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BRESCIA: ATTIVITA’ DI POLIZIA. IN DECISO AUMENTO LE MISURE DI PREVENZIONE E LE DENUNCIE PER MANIFESTAZIONI DI PIAZZA
Alla vigilia della Festa della Polizia, il questore di Brescia, Paolo Sartori ha tracciato il bilancio di un anno di attività, dal primo aprile 2025 al 31 marzo 2026.  Spiccano le misure di prevenzione: avvisi orali, da 88 a 251, i Fogli di Via Obbligatori: da 124 a 529; il Divieto di accesso ad esercizi pubblici, i D.AC.UR o DASPO WILLY da 80 a 116. In deciso aumento le persone denunciate per manifestazioni politiche: da 31 a 203. E anche le espulsioni con accompagnamento nei Paesi d’Origine (imbarcati direttamente in aereo) o nei C.P.R., centri permanenti per il rimpatrio, da 110 a 197: quasi il doppio. Sentiamo il commento di Sergio Pezzucchi avvocato di Diritti per Tutti Ascolta o scarica  TUTTI I DATI NEL DETTAGLIO Dal primo aprile 2025 al 31 marzo 2026 sono state controllate 38.547 persone e verificati 7.428 veicoli. Le volanti hanno effettuato 8.646 interventi nel corso dell’anno, a fronte di 37.202 chiamate al numero unico di emergenza 112. Il quadro dei reati evidenzia 723 furti denunciati e 123 episodi tra rapine e scippi. A questi si aggiungono numerosi episodi legati alla conflittualità quotidiana, con 169 tra liti e aggressioni, 74 minacce, 122 danneggiamenti e 4 risse. Particolarmente significativo il dato relativo alle liti in famiglia, con 535 interventi gestiti nell’ambito del protocollo “Scudo”. Un numero che restituisce la dimensione di un disagio domestico sempre più presente. Sul fronte repressivo, l’attività delle forze dell’ordine ha portato a 241 arresti e 1.160 denunce. Nel corso dell’anno sono state inoltre sequestrate 16 armi. Cresce anche il peso dei reati legati al digitale, con 149 denunce per truffe e frodi informatiche e 203 casi riconducibili al cosiddetto “Codice Rosso”. La Squadra Mobile ha avuto un ruolo centrale nelle indagini, con 200 arresti e 133 persone denunciate, mentre la Digos ha segnalato 203 soggetti. L’attività di controllo ha interessato anche il tessuto commerciale, con 389 esercizi pubblici verificati. Parallelamente sono stati organizzati numerosi servizi straordinari, con 980 ordinanze legate a manifestazioni pubbliche e oltre 4.100 operatori impiegati nei servizi di ordine pubblico. La Divisione Anticrimine ha rafforzato in modo significativo l’azione preventiva rispetto all’anno precedente. Nel periodo considerato sono stati emessi 251 avvisi orali e 529 fogli di via obbligatori, insieme a 116 provvedimenti di DASPO urbano e 68 DASPO sportivi. Si contano inoltre 128 ammonimenti e 10 sorveglianze speciali, a conferma di una strategia sempre più orientata a intervenire prima che i reati si concretizzino. Sulle strade, la Polizia Stradale ha controllato 35.171 veicoli e 43.004 persone, rilevando 1.100 incidenti. Le violazioni più frequenti restano quelle legate alla velocità, all’uso del cellulare alla guida, al mancato utilizzo delle cinture e alla mancanza di revisione. Complessivamente sono state ritirate 2.098 patenti, mentre i punti decurtati superano quota 100mila. Il fronte digitale continua a crescere. La Polizia Postale ha trattato 841 attività investigative, tra cui 472 casi di truffe informatiche, 108 accessi abusivi ai sistemi e 127 reati contro la persona. Restano particolarmente delicati anche i 42 casi legati alla pedopornografia. L’Ufficio Immigrazione ha gestito una popolazione di 150.161 cittadini extracomunitari. Nel corso dell’anno sono stati rilasciati 54.523 permessi di soggiorno, mentre 1.549 persone hanno ricevuto un diniego o una revoca con intimazione a lasciare il territorio nazionale. A questi si aggiungono 235 ordini di allontanamento e 197 espulsioni con accompagnamento. L’attività della Polizia Ferroviaria ha visto 2.783 servizi di vigilanza nelle stazioni, 624 controlli a bordo dei treni e 156 lungo le linee ferroviarie. Le persone controllate sono state 45.013, con 16 arresti e 150 denunce. Spiccano le “misure di prevenzione”: avvisi orali, da 88 a 251, i Fogli di Via Obbligatori: da 124 a 529; il Divieto di accesso ad esercizi pubblici, i D.AC.UR o DASPO WILLY da 80 a 116. Le persone denunciate da 31 di un anno fa, a 203. E le espulsioni con accompagnamento nei Paesi d’Origine (imbarcati direttamente in aereo) o nei C.P.R., centri permanenti per il rimpatrio, da 110 a 197: quasi il doppio.
April 10, 2026
Radio Onda d`Urto
BRESCIA: PADRE DI TRE BAMBINE “CONVOCATO” IN QUESTURA E DEPORTATO IN PAKISTAN DOPO DUE GIORNI
Un uomo è stato deportato dalla Questura di Brescia verso il Pakistan per questioni burocratiche legate al rinnovo del permesso di soggiorno. Circa sette mesi fa aveva fatto domanda di conversione del permesso di soggiorno: all’inizio della settimana ha scritto una pec agli uffici immigrazione, e gli è stato risposto di presentarsi agli uffici di via Botticelli alle 8 del primo aprile, munito di ricevuta e di passaporto. “Abbiamo aspettato per cinque ore senza che ci dicessero nulla, eravamo lì con due delle nostre tre figlie e all’improvviso sono entrati nella stanza dicendoci che mio marito sarebbe stato deportato“, ha raccontato in lacrime venerdì 3 aprile Uma, negli studi di Radio Onda d’Urto. “Lo hanno rinchiuso in una stanza, il giorno dopo lo hanno processato e oggi lo hanno deportato“. La vicenda è venuta a conoscenza dell’Associazione Diritti per Tutti e nella mattinata di venerdì Mery è andata ad accompagnare Uma in questura. “C’era una coda lunghissima”, ci ha raccontato, “poi di colpo è sparita: era tutta gente che aspettava di entrare negli uffici immigrazione, che però oggi erano chiusi e non c’era nemmeno un cartello di avviso. Persone che avevano preso un giorno di permesso dal lavoro trattate senza dignità”. Tornando sulla vicenda dell’uomo deportato quest’oggi “c’è stato un errore da parte di chi ha compilato la richiesta, un Caf gestito da connazionali nella zona di via Milano. La domanda avrebbe dovuto essere compilata come richiesta di assistenza ai minori. Ora ci sono 20 giorni di tempo per il ricorso: è stata una scelta politica quella di deportare, perché avrebbe potuto molto più facilmente gestire la vicenda legale dall’Italia”. “Le mie bambine sono in lacrime e vogliono rivedere il loro papà. Noi abbiamo una bancarella di abbigliamento”, ha continuato Uma, “e di solito mio marito apriva il banco mentre io portavo le bambine a scuola e all’asilo, poi lo raggiungevo per lavorare. Come posso fare tutto da sola? A chi lascio le bambine? Non c’è umanità. Dovrebbero prendere in considerazione le famiglie quando ci sono questi problemi burocratici, dirci che qualcosa non va e noi sistemiamo i documenti. Invece hanno deportato mio marito”. Ascolta l’intervista a Uma e a Meri negli studi di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica
April 3, 2026
Radio Onda d`Urto