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apocalisse e fantascienza
La fantascienza è stata tra gli stili narrativi quello che più di tutti ha cercato di sondare e anticipare il futuro, ma oggi che l’apocalisse la viviamo nel quotidiano anche questo genere letterario vive un rinnovamento sperimentale. L’apocalisse sembra il continium del presente con l’accentuarsi delle fratture prodotte dal dominio capitalista: gli stravolgimenti climatici, il divario di classe, la sacrificabilità di esseri e ambienti, e molte altre tragiche prospettive. Fenditure nell’ambiente che si ritrovano nel tessuto sociale dove l’adattabilità a questo mondo invivibile si traduce in alienazione, guerra di tutti contro tutti, individualismo e disinteresse. Eppure immaginarsi il futuro significa anche immaginarsi delle resistenze o, ancor meglio, dei radicali cambiamenti, perchè l’apocalissi non è una fine ma anche un nuovo inizio. Ne parliamo con Davide e Stefania autor di due racconti pubblicati su Apocalipse Tomorrow (Agenzia X, 2026) Apocalypse tomorrow | AgenziaX
come si costruisce una storia. ricerca tra le valli occitane
L’Occitania è una “nazione tipicamente colonizzata”. I suoi territori sono da sempre preda dell’industria estrattiva pronta a estrarre e privatizzare risorse come acqua o uranio. é un territorio frammentato dalla divisione in confini degli Stati-nazione, con la rispettiva perdita di cultura, lingua, rapporti comunitari. Ma è anche un territorio difficile, dove in molti sono espatriati cercando fortuna altrove, ma trovando spesso razzismo e galera, ma anche reti internazionaliste e gruppi ribelli. é il caso di Platanò andato a Tolone per trovar fortuna come operaio portuale e trovatosi prima nelle lotte anti-militariste e poi affiliato alla Banda Bonnot, per poi morire durante una fuga, probabilmente per mano amica. Sorte comune a Menelik, partigiano-bandito della prima ora, espropriatore d’assalto non inquadrabile nelle forze partigiane ufficiali e probabilmente ucciso dalle stesse. Queste e altre storie ci racconta Lele Odiardo sulle pagine di Nunatak (nunatak.noblogs.org) o nei libri autoprodotti come “Sempre primi nelle imprese più arrischiate” (Untitled Document), in una ricerca che riprende, non solo storie locali, ma un periodo di resistenza armata che va dal primo dopoguerra con l’esperienza degli Arditi del Popolo alle bande partigiane passando per la guerra in Spagna. in questa lunga chiacchierata conosciamo i “segreti” dello storico indipendente e come si muove nella sua ricerca, tra veline poliziesche, archivi ecclesiastici e racconti orali.