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Migranti, il governo usa ancora una volta le ONG come capro espiatorio
L’Italia sta arrancando politicamente e deve fare i conti con un’Europa che le volta le spalle e a cui risponde utilizzando ancora una volta le persone in fuga e le ONG che operano in loro solidarietà come capro espiatorio. Il meccanismo di compensazione in risposta alla volontà tedesca di rimpatriare in Italia i cosiddetti dublinati è sintomo della fragilità del nuovo Patto Europeo su Migrazione e Asilo. Le nuove regole europee di fatto hanno smantellato il già fragile sistema asilo e introdotto meccanismi di solidarietà su base volontaria che consentono agli Stati di aprire e chiudere i loro confini a piacimento e di rifiutarsi di supportare i Paesi di arrivo e assumersi le proprie responsabilità sulla migrazione. Giorgia Linardi, portavoce di Sea-Watch: “Il nuovo Patto è crollato alla prima prova: gli arrivi a Ceuta, la cui strumentalizzazione politica ha creato un effetto domino di chiusura dei Paesi UE con cui ora il governo si trova a fare i conti. Non sapendo come reagire punta ancora una volta il dito contro le Ong e si guarda bene dall’affrontare l’altissimo costo umano di queste politiche: a Ferragosto 14 corpi senza vita galleggiavano davanti agli ombrelloni piantati sulle spiagge del Mediterraneo.” Sea Watch
August 24, 2026
Pressenza
Con il Patto europeo su migrazione e asilo da oggi un essere umano vale 20.000 euro
“Da oggi in Europa basta pagare 20.000 euro per liberarsi di un essere umano. Non è un film distopico, è il nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, approvato nel 2024 e attivo proprio da oggi in tutti e 27 gli Stati membri. Se uno Stato non vuole accogliere persone migranti, potrà semplicemente pagare per sbolognare la faccenda ad altri”. Lo afferma su Instagram la portavoce di Sea-Watch Giorgia Linardi. “Questi soldi” continua Linardi “potranno essere utilizzati per rafforzare le infrastrutture di frontiera, come fili spinati, centri di detenzione e CPR, oppure per rafforzare la cooperazione con i cosiddetti Paesi terzi sicuri. Uno dei capisaldi del patto è il concetto di Paese di origine sicuro e quello di Paese terzo sicuro, dove l’Unione Europea può rispettivamente rimpatriare e deportare le persone sgradite. Tuttavia, in questi Paesi si registrano spesso situazioni di abuso dei diritti umani, sia nei confronti delle persone migranti di passaggio che dei propri cittadini. Tutto questo è completamente ignorato dall’Unione Europea, che intende portare avanti il suo piano senza tener conto delle valutazioni della società civile e delle organizzazioni internazionali, ma anche del suo stesso garante. Non siamo davanti a una serie di tecnicismi” conclude la portavoce di Sea-Watch, “ma a un attacco ai valori fondanti dell’Unione Europea, nata proclamando diritti e dignità, che oggi invece manda un messaggio molto chiaro: le persone migranti non sono più titolari di diritti, ma un problema di cui disfarsi nel più breve tempo possibile. La domanda è semplice e scomoda. Se un essere umano ha un prezzo, che fine hanno fatto i suoi diritti?”   Sea Watch
June 12, 2026
Pressenza
Giorgia Linardi, portavoce Sea-Watch: “Abbiamo il dovere di opporci a qualsiasi legge ingiusta e di seguire il diritto internazionale”
“Il partito al governo definisce “furore ideologico” il rispetto del diritto internazionale e, ancora una volta, strumentalizza il soccorso in mare per attaccare la magistratura. Lo fa – dichiara Giorgia Linardi, portavoce di Sea-Watch – evidentemente scottato dall’esito del referendum, attraverso cui il popolo italiano ha mandato un messaggio chiaro: la Costituzione e con essa il diritto internazionale non si toccano.” “Non abbiamo scelto un porto arbitrario – continua Linardi – ma un porto ragionevolmente vicino, che abbiamo raggiunto in un dichiarato stato di necessità, per sottrarre le persone soccorse in mare a quello che riteniamo un vero e proprio atto di tortura di Stato: imporre giorni inutili di navigazione a persone appena sopravvissute al rischio di morire in mare.” “Come società civile – conclude la portavoce – abbiamo il dovere di opporci a qualsiasi legge ingiusta, al punto di tradursi in una forma di tortura di Stato. Lo facciamo per urgenza umanitaria e per ristabilire la giusta gerarchia delle leggi, come impone la nostra Costituzione, che vede il diritto internazionale sopra la testa della politica.” Sea Watch
April 1, 2026
Pressenza