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“NESSUNO SPAZIO AL FASCISMO”: CA’ DI DAVID (VR) E TERMENO (BZ) SI MOBILITANO CONTRO LA CALATA NERA
Dopo il ritrovo del Veneto Fronte Skinheads a Pietramurata, l’estrema destra rispunta a Ca’ di David e a Termeno. Pronta la risposta antifascista che ha organizzato due presidi per chiedere di ritirare gli spazi, anche privati, concessi a gruppi reazionari e violenti. Il più partecipato dei due appuntamenti si terrà da giovedì 10 settembre fino a domenica 13 nella frazione veronese di Ca’ di David, dove è previsto il raduno nazionale di CasaPound con ospiti inquietanti con precedenti anche penali, case editrici cosiddette non conformi e gruppi musicali “rock contro il comunismo”. Tra gli ospiti più noti Gianluca Iannone, fondatore e presidente di CasaPound e frontman del gruppo nazirock Zetazeroalfa, Franco Nerozzi, “vecchia conoscenza delle Procure per ambigue attività solidali, incluso un tentato colpo di Stato alle isole Comore”, Jacopo Massetti di Brescia ai Bresciani, Salvatore Ferrara della Rete dei patrioti, Ivan Sogari del Veneto Fronte Skinheads. Al raduno dei camerati da salotto non potevano mancare le sedicenti case editrici legate all’estrema destra, quali Altaforte edizioni, Passaggio al Bosco, Inquadrature perfette, Cinabro edizioni. Tra i temi collanti quello della remigrazione “genialata di cui i volpini del terzo millennio si sono fatti strappare il copyright da Vannacci” e alla quale sarà dedicata la giornata di sabato. “Una rete pericolosa” quella che si ritroverà alla quattro giorni di CasaPound, come ha detto ai nostri microfoni la giornalista e militante del Circolo Pink Paola Bonatelli, contro la quale è stato organizzato un presidio antifascista questo giovedì 10 settembre. Appuntamento alle ore 18.30 in piazza della Chiesa – piazza Roma, Ca’ di David, Verona. Abbiamo analizzato il profilo dei personaggi e degli organizzatori che si ritroveranno al raduno nazionale di CasaPound con la giornalista e militante del Circolo Pink Paola Bonatelli. Dopo di lei Giovanna, cittadina antifascista di Ca’ di David, ci racconta le ragioni della protesta. Ascolta o scarica L’estrema destra si organizza anche a Termeno, in provincia di Bolzano, dove questo sabato 12 settembre, si terrà un incontro provinciale dei giovani del partito “Süd-Tiroler Freiheit”. Ospite “d’onore” sarà Jean-Pascal Hohm, presidente dell’organizzazione giovanile dell’AfD “Generation Deutschland”. Jean-Pascal Hohm propaga la remigrazione, la sostituzione etnica e “faceva anche parte di un gruppo di hooligan dell’Energie Cottbus, di estrema destra e inclini alla violenza, che all’epoca si era fatto notare allo stadio per gli slogan antisemiti di stampo neonazista, i saluti nazisti e le aggressioni ai poliziotti”. Contro il “palcoscenico per chi disprezza la democrazia, tollera l’antisemitismo e stringe alleanze con i neofascisti” il collettivo “Hohm go home” ha organizzato un presidio che si terrà a Termeno sabato 12 settembre alle ore 16 in luogo in via di definizione. Per tutti gli aggiornamenti sul luogo esatto, si consiglia di seguire le pagine social di Bozen Solidale. Abbiamo fatto il punto con Matteo di Bozen Solidale – Spazio 77, tra le realtà promotrici del presidio. Ascolta o scarica
September 8, 2026
Radio Onda d`Urto
BOLZANO: IL SETTIMO PRESIDIO IN SETTE SETTIMANE CHIEDE DI “RIAPRIRE I CENTRI DI ACCOGLIENZA E LAVORARE SU UN PIANO CASA”
“Riaprire tutti i centri di accoglienza che sono stati chiusi nella provincia di Bolzano” e i servizi ex Sprar, è la richiesta del settimo presidio che si è svolto martedì pomeriggio in piazza Municipio. Oltre ai lavoratori migranti rimasti fuori dai dormitori per i quali da settimane si chiede urgentemente un tetto, il tema si allarga al diritto all’abitare, data la gravissima crisi in atto in tutto il Sudtirolo. È necessario lavorare subito su un “piano casa, non tanto per comprarla” perché è diventato impossibile, ma “per l’affitto, dato che attualmente il 60-70 percento dello stipendio” viene speso per l’alloggio. “Case che sono sempre più piccole e sempre più destinate al turismo”: sono infatti 40 milioni i pernottamenti annuali in Alto Adige. Nonostante i presidi in corso da sette settimane, le soluzioni finora proposte dalle istituzioni locali sono superficiali e insufficienti, infatti con la chiusura dei dormitori invernali centinaia di lavoratori migranti si sono riversati sul capoluogo altoatesino, che è l’unico centro a disporre di servizi di bassa soglia. La prossima assemblea pubblica per il diritto all’abitare, insieme ai compagni e alle compagne di Abitare Bozen, si terrà mercoledì 20 maggio alle ore 20 presso lo Spazio 77 di via Dalmazia, 77 f. Gli aggiornamenti con Matteo, compagno di Bozen solidale. Ascolta o scarica
May 13, 2026
Radio Onda d`Urto
L’ALTO ADIGE CHIUDE I DORMITORI. 250 LAVORATORI SBATTUTI IN STRADA NEL TERRITORIO CHE OSPITA 9 MILIONI DI TURISTI L’ANNO
Duecento solidali si sono ritrovati questo pomeriggio al presidio di piazza Municipio a Bolzano per reclamare il diritto ad una casa per le centinaia di persone, tra cui molti lavoratori di origine migrante, che da oggi sono state sbattute fuori dai dormitori pubblici. Si tratta dei centri “emergenza freddo” che, come in moltissime città italiane, chiudono le porte in questo periodo e lasciano migliaia di persone in tutta Italia “nel tunnel della precarietà e della marginalità”. Con la chiusura dei dormitori di Bolzano, Merano, Brunico e Appiano, solo in Alto Adige circa 250 persone si ritroveranno a vivere per strada. Lo stesso territorio, tra i più ricchi d’Europa e a forte vocazione turistica, ha registrato “nel 2025, 36 milioni di pernottamenti”, ospitando circa 9 milioni di turisti. “Non si riescie però a trovare casa per qualche centinaio di persone”, tra cui lavoratori attivi proprio nel settore turistico. Tre le richieste che arrivano dal presidio: “non chiudere le strutture con l’arrivo della primavera; iniziare un percorso condiviso tra Comune e Provincia di Bolzano per stabilizzare le persone” in particolare migranti, di cui il territorio ha fortemente bisogno per assicurare il funzionamento della propria economia; affrontare il tema della casa investendo sulle politiche abitative, dato che anche in Sud Tirolo il diritto all’abitare è tutt’altro che garantito. L’intervista con Matteo di Bozen Solidale che ha organizzato il presidio. Ascolta o scarica
April 7, 2026
Radio Onda d`Urto
BASI MILITARI IN ITALIA, “DAL 1949 CIECA OBBEDIENZA AGLI ACCORDI SECRETATI CON GLI USA”. ANTONIO MAZZEO COMMENTA LE PAROLE DEL MINISTRO CROSETTO
Informativa del ministro della Difesa Crosetto oggi pomeriggio alla Camera sull’uso delle basi militari statunitensi in Italia, dopo il presunto stop a Sigonella per i caccia bombardieri statunitensi diretti in Iran. Crosetto rassicura: “rispettare accordi non vuol dire essere coinvolti in una guerra. Noi siamo parte della Nato, non siamo in guerra con l’Iran”, ha detto, senza menzionare i costi del riarmo italiano, in una fase di forte accelerazione. Il costo supera i 73 miliardi di euro, superando di circa quattro volte l’ultima legge di bilancio come ha sottolineato l’osservatorio Milex. Nel suo discorso alla Camera, Crosetto ha ribadito più volte che il suo governo sta agendo in perfetta continuità con i precedenti: “l’applicazione degli accordi sull’uso delle basi militari americane in Italia è sempre stata caratterizzata da un’assoluta, coerente continuità da oltre 75 anni. Nessun governo, di nessun colore politico ha mai disatteso, messo in discussione o anche solo ventilato l’ipotesi di non attuare i trattati internazionali fra Italia e Stati Uniti. Nessun governo, giustamente, ha mai messo in discussione questi accordi. Ne ha preso atto e li ha applicati”. Sul fronte Politica di Palazzo, giovedì sarà il turno della premier Meloni, che – dopo settimane di assenze e silenzi assordanti – si presenterà in Parlamento a seguito della debacle del No al referendum e le dimissioni di Santanchè, Delmastro e Bartolozzi e ora il caso Piantedosi. Abbiamo commentato le parole del ministro Crosetto con Antonio Mazzeo, ricercatore per la pace e autore del blog omonimo. Ascolta o scarica Nell’intervista abbiamo chiesto a Mazzeo una riflessione sulla presenza di basi militari statunitensi in Italia, ma anche di basi italiane in diverse zone del mondo. Una presenza che alcuni paesi ritengono ingombrante. Siamo anche ritornati sulla notizia del Ministro che aveva negato agli Stati Uniti l’uso della base di Sigonella ad alcuni bombardieri provenienti dalla Gran Bretagna. Il governo aveva rivendicato la decisione, sempre rimandando ai trattati semi segreti siglati con gli Stati Uniti a partire dagli anni successivi alla seconda guerra mondiale. Secondo questi, l’attività bellica dovrebbe essere autorizzata dal Parlamento. Eppure in seguito all’aggressione militare israelo-statunitense all’Iran, il traffico aereo dalle parti della base di Sigonella è aumentato. A margine dell’intervista, Antonio Mazzeo ci anticipa gli argomenti che affronterà nei tre incontri di questo finesettimana dei quali sarà protagonista a Bolzano, Verona e Brescia. “Carne da Cannone. Riarmo, militarizzazione, guerre e genocidi” è il titolo del triplo appuntamento: a Bolzano giovedì 9 aprile presso lo spazio autogestito 77, via Dalmazia 77, alle ore 20. A Verona, venerdì 10 aprile presso la sala conferenze Erminio Lucchi, dietro lo stadio, in piazzale Olimpia 3, alle ore 20.30. A Brescia, sabato 11 aprile presso l’aula magna dell’istituto Mantegna, via Fura 96, alle ore 15.30.    
April 7, 2026
Radio Onda d`Urto