L’ALTO ADIGE CHIUDE I DORMITORI. 250 LAVORATORI SBATTUTI IN STRADA NEL TERRITORIO CHE OSPITA 9 MILIONI DI TURISTI L’ANNO
Duecento solidali si sono ritrovati questo pomeriggio al presidio di piazza
Municipio a Bolzano per reclamare il diritto ad una casa per le centinaia di
persone, tra cui molti lavoratori di origine migrante, che da oggi sono state
sbattute fuori dai dormitori pubblici. Si tratta dei centri “emergenza freddo”
che, come in moltissime città italiane, chiudono le porte in questo periodo e
lasciano migliaia di persone in tutta Italia “nel tunnel della precarietà e
della marginalità”.
Con la chiusura dei dormitori di Bolzano, Merano, Brunico e Appiano, solo in
Alto Adige circa 250 persone si ritroveranno a vivere per strada. Lo stesso
territorio, tra i più ricchi d’Europa e a forte vocazione turistica, ha
registrato “nel 2025, 36 milioni di pernottamenti”, ospitando circa 9 milioni di
turisti. “Non si riescie però a trovare casa per qualche centinaio di persone”,
tra cui lavoratori attivi proprio nel settore turistico.
Tre le richieste che arrivano dal presidio: “non chiudere le strutture con
l’arrivo della primavera; iniziare un percorso condiviso tra Comune e Provincia
di Bolzano per stabilizzare le persone” in particolare migranti, di cui il
territorio ha fortemente bisogno per assicurare il funzionamento della propria
economia; affrontare il tema della casa investendo sulle politiche abitative,
dato che anche in Sud Tirolo il diritto all’abitare è tutt’altro che garantito.
L’intervista con Matteo di Bozen Solidale che ha organizzato il presidio.
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