MILANO: APERTO IL PROCESSO CIVILE CONTRO LE MAMME ANTIFASCISTE DEL LEONCAVALLO. IL VIMINALE CHIEDE OLTRE 3 MILIONI DI EUROLeoncavallo e Associazione delle Mamme Antifasciste del Leoncavallo di Milano a
processo.
Mercoledì 1 aprile si è aperto il processo civile (rinviato poi al 24 novembre)
contro l’Associazione delle Mamme Antifasciste del Leoncavallo, chiamata a
risarcire in solido il Ministero dell’Interno. Il protrarsi dell’occupazione di
via Watteau è costato una condanna da oltre 3 milioni di euro, somma che il
Ministero ha dovuto versare alla proprietà, Orologio S.r.l.
Una condanna che, insieme alle pressioni politiche della maggioranza
parlamentare, ha accelerato lo sgombero del Leoncavallo, il 21 agosto 2025.
A sei mesi da quel 21 agosto, “la politica – hanno spiegato in conferenza stampa
Leoncavallo e Mamme Antifasciste – non ha saputo dare alcuna risposta alla città
di Milano che, il 6 settembre, ha chiesto con forza che il Leoncavallo avesse
una casa e che nessuno sgombero segnasse il futuro del capoluogo lombardo. Oggi,
invece, la “burocrazia” pretende di individuare nelle Mamme Antifasciste — che
per anni hanno accompagnato e sostenuto il Leoncavallo — le responsabili del
mancato sgombero.
Una procedura che rischia di estendersi a molti luoghi d’Italia. Già a Roma, per
lo spazio di Spin Time, la proprietà ha chiesto al Ministero dell’Interno
milioni di euro, ottenendone 21 in primo grado di giudizio. Temiamo che questo
modello venga replicato anche in altri spazi, compresi quelli che vengono
occupati, anche solo per brevi periodi, in difesa del diritto al lavoro”.
L’audio della conferenza stampa su Radio Onda d’Urto con gli interventi di
Daniele Farina del Leoncavallo, dell’avvocato Mirko Mazzali e di Marina Boer,
presidentessa dell’Associazione Mamme del Leoncavallo. Ascolta o scarica