Avete fermato cento barche, non fermerete mille piazze
Ieri è stata la volta del corteo: molto partecipato, circa 1500 persone, si è
costruita una rete di realtà anche da fuori Versilia, moltissime bandiere (mai
di partito, come deciso) e striscioni contro il genocidio, per la liberazione di
tutti i prigionieri palestinesi, contro la repressione, contro il riarmo, quello
delle Donne in Nero con la storica frase della Menapace “Fuori la guerra dalla
storia”.
Tanto colore, rumore e musica con la esuberante presenza della Sbanda (la cui
maglietta afferma che nostra patria è il mondo).
Dietro il camioncino svetta alto lo striscione di apertura appositamente creato
per l’occasione con una frase di Ghassan Kanafani scelta dalle famiglie gazawi:
NON SEI SCONFITTO FINCHÈ RESISTI. FERMIAMO ISRAELE E IL RIARMO. PALESTINA
LIBERA.
Segue il bandierone tenuto a più mani e una carretta del Carnevaldarsena dei
Cantieri Sociali: la testa di Netanyahu con tanto di kippah con scritto FCK IDF
sovrasta un bidone di immondizia indifferenziata.
Giunti al Lungocanale il momento più commovente, ormeggiata davanti a noi la
barca, ci fermiamo per un intervento della Freedom.
Alla partenza, arrivo e in punti intermedi vengono letti comunicati delle realtà
partecipanti, qui riporto una sintesi dell’intervento degli organizzatori, il
Coordinamento Versilia per la Palestina che comprende Forum, collettivi e gruppi
locali:
“Quella di Ghassan Kanafani rappresenta la scelta di non restare in silenzio,
necessaria oggi più che mai..
Mentre il mondo guarda altrove, in Palestina il genocidio continua e il diritto
all’autodeterminazione è negato. In quest’ ultimo anno abbiamo scelto di
trasformare l’indignazione in mobilitazione, di rifiutare la normalizzazione del
massacro e di costruire una rete di solidarietà.
Contemporaneamente è cresciuta la risposta repressiva… contro chi mette in
discussione un modello economico e politico basato su guerra e sfruttamento…
anche qui, nei nostri territori. Ci viene detto che dobbiamo prepararci alla
guerra, che investire miliardi nelle spese militari sia inevitabile. Intanto
vengono sottratte risorse allo stato sociale.
Noi respingiamo questa narrazione.
Stare a fianco del popolo palestinese significa opporsi a quel modello di
società, significa difendere il diritto di tutti i popoli alla
autodeterminazione e costruire società fondate su pace, giustizia e solidarietà.
Perciò scendiamo in piazza contro sionismo, fascismo e colonialismo di
insediamento in Palestina, Libano e altri territori confinanti.
Chiediamo la liberazione di tutti i prigionieri politici palestinesi.
Ci opponiamo alla repressione di chi lotta.
Vogliamo costruire una rete che contrasti il riarmo nei nostri territori e
chieda alle istituzioni scelte concrete interrompendo complicità su ogni piano
con il governo israeliano.
L’arrivo a Viareggio della Freedom Flotilla Italia rappresenta l’incontro tra
una resistenza che attraversa il mare e una comunità che rifiuta di voltarsi
dall’altra parte.
La Palestina non è sola.”
Chiudo con una carrellata di foto che meglio di ogni descrizione rende l’idea
della giornata e con la convinta affermazione: “Avete fermato 100 barche, non
fermerete 1000 piazze.”
(Foto Coord. Versilia per la Palestina)
Redazione Toscana