takaichi – più che del Partito Liberaldemocratico. La Takaichi gode di un’immagine da estranea delle classiche dinastie politiche conservatrici nipponiche. Sul fronte comunicativo ha insistito molto su questo, con una campagna aggressiva che sembra aver sfondato sulla componente giovanile; le prime analisi mostrano un tasso di consenso tra gli under30 che si aggira attorno al 90%”. Tra le principali promesse elettorali della Takaichi, oltre a una postura più aggressiva in politica estera (in particolare nei confronti di Pechino), un ruolo importante nel voto pare averlo avuto la promessa di ridurre se non azzerare l’Iva sugli alimenti, oggi all’8%, “in un Paese come il Giappone – aggiunge Farina – dove il carovita è cresciuto notevolmente, mentre gli stipendi sono rimasti al palo, generando un complessivo malcontento popolare. Resta da capire come finanzierà il progetto, che costerebbe circa 30 miliardi di dollari d’anno”, considerando anche l’altissimo debito pubblico nipponico e gli altri aumenti annunciati sul fronte della spesa pubblica, in particolare sul fronte bellico e del riarmo. C’è poi, nelle parole della Takaichi, una forte retorica scivionista, nazionalista e antimigranti, utilizzata in campagna elettorale anche dal partito dell’estrema destra, il Sanseito, nato in piena pandemia da Covid19 e ora cresciuto fino a 15 seggi. “Il tutto in un Paese – aggiunge Farina – dove in precedenza questi messaggi, diventati comuni a livello globale, sembravano avere politicamente meno peso, anche considerando la realtà nipponica, con la perdita di 1 milione di residenti ogni anno tra invecchiamento continuo della popolazione e lo storico basso tasso di fertilità”. La “ricetta” proposta all’elettorato dalla Takaichi, piuttosto simile a quella dell’omologa italiana Meloni, ha quindi sfondato in Giappone, “dove diversi analisti – chiude Farina – hanno osservato una forte americanizzazione della politica, sempre più legata più che alle proposte politiche alla presenza di singole personalità” capaci di prendersi spazio individuale. Una situazione di fronte alla quale le forze progressiste nipponiche, forse spiazzate dalla velocità con cui la premier ha convocato le elezioni anticipate, non hanno saputo al momento fare fronte. I risultati del voto, al riguardo, sono decisamente severi: l’ACR (Alleanza Centrista Riformista) passa da circa il 30% al 21%, il progressista RS quasi sparisce (3%, da 9 a 1 seggio), mentre lo storico Partito Comunista Giapponese resta di poco sotto il 4,5% dimezzando i propri scranni alla Camera Bassa, da 8 a 4. L’intervista sul Giappone post-elettorale su Radio Onda d’Urto con Felice Farina, docente di Lingua giapponese e Cultura e civiltà giapponese all’Istituto Bonasforza di Bari, autore di numerosi lavori sul Giappone, tra i quali segnaliamo “La via della soia. Una storia politica, economica e diplomatica del Giappone contemporaneo” (2023, Cierre Edizioni). Ascolta o scarica.    
February 16, 2026
Radio Onda d`Urto
LEVANTE: XI JINPING ESAUTORA IL NUMERO DUE DELLA COMMISSIONE MILITARE CENTRALE. LA PUNTATA DI GENNAIO 2026
Puntata di gennaio 2026, su Radio Onda d’Urto, di Levante, approfondimento mensile dedicato all’Asia Orientale. La puntata di venerdì 30 gennaio all’interno del ciclo “La Cassetta degli Attrezzi” (ore 18.45, in replica lunedì 2 febbraio, ore 6.30)  è dedicata a quanto sta accadendo dentro e fuori la Repubblica Popolare Cinese. Le novità, nelle ultime settimane, di certo non mancano: dal terremoto interno al PLA – l’esercito popolare di liberazione (ossia le forze armate di Pechino) – con la caduta di Zhang Youxia, il più alto generale in servizio e  numero due della Commissione militare centrale – alle rinnovate frizioni con Taiwan. E ancora: la postura cinese di fronte all’offensiva Usa, già andata a segno in Venezuela e ora in vista – potenzialmente – anche in Iran e forse Cuba, due Paesi con cui Pechino ha intrecciato, negli anni, importante relazioni. Per parlarne più approfonditamente, su Radio Onda d’Urto, abbiamo intervistato il nostro collaboratore Dario Di Conzo, co-curatore di Levante, ricercatore alla Scuola Normale Superiore e docente a contratto di riforme economiche della Cina contemporanea all’università Orientale di Napoli. La puntata di gennaio 2026 di “Levante” su Radio Onda d’Urto dedicata alla Cina tra il repulisti tra generali, Taiwan, Venezuela, Iran e…Cuba. Ascolta o scarica
January 31, 2026
Radio Onda d`Urto
LEVANTE: ECONOMIA DIGITALE, PIATTAFORME ONLINE, INTELLIGENZA ARTIFICIALE E MONDO DEL LAVORO IN CINA.
Puntata di dicembre 2025, su Radio Onda d’Urto, di Levante, approfondimento mensile dedicato all’Asia Orientale. La puntata di venerdì 19 dicembre all’interno del ciclo “La Cassetta degli Attrezzi” (ore 18.45, in replica lunedì 22 dicembre, ore 6.30)  è dedicata alla Cina tra economia digitale, trasformazione in corso nel settore delle gigantesche piattaforme online (alcune conosciute anche in Italia come Temu, Tik Tok, Alibaba), intelligenza artificiale e conseguenti trasformazioni nel mondo del lavoro, con un focus in particolare sulle condizioni di lavoratori e lavoratrici “digitali” nella Repubblica Popolare Cinese. Per parlarne più approfonditamente, su Radio Onda d’Urto, abbiamo ospitato Dario Di Conzo, co-curatore di Levante, ricercatore alla Scuola Normale Superiore e docente a contratto di riforme economiche della Cina contemporanea all’università Orientale di Napoli e Vittoria Mazzieri, ricercatrice focalizzata sul mondo del lavoro in Cina e Asia. Autrice di China Files, Mazzieri scrive anche per altre testate e progetti editoriali italiani, come la newsletter Il Partito di Simone Pieranni, per cui ha recentemente siglato un interessante approfondimento dal titolo “La guerra delle consegne in Cina”, dedicata alla “guerra di sconti e coupon in corso tra Alibaba, Meituan e JD.com per conquistare mercato nel retail istantaneo…ma l’attenzione dei giganti del settore si concentra sull’AI”. Con Di Conzo e Mazzieri abbiamo inoltre parlato della Central Economic Work Conference di Pechino del 9 e 10 dicembre 2025, focalizzata su “concorrenza involutiva e guerra dei prezzi”, oltre che di trasformazioni del mondo del lavoro e intelligenza artificiale in Cina. La puntata di dicembre 2025 di “Levante” su Radio Onda d’Urto dedicata alla Cina tra economia digitale, piattaforme online, AI e mondo del lavoro con Dario Di Conzo e Vittoria Mazzieri. Ascolta o scarica  
December 19, 2025
Radio Onda d`Urto
LEVANTE: IL GIAPPONE AI TEMPI DEL NEOGOVERNO NAZIONALISTA DELLA PREMIER SANAE TAKAICHI
Puntata di novembre 2025, su Radio Onda d’Urto, di Levante, approfondimento mensile dedicato all’Asia Orientale. La puntata di venerdì 21 novembre all’interno del ciclo “La Cassetta degli Attrezzi” (ore 18.45, in replica lunedì 24 novembre, ore 6.30)  è dedicata al Giappone, dove da poche settimane c’è un nuovo governo, quello guidato da Sanae Takaichi, esponente dell’ala più conservatrice, nazionalista e bellicista (quella del fu premier Shinzo Abe) del PLD, il Partito liberal-democratico nipponico. A livello internazionale, una delle prime mosse della Takaichi è stata aprire un profondo scontro diplomatico con Pechino, parlando di un possibile intervento militare nipponico in caso di attacco cinese a Taiwan. La Repubblica Popolare Cinese ha reagito annunciando il blocco delle importazioni ittiche dal Giappone ed emettendo un avviso di rischio per i turisti cinesi (prima nazionalità di questo settore) in procinto di viaggiare verso il Giappone, con la cancellazione di circa mezzo milione di prenotazioni. Per parlarne, in collegamento su Radio Onda d’Urto, Dario Di Conzo, collaboratore di Radio Onda d’Urto, co-curatore di Levante, ricercatore alla Scuola Normale Superiore e docente a contratto di riforme economiche della Cina contemporanea all’università Orientale di Napoli e Felice Farina, già nostro ospite nell’aprile 2025, oggi docente di Lingua giapponese e Cultura e civiltà giapponese all’Università di Bari, autore di numerosi lavori sul Giappone, tra i quali segnaliamo “La via della soia. Una storia politica, economica e diplomatica del Giappone contemporaneo” del 2023, per Cierre Edizioni Nella conservazione di “Levante” – novembre 2025 su Radio Onda d’Urto; un quadro generale delle elezioni, con la vittoria di Takaichi e gli equilibri della nuova (e fragile) maggioranza, generalmente più spostata a destra rispetto al recente passato; il meeting di Takaichi con Trump e poi con Xi Jinping a margine del recente vertice Apec in Corea del Sud e l’asserita volontà della neopremier di accelerare ulteriormente sul fronte del riarmo, all’interno di una tendenza in realtà ormai più che decennale a Tokyo e dintorni. La puntata di novembre 2025 di “Levante” su Radio Onda d’Urto dedicata al Giappone, con Dario Di Conzo e Felice Farina, dedicata al Giappone. Ascolta o scarica
November 20, 2025
Radio Onda d`Urto
VERTICE XI JINPING – TRUMP: DUE ORE DI FACCIA A FACCIA IN COREA DEL SUD TRA DAZI, TERRE RARE E LE SPINE INTERNAZIONALI
Nelle prime ore della notte (italiana) di giovedì 30 ottobre, faccia a faccia al vertice Apec (il forum di Cooperazione economica Asia-Pacifico) di Busan, Corea del Sud, tra i presidenti di Usa e Repubblica Popolare Cinese, Trump e Xi Jinping. Era il primo meeting a due e in persona degli ultimi 6 anni. Due ore di confronto, terminato con sorrisi, strette di mano ma senza dichiarazioni congiunte. “Con Xi Jinping- ha detto il tycoon – abbiamo raggiunto un accordo sulle terre rare, valido per tutto il mondo”, con Pechino che continuerà a mantenere il flusso di esportazioni: l’intesa, annuale, sarà rinegoziata ogni anno. Pechino si impegna poi ad acquistare fin da subito la soia Usa. In cambio, i dazi Usa sui prodotti cinesi saranno ridotti al 47%, rispetto al 57%, mentre quelli sul fentanyl andranno dal 20% al 10%”, in cambio dell’impegno cinese a collaborare per fermare il traffico della sostanza, la cui diffusione è diventata una vera e propria piaga sociale negli States. Così Trump, mentre Xi Jinping sceglie una strada più prudente: “Usa e Cina devono essere partner e amici, anche se non sempre vedono le cose allo stesso modo. Nonostante le differenze, dovremmo mantenere la giusta rotta e garantire la navigazione costante della gigantesca nave delle relazioni Cina-Usa. Questo è ciò che la storia ci ha insegnato e ciò di cui la realtà ha bisogno…lo sviluppo e la rivitalizzazione della Cina vanno di pari passo con la visione di Trump di rendere di nuovo grande l’America”. Sul fronte internazionale, Xi Jinping ha lisciato il pelo all’ego trumpiano, “apprezzando il grande contributo al recente cessate il fuoco a Gaza“: così Xi Jinping, che poi ha aggiunto che “anche Pechino ha promosso colloqui di pace per altre questioni critiche”, con riferimento in particolare all’invasione militare russa dell’Ucraina. Fuori dalla porta, invece, il tema più spinoso, ovvero Taiwan, di cui non si è parlato.  Si è parlato invece dell’export dei chip Usa verso Pechino, che gli Usa avevano bloccato, “ma non del chip – ha precisato Trump – di intelligenza artificiale Blackwell”, considerato all’avanguardia e prodotto da Nvidia. Trump ha infine fatto sapere che andrà a Pechino ad aprile 2026; poi, sarà Xi Jinping a volare a Washington. Da Pechino una prima valutazione a caldo con il nostro collaboratore Dario Di Conzo, co-curatore della rubrica “Levante”, ricercatore alla Scuola Normale Superiore e docente a contratto di riforme economiche della Cina contemporanea all’università Orientale di Napoli. Ascolta o scarica
October 30, 2025
Radio Onda d`Urto
LEVANTE: CORRISPONDENZA DA PECHINO CON IL NOSTRO COLLABORATORE DARIO DI CONZO
Puntata speciale, su Radio Onda d’Urto, di Levante, il nostro approfondimento mensile dedicato all’Asia Orientale. Venerdì 26 settembre a Pechino, capitale della Repubblica Popolare Cinese, abbiamo raggiunto telefonicamente Dario Di Conzo, collaboratore di Radio Onda d’Urto, co-curatore di Levante, ricercatore alla Scuola Normale Superiore e docente a contratto di riforme economiche della Cina contemporanea all’università Orientale di Napoli. In questa (prima) corrispondenza, abbiamo toccato diversi temi: * Le parole di Xi Jinping, videocollegato con l’80esima Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, che ha annunciato l’obiettivo di ” riduzione delle emissioni di gas serra della Cina al 2035. Da qui a 10 anni la Repubblica Popolare taglierà le emissioni di gas serra tra il 7 e il 10%” rispetto a un (non meglio) definito “picco massimo”, atteso per i prossimi mesi. In attesa di fatti concreti, le parole di Pechino hanno comunque avuto vasta eco, soprattutto se paragonate a quelle di poche ore prima dal presidente negazionista climatico Usa, Trump, che sempre all’Onu ha definito “il cambiamento climatico…la più grande truffa” di questo periodo storico. * Gli effetti concreti, sul piano economico e politico, del vertice SCO Tianjin 2025, il 25esimo summit dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, tenutosi a inizio settembre nella città cinese di Tianjin. * A chiudere, uno sguardo interno, tra una breve rassegna stampa cinese e le differenze registrabili sul campo tra la Pechino del 2025 e quella subito successiva alla pandemia da Covid19.   Ascolta la corrispondenza da Pechino, su Radio Onda d’Urto, con Dario Di Conzo. Ascolta o scarica
September 26, 2025
Radio Onda d`Urto
LEVANTE: APPROFONDIMENTO SULLA SITUAZIONE POLITICA IN BANGLADESH A UN ANNO DALLA RIVOLTA DEL LUGLIO 2024. INTERVISTA A ROMANE CAUQUI
Levante: la puntata di luglio 2025 dell’approfondimento mensile di Radio Onda d’Urto sull’Asia orientale, in onda all’interno di “C’è Crisi”, trasmissione dedicata agli scenari internazionali in onda ogni giovedì dalle ore 20 alle ore 21. In collegamento Dario Di Conzo, collaboratore di Radio Onda d’Urto, co-curatore di “Levante”, assegnista di ricerca alla Scuola Normale Superiore e docente a contratto all’Università Orientale di Napoli, e Romane Cauqui, dottoranda in Scienze politiche e sociali alla Scuola Normale Superiore, dove si occupa di condizioni di lavoro nel settore dell’abbigliamento nelle catene di produzione globali in Bangladesh e in Turchia. Romane Cauqui si è collegata con noi direttamente da Dacca. Con Romane Cauqui abbiamo parlato della storia recente e dell’attualità del Bangladesh, dove la ricercatrice si trova in questo momento proprio per condurre il proprio studio. In un primo momento le abbiamo chiesto una panoramica sulla realtà di questo paese del quale si sente parlare poco sui media alle nostre latitudini. L’estate scorsa, nel luglio 2024, il Paese è stato attraversato da un’ondata di proteste e mobilitazioni di massa contro il governo. Le manifestazioni, guidate dagli studenti, sono scoppiate in un primo momento per protestare prima contro un sistema di quote nei concorsi pubblici. Una repressione violenta da parte delle autorità ha però contribuito a trasformare la mobilitazione in un movimento nazionale contro l’autoritarismo. Il 5 agosto 2024, la prima ministra Sheikh Hasina, al potere da oltre 15 anni, ha lasciato il Paese. Questi eventi hanno aperto un nuovo capitolo nella vita politica del Bangladesh, che a distanza di un anno si sta ancora definendo. Da un anno, al potere c’è un governo provvisorio guidato da Muhammad Yunus, premio Nobel per la pace e figura di spicco dell’opposizione ad Hasina. Il governo di transizione è incaricato di portare a termine alcune riforme strutturali e di creare delle commissioni tematiche (sul lavoro, sulle questioni di genere, sulla riforma strutturale). Il lavoro dell’esecutivo risulta però molto lento e sta ricevendo critiche da tutte le forze politiche. In generale, si registra una forte frammentazione politica e, mentre si preparano le celebrazioni del primo anniversario della rivolta dell’estate 2024, tensioni e violenze tra gruppi e fazioni politiche diverse sono in aumento. La puntata di luglio 2025 di “Levante” su Radio Onda d’Urto con Dario Di Conzo e Romane Cauqui, dedicata alla situazione politica in Bangladesh. Ascolta o scarica.
July 18, 2025
Radio Onda d`Urto
LEVANTE: LA PENISOLA COREANA TRA NORD, SUD E RELAZIONI INTERNAZIONALI. CONVERSAZIONE CON MARCO MILANI E DARIO DI CONZO
Levante: nuova puntata, a giugno 2025, dell’approfondimento mensile di Radio Onda d’Urto sull’Asia orientale, all’interno di “C’è Crisi”, trasmissione dedicata agli scenari internazionali in onda ogni giovedì dalle ore 20 alle ore 21. In collegamento Dario Di Conzo, collaboratore di Radio Onda d’Urto, co-curatore di “Levante” e dottorando alla Normale di Pisa dove si occupa di Political economy cinese e Marco Milani, docente di Storia e istituzioni dell’Asia all’Università di Bologna, dove è ricercatore in Storia e società della Corea contemporanea, Storia e relazioni internazionali dell’Asia orientale, oltre che politica estera della Corea del Nord e della Corea del Sud. Con il professor Marco Milani ci concentriamo proprio sulla Penisola coreana, cercando di approfondire la situazione e le prospettive tanto nel Nord quanto a Sud, divise fin dai tempi della Guerra di Corea (1950-1953) e separata, tutt’ora, dalla Zona Demilitarizzata Coreana (DMZ), striscia di terra larga 4 chilometri stabilita dall’accordo di armistizio del 1953 ancora in vigore. Partiamo da Seoul, capitale della Corea del Sud. Qui, il 4 giugno 2025, è stato ufficialmente proclamato presidente Lee Jae-myung, del Partito democratico, chiudendo così – almeno formalmente – i sei mesi turbolenti seguiti alla dichiarazione della legge marziale, nel dicembre 2024, da parte dell'(ormai) ex presidente conservatore, Yoon Suk-yeol, poi deposto e attualmente incriminato per abuso di potere, insurrezione e alto tradimento.  A chiudere, invece, una riflessione su quanto accade a Pyongang, la capitale della Repubblica Popolare Democratica di Corea, conosciuta generalmente come Corea del Nord, per capire se e come l’elezione a Seoul di un esponente progressista – tradizionalmente favorevoli a rapporti meno muscolari con il vicino settentrionale – possa modificare la postura, intracoreana e anche internazionale di Kim Jong-un, leader del Paese fin dal 2011. Primo passo concreto: la fine, unilaterale ma di fatto coordinata, dei messaggi di propaganda incrociata che venivano trasmessi da entrambi i lati della DMZ a ciclo continuo, attraverso giganteschi impianti di amplificazione. La puntata di giugno 2025 di “Levante” su Radio Onda d’Urto con Dario Di Conzo e Marco Milani, dedicata alla Penisola Coreana. Ascolta o scarica
June 17, 2025
Radio Onda d`Urto