Tag - freedom flotilla coalition

Lettera aperta delle due Flotillas al Governo Italiano
Alla cortese attenzione della Presidente del Consiglio On. Giorgia Meloni Oggetto: richiesta urgente di intervento preventivo a tutela della Global Sumud Flotilla e delle imbarcazioni della Freedom Flotilla Coalition Gentile Presidente del Consiglio, con la presente Le chiediamo un intervento urgente, concreto e preventivo del Governo italiano a tutela della Global Sumud Flotilla e delle imbarcazioni della Freedom Flotilla Coalition, missioni civili e umanitarie dirette verso Gaza con a bordo circa seicento attivisti, osservatori internazionali e giornalisti di numerose nazionalità. Le imbarcazioni trasportano esclusivamente aiuti umanitari civili: materiale medico, alimentare, educativo e strumenti essenziali destinati a una popolazione sottoposta da anni a una gravissima emergenza umanitaria. L’azione della Global Sumud Flotilla e della Freedom Flotilla Coalition rappresenta inoltre una forma di manifestazione civile e nonviolenta via mare, analoga alle manifestazioni pubbliche che si svolgono nelle città e nelle nazioni democratiche. Si tratta di un’azione dal carattere simbolico, politico e umanitario, certamente provocatorio nel senso più alto e democratico del termine, ma interamente pacifico e fondato sui principi della nonviolenza. Alla luce dei precedenti abbordaggi, sequestri e detenzioni avvenuti contro missioni analoghe, riteniamo indispensabile che il Governo italiano assuma una posizione chiara e preventiva affinché nessuna imbarcazione civile venga fermata o attaccata in acque internazionali o nazionali come nella notte tra il 29 e il 30 aprile u.s. Chiediamo pertanto che il Governo: -convochi immediatamente l’Ambasciatore israeliano in Italia per chiedere garanzie pubbliche sull’incolumità degli attivisti presenti sulla Global Sumud Flotilla e sulle imbarcazioni della Freedom Flotilla Coalition; -dichiari formalmente inaccettabile qualsiasi abbordaggio o uso della forza contro imbarcazioni civili e non armate; -attivi preventivamente Unità di Crisi, Ambasciate e Consolati italiani affinché sia garantita immediata tutela diplomatica e legale ai cittadini italiani ed europei eventualmente coinvolti; -promuova una presa di posizione urgente dell’Unione Europea a tutela della libertà di navigazione e delle missioni umanitarie civili; -sostenga in sede europea una discussione sulla sospensione degli accordi di cooperazione e commerciali con Israele qualora continuino violazioni del diritto internazionale e azioni contro civili e operatori umanitari; -valuti l’adozione di sanzioni diplomatiche e politiche in caso di abbordaggi illegittimi, sequestri o violenze contro la Global Sumud Flotilla e la Freedom Flotilla Coalition; -eserciti ogni possibile pressione diplomatica affinché venga interrotto l’assedio imposto a Gaza dal 2007 e sia consentito il libero accesso degli aiuti umanitari alla popolazione civile. La comunità internazionale non può limitarsi a intervenire dopo eventuali violazioni: è necessario agire preventivamente affinché esse non avvengano. La richiesta qui avanzata riguarda la tutela della vita umana, del diritto internazionale, della libertà di navigazione. Confidiamo che il Governo italiano voglia esercitare pienamente la propria responsabilità politica e diplomatica in difesa dei principi fondamentali del diritto internazionale e della protezione dei civili. La presente lettera è pubblica e può essere divulgata, diffusa e sottoscritta da tutte le cittadine e i cittadini che desiderino aderire a questo appello. Distinti saluti, I cittadini e le cittadine italiane firmatarie freedomflotilla.info Redazione Italia
May 17, 2026
Pressenza
La Global Sumud Flotilla riparte per Gaza
La Global Sumud Flotilla (GSF) dichiara la ripartenza con la conferenza stampa di Marmaris, confermando gli obiettivi della missione nonviolenta, civile e umanitaria che procederà per rompere l’assedio illegale di Israele su Gaza. La flotta riparte il 14 maggio, unendo le forze con la Freedom Flotilla Coalition per arrivare a 54 barche e circa 500 partecipanti dalle 45 delegazioni.  Così come il mondo si mobilita dopo oltre 78 anni di occupazione, pulizia etnica e apartheid palestinese, la flotilla sarà in mare navigando verso Gaza e dichiarando che la sola commemorazione senza azione non è più abbastanza. Dopo un mese in cui  il regime sionista e le sue forze di occupazione si sono caratterizzati per le violenze in mare e le azioni illegali, gli abusi e le torture documentate su attivisti per i diritti umani, la nostra flotta si è riorganizzata e ampliata in preparazione dell’ultima tappa del suo percorso verso le coste di Gaza, dove verranno consegnati cibo e aiuti alle famiglie palestinesi e ai bambini che continuano a sopravvivere sotto la brutale occupazione israeliana. Il mandato strategico per l’azione La decisione di procedere si fonda su principi fondamentali. Mentre il sistema sanitario di Gaza continua ad affrontare il collasso totale, la flotta medica della flotilla rappresenta un intervento umanitario diretto, guidato da civili. Gli organizzatori della GSF hanno sottolineato che con il tentativo del regime israeliano di rendere il blocco lo status quo permanente, il rischio strategico dell’inazione è diventato di gran lunga superiore ai rischi della navigazione. Questa decisione fa seguito al ritorno dei membri dello Steering Committee  Saif Abukeshek e Thiago Ávila, rilasciati il  10 maggio  dopo dieci giorni di detenzione illegale, abusi sistematici e torture per mano dello Stato israeliano, nonché percosse e abusi sessuali subiti dai volontari della flottiglia, illegalmente intercettati e detenuti in acque internazionali europee il 29 aprile. Il loro ritorno testimonia la mobilitazione internazionale, ma la loro liberazione non rappresenta una vera libertà finché oltre 9.500 palestinesi rimangono intrappolati in un sistema di tortura e impunità. Per la flotilla, l’imperativo morale di un’azione diretta contro il regime israeliano supera di gran lunga i rischi del silenzio di fronte al genocidio e alla pulizia etnica in corso. Parallelamente alla ripartenza via mare, il convoglio terrestre attualmente radunato in Nord Africa si appresta a raggiungere il confine Libia-Egitto; con decine di camion e centinaia di partecipanti provenienti da oltre 30 Paesi, questa missione via terra si sta muovendo attraverso la Libia verso il valico di Rafah. La missione si sta ulteriormente evolvendo verso un movimento di lotta per la liberazione dei popoli oppressi. Alcuni rappresentanti della comunità Rohingya e di altri popoli oppressi si sono uniti alla flotta, individuando la lotta per la liberazione per Gaza e per la Palestina come punto di riferimento di una rivolta globale contro il genocidio. Una sfida diretta alla complicità globale e alla pirateria di Stato Gli organizzatori della flotilla hanno condannato la complicità del governo greco, dell’Unione Europea e di altri Stati, il cui silenzio ha permesso all’esercito di occupazione israeliana di effettuare il sequestro e le illegalità in acque internazionali, a oltre 1.000 km da Gaza,  in totale impunità. Parallelamente agli assessment tecnici, alcuni esperti legali internazionali hanno finalizzato una strategia globale di riconoscimento delle responsabilità in un simposio giuridico tenutosi la scorsa settimana. Questa strategia prevede l’avvio immediato di procedimenti giudiziari e potenziali azioni presso la Corte Penale Internazionale contro Israele e i governi che forniscono copertura diplomatica e logistica per questi crimini, l’esplorazione di azioni legali in oltre 30 Paesi e l’ininterrotta richiesta di sanzioni e risarcimenti a Israele per il genocidio in corso contro il popolo palestinese. La GSF continua a chiedere che vengano formalmente accertate le responsabilità per le violenze e gli abusi sessuali inflitti ai partecipanti. La GSF sostiene che le missioni marittime civili sono saldamente protette dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS), un quadro normativo che Israele e i suoi alleati stanno attualmente smantellando. Una sfida diretta alla codardia politica La missione rappresenta una sfida diretta ai leader mondiali che hanno offerto solo dichiarazioni e lettere di condanna ben calibrate, pur assistendo al continuo genocidio e alla riduzione alla fame di Gaza. Mentre 14 relatori speciali delle Nazioni Unite, i primi ministri di Spagna e Brasile e 19 membri del Congresso degli Stati Uniti si sono espressi, il Dipartimento di Stato americano ha minacciato i propri cittadini anziché difenderli dagli attacchi nelle acque internazionali. Questa risposta viene documentata come un fatto giuridico e politico. In assenza di un intervento degli Stati, persone di coscienza stanno agendo con i propri corpi come barriera tra la brutalità militare sionista e le vite dei palestinesi. Mentre la flotilla prende il largo, i leader del movimento e della società civile palestinese stanno coordinando momenti di mobilitazioni e proteste globali via terra, con oltre 400 azioni pianificate in 47 Paesi il 15 e 16 maggio. Global Sumud Flotilla
May 14, 2026
Pressenza
L’opera d’arte collettiva che ‘naviga’ insieme alla Flotilla
Il Global Movement to Gaza riunisce organizzatori e partecipanti della Marcia Globale verso Gaza, svoltasi in Egitto nel giugno 2025. Il movimento rappresenta uno dei bracci operativi della più ampia Global Sumud Flotilla, insieme alle delegazioni della Freedom Flotilla Coalition e del Convoglio Sumud, uniti in uno sforzo comune per porre fine all’assedio israeliano di Gaza e consegnare aiuti umanitari attraverso un’azione coordinata e non violenta. L’obiettivo è chiaro: rompere pacificamente il blocco imposto a Gaza e portare cibo e aiuti medici urgentemente necessari a una popolazione stremata. Dopo la prima missione del settembre 2025, il 26 aprile 2026 è partita una seconda missione civile e non violenta via mare: più determinata e ancora più imponente, diretta a Gaza. La missione è promossa dal Global Movement to Gaza e dalla Global Sumud Flotilla e vi partecipa anche dall’Italia, con le barche partite dal porto di Augusta. Questa volta anche l’arte è parte integrante della traversata, in cui naviga con la grande opera collettiva di Giovanni Gaggia, un progetto processuale tra memoria, attivismo e resistenza, intitolata “Com’è il cielo in Palestina?”. L’iniziativa nasce dalla società civile e intende rompere il silenzio sull’assedio che da anni colpisce la popolazione palestinese, richiamando con forza il rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale. L’opera si compone di parole, ricamate sulle bandiere issate alle navi della flotta. “È tempo di restituire importanza e peso alle parole che utilizziamo: parole che se scelte con responsabilità e umanità, lontano da pregiudizi, da logiche di convenienza e da meri interessi di parte, hanno il potere di cambiare la storia – spiega l’autore – L’arte, in questo caso, accoglie l’invito a sostenere la missione, seguendola, raccontandola, trasformandola e contribuendo a dare visibilità ai fatti e alla mobilitazione della società civile. Un’opera d’arte, così come ogni voce, in particolare quella della stampa, può fare la differenza nel mantenere alta l’attenzione sull’urgenza di difendere i diritti umani e la dignità della popolazione palestinese”. Molteplici sono le città in cui si sono svolti momenti di ricamo collettivo: Torino, Verbania (VB), Mondovì (CN), Venezia, Milano, Varese, Sondrio, Ancona, Urbino (PU), San Benedetto del Tronto (AP), Pescara, Teramo e Roma. Le bandiere hanno iniziato a venire issate il 22 marzo ad Ancona, tra cui il vessillo realizzato dall’artista con la frase di Vittorio Arrigoni “Restiamo umani” e salpato con l’ammiraglia, e poi a Civitavecchia e alla partenza ufficiale della flotta, ad Augusta il 26 aprile. Com’è il cielo in Palestina? è un’opera processuale nata nel 2023 nell’ambito di Pesaro 2024 – Capitale Italiana della Cultura, poi sviluppatasi in una grande installazione presentata alla Casa della Memoria di Milano. Il progetto ha quindi proseguito il suo percorso in forma diffusa in diverse città italiane — Nuoro, Catania e Jesi — coinvolgendo mostre, scuole e laboratori di arte partecipata, e continua a crescere come pratica collettiva che attiva territori e comunità. L’intero percorso sarà raccontato in un saggio di prossima pubblicazione. Un cammino che non si interrompe e che contribuisce a mantenere viva l’attenzione su Gaza in un momento in cui l’interesse mediatico appare affievolito, il lavoro di Gaggia invita a una presa di posizione contro l’inerzia e la rassegnazione: ogni coperta diventa bandiera e voce collettiva, capace di portare un messaggio di solidarietà. Le frasi ricamate, mantenute nella lingua originale, raccontano dolore e assedio ma anche la speranza di un cielo condiviso oltre muri e confini. Un mantra di pace e comunanza pronto a viaggiare verso Gaza e oltre, per continuare a tessere resistenza e sostegno, il progetto si è progressivamente ampliato grazie al contributo di comunità di diverse città italiane, diventando un’opera collettiva e diffusa che può vivere anche senza la presenza diretta dell’artista: le testimonianze vengono “adottate” e ricamate dalle comunità. Questo processo partecipativo si è intrecciato con iniziative di solidarietà, tra cui il Global Movement to Gaza e la Global Sumud Flotilla. Per la nuova missione, il testo suddiviso in 100 parti e ricamato su 100 bandiere della Palestina issate sulle navi della flottiglia è una lettera ricevuta da Silvia Severini mentre si trovava a bordo della Global Sumud, una voce da Gaza che accompagnerà la missione: > Alla mia cara amica che ora naviga verso di noi attraverso il mare,so che la > distanza è grande e che non hai possibilità di comunicare con me, ma il mio > cuore ti accompagna in ogni onda e in ogni brezza che spinge la tua nave verso > le coste di Gaza. > > La tua presenza a bordo di questa flottiglia non è soltanto un viaggio: è un > grande messaggio umanitario, una testimonianza che il mondo non ha dimenticato > Gaza e i suoi bambini. Qui attendiamo il suono della sirena della tua nave > come chi, assetato, attende una goccia d’acqua. Aspettiamo il tuo arrivo con > un cuore colmo di speranza in mezzo al dolore. > > Voglio che tu sappia che il tuo coraggio ci dona a Gaza una forza raddoppiata, > e che un solo tuo sorriso al tuo arrivo vale per noi un’intera vita. Per > quanto il tuo viaggio sia difficile e pericoloso, ci basta sapere che hai > scelto di stare con noi, invece di guardarci da lontano. > > Che tu torni o rimanga, il tuo nome resterà inciso nei nostri cuori. > Racconteremo ai nostri bambini che hai attraversato il mare per noi, portando > luce in un momento di oscurità. > > Stammi bene, amica mia. Ti aspettiamo pregando, con le mani alzate al cielo > perché tu possa arrivare sana e salva. > > Khaled   COM’È IL CIELO IN PALESTINA? Maddalena Brunasti
April 28, 2026
Pressenza
Prima Napoli, poi Cetraro: la flottiglia “Thousand Madleens to Gaza” arriva nel sud Italia
Partite da Marsiglia il 4 aprile, le imbarcazioni di Thousand Madleens to Gaza e della Freedom Flotilla Coalition si apprestano a raggiungere le coste italiane. Questa missione internazionale, organizzata per sfidare il blocco e fornire solidarietà concreta al popolo palestinese, farà tappa a Napoli e Cetraro prima di fare rotta verso Gaza. Programma della Flottiglia e porti di scalo * 10–12 Aprile | NAPOLI: Il primo approdo pubblico in Italia. Tre giorni di impegno con le istituzioni locali, le reti sociali e la cittadinanza per ribadire il ruolo dei porti del Mediterraneo come spazi di pace. * Dopo Napoli | CETRARO (Calabria): Cetraro è stata scelta per la sua storia di solidarietà e come posizione di contrasto all’uso delle infrastrutture regionali per la logistica militare. Carico di Solidarietà: Ricostruire la Vita Quotidiana Mentre le rotte commerciali globali continuano a facilitare il transito di armamenti e merci “dual-use” (a doppio uso), le 20 imbarcazioni della flotta di “Thousand Madleens to Gaza” trasportano forniture civili essenziali richieste dalla popolazione palestinese per ricostruire ciò che è stato distrutto: * Sostentamento: Barche da pesca, sementi agricole e sistemi di irrigazione. * Istruzione e cultura: Materiale scolastico, materiali artistici e kit per il ricamo tradizionale. * Salute: Prodotti igienico-sanitari essenziali. Tutto ciò che si trova a bordo è il risultato di campagne internazionali di raccolta fondi e di solidarietà dal basso. “Mentre l’attenzione internazionale si sposta verso le escalation geopolitiche e l’economia di guerra globale e mentre il blocco continua a spingere Gaza sempre più a fondo nella devastazione, noi scegliamo di moltiplicare le rotte della solidarietà. Gaza non può più essere ignorata.” Una scelta politica: Napoli e la Calabria Napoli sarà la prima tappa pubblica della missione in Italia — una città che storicamente si schiera contro l’oppressione. La scelta di Cetraro parla a tutto il Sud Italia: in una regione segnata da anni di tagli ai servizi pubblici, la trasformazione di un porto pubblico in un centro per la solidarietà internazionale funge da rifiuto dell’ “economia di guerra” a favore degli investimenti sociali e dei diritti umani. Redazione Italia
April 8, 2026
Pressenza