Seminare la morte, seminare la vita
L’agricoltura a Gaza sta morendo
L’agricoltura nella Striscia di Gaza non è più solo un’attività economica; nel
contesto dell’aggressione genocidaria israeliana, è diventata un mezzo di
sopravvivenza e di resistenza.
Vaste aree di terreno hanno perso la loro capacità produttiva a causa dell’uso
israeliano di insetticidi diserbanti e per le difficoltà degli agricoltori
nell’accesso alle risorse di base, come semi e fertilizzanti.
Il settore agricolo è stato preso di mira in modo massiccio e intenzionale
dall’esercito israeliano, controllando oltre il 60% dei terreni agricoli
all’interno della cosiddetta linea gialla. Israele infatti ha imposto
restrizioni all’ingresso di fertilizzanti, sementi e piantine.
Abbiamo sentito un giovane palestinese di Jebalia, che ci ha raccontato che, per
lui e per la sua famiglia, l’agricoltura è diventata un’opzione indispensabile:
“non ci arrendiamo al genocidio ed all’azione di morte messa in atto da Israele
e ci sforziamo di continuare a coltivare la terra, anche in piccoli appezzamenti
attorno alle tende, nonostante tutte le circostanze, affinché la vita possa
proseguire”. E poi ha concluso: “Il lavoro agricolo mi offre una tregua dalle
pressioni quotidiane, oltre a garantire un minimo indispensabile di cibo, in una
realtà che si fa ogni giorno più difficile, con l’aumento dei prezzi e il blocco
degli aiuti da parte dell’esercito israeliano”.
Il cimitero Mediterraneo
Ieri, domenica, oltre 70 persone sono state considerate disperse e sicuramente
morte, dopo il ribaltamento nel Mar Mediterraneo di un’imbarcazione con a bordo
105 migranti. L’ONG Mediterranea Saving Humans ha annunciato il salvataggio di
32 persone. Secondo l’organizzazione, l’imbarcazione era salpata dalla Libia
sabato pomeriggio con a bordo donne, uomini e bambini. L’ONG ha affermato che
tali tragici incidenti “sono una conseguenza delle politiche dei governi europei
che si rifiutano di aprire vie di transito sicure e legali”.
Un video pubblicato dall’organizzazione sui social, filmato dall’aereo di
sorveglianza Seabird 2, mostra degli uomini aggrappati allo scafo
dell’imbarcazione capovolta mentre questa va alla deriva in mare aperto, e
successivamente una nave mercantile che si avvicina. Mediterranea Saving Humans
su X: “ Tragico naufragio di #Pasqua: 32 superstiti, due corpi senza vita
recuperati, oltre 70 persone disperse. Ieri pomeriggio un’imbarcazione in legno
con ~105 donne, uomini e bambini, salpata da Tajoura in fuga dalla #Libia, si è
rovesciata in zona SAR sotto controllo libico. 1/4 https://t.co/mkQCtNXt9s” / X
E intanto sugli altri fronti di guerra a cadere sono quasi solo civili….
ANBAMED