Guerra ai giganti tech: l’Iran dichiara “obiettivi legittimi” Google e Apple
Con una nota, i Guardiani della Rivoluzione hanno minacciato esplicitamente 18
aziende americane come bersagli di ritorsioni per omicidi mirati tra i suoi
vertici
Il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (Irgc) ha reso nota, martedì
31 marzo, l'intenzione di avviare attacchi contro numerose aziende statunitensi
in Medio Oriente a partire dal 1 aprile, come forma di ritorsione per
l’uccisione di cittadini iraniani nella guerra in corso con Stati Uniti e
Israele. Nella lista figurano grandi aziende tecnologiche e industriali
statunitensi come Apple, Google, IBM, Intel, Microsoft, Tesla e Boeing, accusate
dal corpo militare iraniano di aver agevolato il Pentagono nell'individuazione
di target militari. L'Irgc ha inoltre invitato i dipendenti delle società
americane all'evacuazione del personale civile presente nella regione.
La minaccia, pubblicata il 31 marzo sul canale Telegram, fa parte di una più
ampia campagna di minacce contro le infrastrutture commerciali statunitensi,
iniziata dopo il primo attacco israelo-statunitense contro Teheran il 28
febbraio. Il 1 marzo droni iraniani hanno colpito due data center di Amazon Web
Services e ne hanno danneggiato un terzo che si trova negli Emirati Arabi Uniti:
si tratta del primo attacco confermato pubblicamente contro infrastrutture cloud
hyperscale di proprietà statunitense. Come conseguenza, siti di banche,
piattaforme di pagamento e servizi per i consumatori in tutta la regione sono
andati offline. Anche a causa della disattivazione di sistemi di ridondanza,
usati proprio per evitare interruzioni.
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