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L’ALTO ADIGE CHIUDE I DORMITORI. 250 LAVORATORI SBATTUTI IN STRADA NEL TERRITORIO CHE OSPITA 9 MILIONI DI TURISTI L’ANNO
Duecento solidali si sono ritrovati questo pomeriggio al presidio di piazza Municipio a Bolzano per reclamare il diritto ad una casa per le centinaia di persone, tra cui molti lavoratori di origine migrante, che da oggi sono state sbattute fuori dai dormitori pubblici. Si tratta dei centri “emergenza freddo” che, come in moltissime città italiane, chiudono le porte in questo periodo e lasciano migliaia di persone in tutta Italia “nel tunnel della precarietà e della marginalità”. Con la chiusura dei dormitori di Bolzano, Merano, Brunico e Appiano, solo in Alto Adige circa 250 persone si ritroveranno a vivere per strada. Lo stesso territorio, tra i più ricchi d’Europa e a forte vocazione turistica, ha registrato “nel 2025, 36 milioni di pernottamenti”, ospitando circa 9 milioni di turisti. “Non si riescie però a trovare casa per qualche centinaio di persone”, tra cui lavoratori attivi proprio nel settore turistico. Tre le richieste che arrivano dal presidio: “non chiudere le strutture con l’arrivo della primavera; iniziare un percorso condiviso tra Comune e Provincia di Bolzano per stabilizzare le persone” in particolare migranti, di cui il territorio ha fortemente bisogno per assicurare il funzionamento della propria economia; affrontare il tema della casa investendo sulle politiche abitative, dato che anche in Sud Tirolo il diritto all’abitare è tutt’altro che garantito. L’intervista con Matteo di Bozen Solidale che ha organizzato il presidio. Ascolta o scarica
April 7, 2026
Radio Onda d`Urto
BASI MILITARI IN ITALIA, “DAL 1949 CIECA OBBEDIENZA AGLI ACCORDI SECRETATI CON GLI USA”. ANTONIO MAZZEO COMMENTA LE PAROLE DEL MINISTRO CROSETTO
Informativa del ministro della Difesa Crosetto oggi pomeriggio alla Camera sull’uso delle basi militari statunitensi in Italia, dopo il presunto stop a Sigonella per i caccia bombardieri statunitensi diretti in Iran. Crosetto rassicura: “rispettare accordi non vuol dire essere coinvolti in una guerra. Noi siamo parte della Nato, non siamo in guerra con l’Iran”, ha detto, senza menzionare i costi del riarmo italiano, in una fase di forte accelerazione. Il costo supera i 73 miliardi di euro, superando di circa quattro volte l’ultima legge di bilancio come ha sottolineato l’osservatorio Milex. Nel suo discorso alla Camera, Crosetto ha ribadito più volte che il suo governo sta agendo in perfetta continuità con i precedenti: “l’applicazione degli accordi sull’uso delle basi militari americane in Italia è sempre stata caratterizzata da un’assoluta, coerente continuità da oltre 75 anni. Nessun governo, di nessun colore politico ha mai disatteso, messo in discussione o anche solo ventilato l’ipotesi di non attuare i trattati internazionali fra Italia e Stati Uniti. Nessun governo, giustamente, ha mai messo in discussione questi accordi. Ne ha preso atto e li ha applicati”. Sul fronte Politica di Palazzo, giovedì sarà il turno della premier Meloni, che – dopo settimane di assenze e silenzi assordanti – si presenterà in Parlamento a seguito della debacle del No al referendum e le dimissioni di Santanchè, Delmastro e Bartolozzi e ora il caso Piantedosi. Abbiamo commentato le parole del ministro Crosetto con Antonio Mazzeo, ricercatore per la pace e autore del blog omonimo. Ascolta o scarica Nell’intervista abbiamo chiesto a Mazzeo una riflessione sulla presenza di basi militari statunitensi in Italia, ma anche di basi italiane in diverse zone del mondo. Una presenza che alcuni paesi ritengono ingombrante. Siamo anche ritornati sulla notizia del Ministro che aveva negato agli Stati Uniti l’uso della base di Sigonella ad alcuni bombardieri provenienti dalla Gran Bretagna. Il governo aveva rivendicato la decisione, sempre rimandando ai trattati semi segreti siglati con gli Stati Uniti a partire dagli anni successivi alla seconda guerra mondiale. Secondo questi, l’attività bellica dovrebbe essere autorizzata dal Parlamento. Eppure in seguito all’aggressione militare israelo-statunitense all’Iran, il traffico aereo dalle parti della base di Sigonella è aumentato. A margine dell’intervista, Antonio Mazzeo ci anticipa gli argomenti che affronterà nei tre incontri di questo finesettimana dei quali sarà protagonista a Bolzano, Verona e Brescia. “Carne da Cannone. Riarmo, militarizzazione, guerre e genocidi” è il titolo del triplo appuntamento: a Bolzano giovedì 9 aprile presso lo spazio autogestito 77, via Dalmazia 77, alle ore 20. A Verona, venerdì 10 aprile presso la sala conferenze Erminio Lucchi, dietro lo stadio, in piazzale Olimpia 3, alle ore 20.30. A Brescia, sabato 11 aprile presso l’aula magna dell’istituto Mantegna, via Fura 96, alle ore 15.30.    
April 7, 2026
Radio Onda d`Urto