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Versilia, un 25 aprile per dire no alle basi militari
Sempre numerosi gli eventi per la giornata della Liberazione sulla costa nord della Toscana. Pur tentata dalla tradizionale biciclettata antifascista viareggina (riuscitissima, sei tappe decorate da bellissimi striscioni opera del Coordinamento Versilia per la Palestina), alla fine il cuore mi ha portata  a Camp Darby. La base americana con il più grande deposito di armi in Europa è una spina nel fianco della magnifica pineta al margine del Parco di San Rossore. In posizione strategica fra il porto di Livorno e l’aeroporto pisano, movimenta grandi quantitativi di materiale bellico e da sempre i pacifisti organizzano manifestazioni e blocchi per evidenziare la contrarietà della popolazione. A ciò ora si è aggiunto, nei pressi, il progetto di una nuova base italiana per il Gruppo di Intervento Speciale dei Carabinieri nell’area ex-Cisam, 100 ettari di parco naturale da cementificare abbattendo 10mila alberi e a Pontedera nella Tenuta Isabella la costruzione di un poligono di tiro e di piste di addestramento per la “modica” cifra di 520 milioni di euro. Con il plauso o la silente connivenza delle amministrazioni. La diffusa militarizzazione del territorio è palese e molti cittadini non ci stanno. Il Movimento No Base, formato per lo più da giovani universitari, da oltre tre anni lotta per contrastare il progetto ritrovandosi nella pineta al Presidio di Pace Tre Pini, una radura a ridosso delle reti del Cisam, di proprietà dell’Università, nella sostanziale freddezza dell’Ateneo pisano, sfociata lo scorso mese nello sgombero punitivo dopo l’occupazione dei binari davanti a un treno militare a Pisa. Ora, io dico: rimproveriamo ai giovani di essere indifferenti e succubi dei telefonini, poi quando si impegnano con passione per battaglie sacrosante gli si tarpano le ali?  Un vergognosa contraddizione. Così il 25 aprile i No Base, con l’appoggio di altre realtà, hanno organizzato il corteo da Camp Darby ai Tre Pini, dove in allegria si è fatto un picnic sul prato, seguito da un’assemblea e da una chiamata a Livorno da parte dei portuali per l’arrivo di un cargo d’armi. Un corteo pacifico e colorato di 500 persone “armato” solo di bombolette per scritte (mai volgari) sulla rete di recinzione e un’assemblea dove le voci di anziani si sono intrecciate a quelle di giovanissimi. Un passaggio di testimone. Una speranza.       Redazione Toscana
April 26, 2026
Pressenza
Viareggio, sabato di Pasqua nel ricordo della Palestina
Le luci mediatiche si sono quasi spente su questa terra che per più di due anni è stata il simbolo di ciò che può infliggere l’efferatezza di uno Stato genocida, ma le sofferenze dei Gaza persistono tra tende a brandelli, acqua sudicia, aiuti umanitari con il contagocce e ogni tanto un’esplosione e una raffica di mitra. Altro che Board of Peace. I territori occupati lo sono sempre di più, i coloni imperversano per rendere impossibile geograficamente lo Stato di Palestina. Una legge inqualificabile condanna selettivamente a morte i soli palestinesi. Il Coordinamento Versilia per la Palestina vuole risvegliare l’attenzione pubblica e ieri a Viareggio è sceso in piazza con il presidio “La voce di Gaza” arricchito dalla coinvolgente coreografia curata da Rylab. Sono state lette poesie, particolarmente quella in arabo e altre lingue di un giovane gazawi. Striscioni, cartelli, bandiere e interventi hanno richiamato i passanti che si sono soffermati in buon numero. La Freedom Flotilla ha ricordato i prossimi appuntamenti che anticiperanno l’attracco della barca in giugno. Particolare la presenza di una percussionista del gong della trasformazione.   Redazione Toscana
April 5, 2026
Pressenza