Dal 24 al 29 aprile si terrà in Colombia la prima Conferenza internazionale per l’abbandono dei combustibili fossili
Per tre decenni i negoziati globali sul clima si sono concentrati sulla gestione
dei sintomi della crisi – le emissioni – ignorandone la causa principale: la
proliferazione incontrollata dell’estrazione di petrolio, gas e carbone. Questo
ha generato una policrisi devastante: collasso climatico, instabilità economica,
conflitti, imperialismo energetico, disuguaglianze, migrazioni e povertà. Non
questioni separate, ma incendi interconnessi, tutti causati dalla stessa
scintilla: il modello tecno-capitalista alimentato dai combustibili fossili.
In 10 anni petrolio, gas e carbone sono stati responsabili dell’86% delle
emissioni di CO₂ che riscaldano il pianeta e contribuiscono a 1 decesso su 5 nel
mondo a causa dell’inquinamento atmosferico. Nonostante ciò, i piani governativi
e industriali prevedono di aumentare l’estrazione portandoci a produrre entro il
2030 il 120% di combustibili fossili in più rispetto a quanto compatibile con il
limite di +1,5 °C.
L’intero ciclo di vita dei fossili, dall’estrazione alla combustione, mina
salute, sicurezza e giustizia globale, provocando impatti devastanti senza
precedenti su biodiversità, comunità locali, mezzi di sussistenza e culture. Il
loro commercio dà vita a instabilità economica dovuta alla volatilità dei
mercati energetici, agli shock dell’offerta e alle trappole del debito, nonché a
pressioni geopolitiche, conflitti e guerre per risorse obsolete, finite e
pericolose.
Dobbiamo allontanarci rapidamente dall’era dei fossili progettando un futuro
basato sul rispetto dei limiti della Terra e del diritto all’autodeterminazione
di tutte le entità viventi. Solo così potremo affrontare la crisi ecologica,
sociale, economica, industriale, alimentare, migratoria e culturale in cui
siamo. Sarà possibile solo attraverso una riconversione ecologica delle attività
produttive e della filiera energetica pianificata pubblicamente, inclusiva per
lavoratrici e lavoratori, fondata sulla giustizia ambientale, finanziata da chi
inquina, decentrata, partecipata dalle comunità, capace di rafforzare la
sovranità energetica senza lasciare indietro nessun@.
Poiché la produzione di combustibili fossili è così strutturalmente radicata nei
mercati globali, nei sistemi finanziari e nella geopolitica, nessun Paese può
gestire questa riconversione da solo. Con questa consapevolezza, dopo il
fallimento della COP30 di Belém, il governo colombiano e quello olandese hanno
lanciato l’appuntamento per la prima Conferenza internazionale per l’abbandono
dei combustibili fossili, che si terrà a Santa Marta, in Colombia. Un’occasione
decisiva per rafforzare la cooperazione internazionale e il multilateralismo,
affrontando finalmente queste crisi interconnesse alla loro radice comune.
Più di 50 governi si riuniranno, pronti a passare da impegni graduali ad azioni
concrete, condivise con una coalizione globale di oltre mille soggetti
accreditati nel percorso: popoli indigeni, movimenti, Ong, società civile,
università, centri di ricerca, Premi Nobel, partiti e governi subnazionali. Una
svolta storica nella diplomazia climatica.
Gea – scuola di alta formazione gratuita per giovani ecoattiviste ed
ecoattivisti sui temi dell’Ecologia integrale – ha rilanciato in Italia la
campagna per il trattato di non proliferazione dei combustibili fossili
declinando le ragioni per cui anche il nostro Paese dovrebbe sottoscriverlo e
partecipare alla Conferenza. Ad aprile parteciperà alla conferenza a Santa Marta
portando il punto di vista dei tanti conflitti ecologico distributivi che nel
nostro Paese sono schiacciati tra disastri ambientali, disuguaglianze e ricatto
lavoro/salute da un lato, e autoritarismo, criminalizzazione ed espulsione dal
dibattito politico dall’altro.
È un percorso orizzontale, partecipativo e in divenire del quale la conferenza
di Santa Marta sarà solo il primo passo. Non possiamo più delegare: se non
agiamo per fermare la guerra contro la Terra e contro il futuro dell’umanità non
lo farà nessun altr@. Solo così potremo unire il grido di chi è esclus@ a quello
della Terra, alimentando un’azione globale capace di farci sentire parte di una
comunità di destino che si batte per tutte le comunità della Terra. Unisciti
anche tu e agiamo insieme!
Per sottoscrivere la campagna www.fossilfueltreaty.org/endorsements
Per sapere di più della Conferenza di Santa Marta transitionawayconference.com
Per unirti alla campagna italiana www.geascuola.org/la-campagna-in-Italia
Per approfondire le argomentazioni del percorso
www.geascuola.org/GENERALBRIEFING-ITA
Per scaricare i materiali di comunicazione
www.geascuola.org/Perche-e-utile-firmare.zip
Elisa Sermarini, Presidente di Gea – Scuola di Giustizia Ecologica e Ambientale
Redazione Italia