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WORKING CLASS HEROES: IL FESTIVAL DELLA LETTERATURA WORKING CLASS
  Si è tenuto dal 1o al 12 aprile il Festival Letteratura Working Class, organizzato da Edizioni Alegre, Collettivo di fabbrica ex Gkn, Soms Insorgiamo, Arci Firenze. Nella trasmissione del 13 aprile di Working Class Heroes, l’appuntamento di Radio Onda d’Urto con i temi del lavoro in onda alle 18,45 ogni due lunedì (e in replica alle 6,30 del mattino successivo) abbiamo chiesto come è andata a Salvatore Cannavò, del comitato promotore, e alla sindacalista Eliana Como, della Fiom e della Fondazione Di Vittorio.  Ascolta o scarica la puntata di Working Class Heroes del 13 aprile 2026 Ascolta o scarica
April 14, 2026
Radio Onda d`Urto
ONDA ANOMALA: PRE ALLARME DI LEGAMBIENTE LOMBARDIA SU RISCHIO SICCITA’. CDP PUNTA ANCORA SULLE ENERGIE FOSSILI
“Onda Anomala”- Notizie eventi movimenti dal clima che cambia, la trasmissione quindicinale di Radio Onda d’Urto all’interno della casetta degli attrezzi del martedi pomeriggio alle 18.45 in replica il mercoledi in apertura di trasmissioni alle 6.30. Legambiente Lombardia lancia un pre allarme. In un rapporto diffuso l’otto aprile si parla di rischio siccità: poca neve sulle Alpi e invasi montani al minimo: in Lombardia mancano oltre 800 milioni di metri cubi d’acqua. La situazione più critica è in Lombardia centrale: Iseo, fiume Oglio e bacini orobici sarebbero gia’ a corto di scorte di acqua per la stagione irrigua. Secondo i dati idrologici di ARPA Lombardia, marzo si è chiuso con un bilancio in rosso per le disponibilità idriche: tra grandi laghi, neve e invasi idroelettrici, l’ente regionale stima che mancano all’appello oltre 800 milioni di m3, in pratica un deficit di riserve idriche pari al 25%. È ancora presto per parlare di emergenza, visto che la stagione primaverile può ancora riservare fasi piovose, ma il rischio di esaurimento anticipato delle scorte idriche c’è ed interessa il settore della produzione idroelettrica e soprattutto le colture agricole, in particolare quelle più vulnerabili in termini di fabbisogni estivi, come il mais. Con noi Damiamo Di Simine Legambiente Lombardia Ascolta o scarica  Per l’associazione ambientalista è necessaria una transizione verso una agricoltura più sostenibile e meno esigente verso la risorsa idrica, nei sempre più frequenti episodi di scarsità, prevalentemente nel corso delle stagioni calde. Ancora Damiano Di Simine Ascolta o scarica  Nella seconda parte della puntata di oggi ci occupiamo invece della nuova Politica energetica di Cassa Depositi e Prestiti che rischia di aumentare la dipendenza energetica dalle fonti fossili. Lo sostengono Action Aid Italia, Focsiv, Legambiente, Movimento Laudato Si’ e ReCommon che esprimono rammarico per la nuova Politica del settore energia di Cassa Depositi e Prestiti (CDP), che introduce modifiche limitate rispetto alla precedente versione e non risponde all’urgenza di un riallineamento degli investimenti coerentemente agli obiettivi climatici. In particolare, le organizzazioni osservano come la Politica faccia ancora riferimento al gas come “ un contributo importante alla transizione energetica”, necessario a preservare la sicurezza energetica”. Numerosi studi mostrano come l’attuale infrastruttura di gas esistente in Italia sia in grado di soddisfare la domanda interna. Inoltre, in uno scenario coerente con gli obiettivi climatici, l’infrastruttura di gas odierna ha margini di riserva ampiamente soddisfacenti e tali da garantire un sistema energetico sicuro dal punto di vista dei volumi, senza la necessità di investire in un’espansione ulteriore della produzione. Dubbi vengono espressi anche per quanto riguarda le politiche nei confronti del gas non-convenzionale visto che anche progetti caratterizzati da elevati rischi ambientali e climatici restano finanziabili come quelli in acque profonde o nella foresta amazzonica. Abbiamo approfondito il tema con Simone Ogno di Re Common Ascolta o scarica  Onda Anomala puntata del 14 aprile 2026 Ascolta o scarica 
April 14, 2026
Radio Onda d`Urto
MESOPOTAMIA: IL PROCESSO DI ISTANBUL CONTRO IL CHP PERDE I PEZZI. ANKARA TRA I MEDIATORI SULL’IRAN
Nella puntata di venerdì 10 aprile 2026 di Mesopotamia – notizie dal vicino oriente, trasmissione della Cassetta degli attrezzi di Radio Onda d’Urto, abbiamo ospitato il giornalista Murat Cinar per fare il punto su diverse vicende che riguardano la Turchia. Insieme a Murat Cinar abbiamo fatto il punto sul “Processo di Istanbul”, che vede imputato e incarcerato il sindaco della megalopoli sul Bosforo, Ekrem Imamoglu, che è anche un importante esponente del primo partito di opposizione del parlamento di Ankara, cioè il Chp, insieme a centinaia di altri imputati. “Le fondamenta giudiziarie di questo processo scricchiolano”, afferma Murat Cinar. Alcuni testimoni chiave dell’accusa, infatti, hanno ritrattato le proprie versioni e ritirato la propria disponibilità a confermarle in aula. Martedì  7 aprile un commando armato ha attaccato il consolato israeliano di Istanbul. Nei giorni successivi le agenzie di stampa hanno riferito di numerosi arresti effettuati dalla polizia turca per quella sparatoria. Sebbene Ankara abbia dichiarato in maniera vaga che uno degli assalitori aveva avuto legami con una non meglio precisata “organizzazione che stumentalizza la religione”, al momento nessun gruppo ha rivendicato il tentato assalto. Per Murat Cinar, tuttavia, è evidente – in particolare per la storia di uno degli autori dell’attacco – che si tratti dell’organizzazione jihadista Isis. Il governo turco, però, secondo Cinar non vuole ammettere pubblicamente che il sedicente Stato Islamico sia ancora presente e attivo in Turchia. Il terzo punto che abbiamo affrontato con il giornalista Murat Cinar riguarda la guerra in Iran e l’escalation regionale provocata dall’attacco israelo-statunitense a Teheran. Abbiamo analizzato gli ultimi sviluppi dal punto di vista di Ankara. Il governo Erdogan, infatti, si è messo a disposizione come mediatore tra Stati Uniti e Iran perché interessato alla de-escalation nell’area. La puntata di Mesopotamia, su Radio Onda d’Urto, con l’intervista al giornalista Murat Cinar. Ascolta o scarica.
April 11, 2026
Radio Onda d`Urto
RADIO AFRICA: IN TUNISIA REPRESSIONE INTERNA E SOSTEGNO ESTERNO, IL DOPPIO VOLTO DELLA COOPERAZIONE UE
Radio Africa: nuova puntata, giovedì 9 aprile, per l’approfondimento quindicinale dedicato all’Africa sulle frequenze di Radio Onda d’Urto, dentro la Cassetta degli attrezzi. In questa puntata torneremo a parlare di Tunisia dove continua il consolidamento autoritario sotto la presidenza di Kaïs Saïed, evidenziando una repressione ormai strutturale che non si limita agli oppositori politici in senso stretto. Negli ultimi mesi si è infatti assistito a una crescente criminalizzazione delle pratiche di solidarietà, sia verso la causa palestinese sia verso i migranti. Attivisti coinvolti in iniziative umanitarie o politiche sono stati arrestati con accuse come riciclaggio o cospirazione. Questo segna un passaggio simbolico: la solidarietà stessa viene trattata come una minaccia ed è in questo quadro che avviene l’uso sistematico della giustizia come strumento politico. Si moltiplicano infatti gli attacchi all’indipendenza della giustizia, attraverso pressioni esercitate sui giudici e procedimenti contro avvocati e avvocate. “Il presidente dell’associazione dei Magistrati Tunisini, Anas Hmedi, è stato condannato al carcere perché lui, come altri giudici, continuano a combattere per l’indipendenza della giustizia, ma oggi combattere contro l’oppressione, combattere contro l’autoritarismo è diventata una condanna” commenta ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Majdi Karbai, già deputato tunisino dell’opposizione di sinistra e ora esiliato in Italia. Parallelamente, mentre continua il deterioramento della situazione dei diritti umani nel paese e nonostante le accuse di complicità con i trafficanti e i casi di violenze in mare, sul piano internazionale, l‘Unione Europea continua a rafforzare la cooperazione con Tunisi, in particolare attraverso finanziamenti, forniture e programmi legati al controllo delle frontiere. Il memorandum firmato nel 2023 ha intensificato questa collaborazione, contribuendo alla cosiddetta esternalizzazione delle politiche migratorie. “Il progetto di migrazione regolare sicura e le forniture europee, anche degli Stati membri, inclusa l’Italia, a favore della Tunisia, mostrano un po’ le due facce del controllo dei flussi migratori, per come viene vista dalla sponda nord del Mediterraneo, dall’Unione Europea e da tutti gli Stati membri” commenta Matteo Garavoglia, giornalista che si occupa principalmente di Tunisia e Nord Africa con analisi e reportage sul campo. La puntata di Radio Africa, in onda giovedì 9 aprile alle ore 18.45 e in replica venerdì 10 aprile, alle ore 6.30. Ascolta o scarica.
April 9, 2026
Radio Onda d`Urto