Tag - rete cuneese per la palestina

“Per la pace, contro la corsa riarmo”: assemblea a Bra
La Rete Cuneese per la Palestina sollecita la mobilitazione di persone e associazioni locali, che invita a radunarsi venerdì 10 aprile alle 18 a Bra, in via Cavour, con questo messaggio: > La “terza guerra mondiale a pezzi” denunciata con forza già nel 2014 da Papa > Francesco sta diventando sempre più un unico scontro globale frontale che > coinvolge contemporaneamente sempre più Stati e popoli. Le Nazioni > economicamente e militarmente più potenti puntano con sempre più evidenza a > spartirsi le risorse economiche del mondo senza alcuna preoccupazione per i > disastri e le vittime civili, donne e bambini soprattutto, che causano. > > Chi governa l’Italia non sembra interessato a interrompere questa spirale > distruttiva e questo enorme spreco di risorse, anzi punta ad ampliare sempre > più il commercio di armi con paesi in guerra (perfino genocidi come Israele a > Gaza e in Cisgiordania) anteponendo gli affari al rispetto della Costituzione > (in particolare dell’art. 11) e ai principi dei Diritti dell’Uomo e > dell’Infanzia. Si giunge perfino a giustificare e coprire le grandi > distruzioni e gli enormi massacri che queste scelte comportano falsificando e > distorcendo continuamente attraverso gran parte dei mezzi d’informazione la > realtà delle cose che succedono. Anzi ormai si punta sempre più chiaramente a > far diventare l’industria bellica il sistema trainante dell’economia come > soluzione alla crisi sempre più evidente determinata dalle difficoltà di gran > parte del nostro sistema economico basato su un becero e ingannevole > consumismo, lo spreco delle risorse naturali, lo sfruttamento intensivo e > devastante del territorio con gravissimi danni alla vita ed alla salute di > milioni di persone.  E purtroppo la stessa Comunità Europea persegue i > medesimi obiettivi. > > Chi tra i cittadini più coscienti si oppone a tutto questo viene sempre più > perseguito e punito con continue e nuove leggi che limitano i diritti > costituzionali, da quello di manifestare in modo pacifico e non violento negli > spazi pubblici, alle proteste e agli scioperi nella scuola e nei luoghi di > lavoro, all’accesso agli organi d’informazione, al diritto alla libertà di > stampa. > > NOI rifiutiamo la logica del riarmo e del profitto bellico che trasforma la > guerra in un mercato e la morte in un affare. Il riarmo alimenta tensioni > internazionali, legittima la repressione interna, sottrae risorse essenziali > alla società e al benessere sociale dei cittadini riducendo drasticamente le > disponibilità economiche necessarie a mantenere e migliorare servizi sociali > per tutti, in particolare dei più deboli e poveri. Infatti, ogni euro speso in > armi è un euro sottratto alla sanità, alla scuola, ai trasporti pubblici, > all’edilizia popolare, al sostegno al reddito di chi è in difficoltà, alla > difesa dell’ambiente. Per opporci al riarmo, alle derive autoritarie e > conseguenti restrizione dei diritti, alle guerre e alle violazioni > sistematiche del diritto internazionali V’INVITIAMO A MOBILITARVI CON NOI > PARTECIPANDO ALLA ASSEMBLEA CITTADINA VENERDÌ 10 APRILE – BRA ORE 18.00 – VIA CAVOUR Redazione Italia
April 8, 2026
Pressenza
4 aprile a Bra: il silenzio del ‘venerdì santo’ nella ‘via crucis’ della guerra
“C’è un tempo per parlare. E c’è un tempo per tacere.”, esordisce il gruppo di persone che nella piazza principale della città piemontese praticano insieme mezz’ora di silenzio per la pace ogni venerdì. Il prossimo, 4 aprile, è un venerdì santo e il gruppo propone questa riflessione: > ci ritroviamo in SILENZIO, dalle 18:30 alle 19:00 nella piazzetta del > Municipio di Bra, per uno spazio aperto di presenza e di coscienza. > Un tempo breve, ma essenziale. > Un tempo per restare umani davanti alla morte. > > Non è una manifestazione contro qualcuno. > È un momento per qualcosa: per fermarsi, per guardare, per non distogliere lo > sguardo. > > Viviamo in un tempo in cui tutto scorre veloce. > Le immagini passano. Le notizie si accavallano. > La morte rischia di diventare un numero. > > E noi rischiamo di abituarci. > > Ma il Venerdì Santo ci interroga: ci mette davanti a un uomo, un uomo > qualunque, un uomo condannato, umiliato, messo a morte… un uomo sulla croce. > > E ci costringe a una domanda semplice e radicale: quanto vale una vita? > > Fare memoria viva di quella croce è riconoscerla oggi nelle guerre che > continuano a distruggere città e popoli, nelle vite schiacciate da ingiustizie > economiche e sociali, nei corpi dimenticati, nei diritti negati, nelle > possibilità spezzate. > > Ogni volta che una vita viene scartata, ogni volta che una dignità viene > calpestata, ogni volta che qualcuno viene lasciato indietro, quell’uomo, ogni > UOMO e DONNA, è di nuovo sulla croce. > > E allora scegliamo il silenzio. > > Non come fuga. Non come indifferenza. Ma come spazio. > > Perché il silenzio non spiega il dolore. Lo lascia parlare. > > Il silenzio non risolve, ma ci unisce. > > Il silenzio ci mette davanti a ciò che non trova risposte, a ciò che ci > supera, a ciò che ci riguarda. > > Scegliamo il silenzio anche come gesto umano. > > Come il digiuno, crea un vuoto. E quel vuoto può diventare spazio. Spazio per > accorgerci degli altri. Spazio per condividere. Spazio per non restare chiusi > in noi stessi. > > Perché non si esce dal dolore evitandolo, ma attraversandolo insieme. > > Non vogliamo avere paura. Vogliamo restare. Restare davanti alla sofferenza. > Restare davanti alla morte. Restare davanti all’umano. > > Per questo ci ritroviamo in silenzio, per fare spazio all’umano che è in > ognuno di noi. > > Con la possibilità di un gesto semplice: fermarsi, ascoltare, lasciarsi > toccare. > > E allora SOGNIAMO. > > Sogniamo chiese e moschee vuote di parole. Piene di silenzio. > > Sogniamo luoghi senza confini, senza dentro e fuori, senza chi è accolto e chi > resta fuori. > > Sogniamo uomini e donne capaci di fermarsi, di restare davanti al dolore. > > E poi… un suono… > > Un suono che non serve a riempire il silenzio. Serve a interrompere il rumore. > > Un suono che non copre il silenzio, ma lo rende più profondo. > > Un colpo solo. Che attraversa il silenzio. > > Un gesto semplice. Umano. Che non spiega, non risponde. Ma chiama a fermarsi, > a respirare, a tornare. > > Sogniamo occhi che non si abbassano, mani che non restano in tasca, coscienze > che non si addormentano. > > Sogniamo comunità che non si abituano alla morte. Che non accettano che una > vita valga meno di un’altra. > > Sogniamo un mondo in cui il silenzio non sia vuoto, ma ascolto. Non sia > assenza, ma presenza. > > Vi aspettiamo. > Per mezz’ora. > Per fermarci. > Per ascoltare. > Per restare. > Per affidare i nostri sogni all’eco di un gong. > > Perché, anche nel silenzio, possiamo scegliere di essere umani.   Una delle aggregazioni che praticano il silenzio per la pace costantemente ogni anno, mese, settimana o giorno, indicate nella mappa online sul sito di Pressenza Italia (sezione ‘produzioni’, colonna a destra), il gruppo che dall’ottobre 2025 ogni venerdì si raduna a Bra è coordinato dalla RETE CUNEESE PER LA PALESTINA, che insieme alla SCUOLA DI PACE TONI LUCCI di Bra e alla Consulta Giovanile della cittadina coopera al Progetto Juzoor, una scuola per la libertà realizzato con patrocinio del Comune di Bra e sostegno della Fondazione VIS. Maddalena Brunasti
April 1, 2026
Pressenza